martedì, 16 luglio 2019
piero_cundari

MODICA CALCIO. IL PRESIDENTE CUNDARI SE NE VA

Print pagePDF pageEmail page

La Modica calcistica si rituffa in un altro episodio da operetta avente, come attori, il sindaco Abbate da una parte e il presidente Cundari dall’altra. Due personaggi che stanno operando, ognuno con le proprie motivazioni, per distruggere una squadra di calcio che, fino ad oggi, si era ben comportante in campo.

Tutto nasce l’indomani di un’ennesima sospensione del rilascio dell’agibilità provvisoria dello stadio da parte dell’amministrazione comunale dietro la presentazione da parte della società Modica calcio, del progetto dello stadio riguardante i costruendi bagni, che chiedeva fosse vidimato dal settore Lavori Pubblici, per poterlo presentare al settore Urbanistica e procedere cosi ai lavori di realizzazione degli stessi.

Dalla presentazione del progetto i primi di settembre a oggi, un vero e proprio ostruzionismo è stato attivato dal Sindaco. Cundari, che ha un regolare contratto di comodato dello stadio di contrada Caitina che disciplina la gestione del “Pietro Scollo”, contratto che recita chiaramente che, tra gli oneri a carico del comodatario, ci sono gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fabbricati esistenti, ma non gli interventi di realizzazione di fabbricati ex novo. Nonostante ciò, la società aveva pensato ugualmente di realizzare dei bagni a servizio della Tribuna A. Il Modica Calcio 1932, solo confidando in un clima distensivo e di collaborazione, aveva manifestato la volontà di realizzare i suddetti bagni a proprio carico. Ma un inspiegabile ostruzionismo da parte dell’amministrazione comunale ha fatto saltare il tavolo.

Da premettere che lo stadio è stato per decenni una cattedrale nel deserto, dallo sbancamento dell’uliveto agli inizi degli anni 70, poi una fila infinita di treni di finanziamenti pubblici finiti chissà dove, fino alla consegna al Modica Calcio dello stadio attuale, con molte opere da completare, tra cui la tribuna stampa, i botteghini, i servizi igienici, altre fatte male, come il fondo campo (ristrutturato di recente da Cundari a spese sue) e la curva, costata 300 mila euro e mai utilizzata. Forse gli amministratori avranno pensato di aver trovato la gallina dalle uova d’oro sperando che il presidente del Modica Calcio sborsasse soldi per realizzare anche i servizi igienici nella tribuna A, intitolata a Nino Viola, e al settore ospiti, che sembra un pollaio più che una tribuna.

Cundari, che già aveva manifestato la volontà di mollare tutto nella precedente stagione, si dimette da presidente del Modica Calcio e, se in un primo momento aveva deciso di mollare a fine stagione, ci ripensa e decide di chiudere la propria attività e di ritirare tutto lo staff dirigenziale il 15 novembre, quando si riapriranno i trasferimenti dei calciatori che saranno svincolati e liberi di accasarsi altrove.

Nel suo comunicato stampa, Cundari accusa il sindaco senza mezzi termini: ”Nel primo incontro con il nuovo Sindaco della città avevamo detto a chiare lettere di non essere alla ricerca di contributi o pseudo tali ma che auspicavamo che tra Amministrazione e Modica Calcio potesse esserci un rapporto di sana collaborazione. Abbiamo ribadito quanto espresso in occasione del mio insediamento come Presidente del Modica Calcio 1932, l’ambizione di voler lavorare per un progetto sportivo graduale, di lungo respiro, con obiettivi ambiziosi. Personalmente sarebbe stato facile sottrarmi al ruolo alla fine della stagione scorsa. Tutto sommato, arrivando a Modica avevo salvato la società da un inesorabile destino che l’avrebbe portata alla radiazione, avevamo salvato la categoria e lo scorso anno, nonostante i tanti problemi, avevamo disputato un campionato dignitoso lottando fino alla fine nei play off. Due stagioni di impegni personali e onerosi in termini economici, di risorse umane e di tempo dedicate al Modica Calcio. Ho deciso di continuare pensando di poter riprendere nel segno di una continuità programmatica e puntando sul lavoro dello staff tecnico-organizzativo che si è creato. D’altra parte i risultati eccellenti del lavoro svolto, in questa stagione, da tutta la “famiglia” del Modica Calcio 1932 sono sotto gli occhi di tutti. Al Sindaco avevamo chiesto di starci vicino, una vicinanza “istituzionale” fondamentale se si voleva creare in città, tra la cittadinanza, l’humus ideale su cui costruire una grande stagione, di aiutarci a risolvere gli immancabili problemi che possono esserci durante la stagione. Ho ancora una visione ideale del calcio, credo ancora che in una città importante e di grandi tradizioni non solo calcistiche, come Modica, la prima squadra della città non sia solo sinonimo di calcio. Penso che sia un patrimonio della comunità, un Valore in cui una comunità si identifica. Credo che il Sindaco di Modica abbia il dovere di dedicare al Modica Calcio 1932 una sensibilità istituzionale che travalichi quelle che possono essere le sue passioni personali e cui dedica il tempo libero. Non voglio fare valutazioni politiche che non mi competono e a cui non sono mai stato interessato, ma è innegabile che la storia è una cartina di tornasole imprescindibile nella valutazione degli uomini che hanno caratterizzato la vita di una città. Guardando alla storia recente, il Modica Calcio ha raggiunto risultati importanti soprattutto grazie al Sindaco Piero Torchi che seppe creare le giuste condizioni sociali affinché i dirigenti del Modica Calcio 1932 di quel periodo riuscissero a lavorare serenamente per poter raggiungere i risultati storici che furono centrati con la promozione in C2. O l’impegno del sindaco Antonello Buscema, che in un momento di gravi difficoltà del Club iscrisse la squadra al Campionato di Eccellenza con soldi propri e si attivò in modo determinato per trovare uno sbocco societario che evitasse la radiazione alla squadra. Questo è ciò che avevamo chiesto al Sindaco Abbate in occasione del nostro primo incontro. Aiutarci a lavorare serenamente. Per tutta risposta in questi mesi abbiamo subito una serie di atteggiamenti ai limiti dello scherno. Sintomatico, in tal senso, l’ultimo incontro di fine settembre, a Palazzo S. Domenico, tra la nostra delegazione composta dal sottoscritto, Johnny Cavallino, Peppe Celestre e il nostro legale avv. Nicola Aiello e l’Amministrazione Comunale rappresentata dal Sindaco Abbate, dall’Assessore allo Sport e dal Consulente allo Sport. In quella occasione ebbi modo di sottoporre tutta una serie di istanze a lui indirizzate e protocollate dal Modica Calcio negli ultimi 3 mesi, istanze riguardanti la gestione del “Pietro Scollo” a cui non era stata data nessuna risposta. Con una di queste istanze, protocollata il 2 settembre 2013, un nostro tecnico incaricato aveva presentato uno stralcio del progetto dello stadio riguardante i costruendi bagni, che chiedevamo venisse vidimato dal settore Lavori Pubblici, per poterlo presentare al settore Urbanistica e procedere cosi ai lavori di realizzazione dei bagni. Il Sindaco in quella occasione in nostra presenza chiamò il Dirigente dei Lavori Pubblici chiedendo lumi sulla questione essendo trascorsi invano ben 24 giorni. Ci disse che il Dirigente non aveva potuto vidimare il progetto in questione perché al Comune non erano in possesso della copia del Contratto di Comodato con cui era stata affidata la gestione del “Pietro Scollo” al Modica Calcio. Prontamente consegnai al Sindaco una copia del Contratto di Comodato e per tutta risposta il Sindaco Abbate mi rassicurò che avrebbe preso la situazione in mano lui e l’indomani mi avrebbe chiamato personalmente per consegnarmi quanto richiesto. Era il 26 settembre, sto ancora aspettando la sua telefonata. In ultimo vogliamo chiarire in modo definitivo questa amara vicenda legata alla realizzazione dei bagni a servizio della Tribuna A. Il Contratto di Comodato che disciplina la gestione dello stadio “Pietro Scollo”, non prevede in nessun caso l’onere di tale realizzazione a carico del Modica Calcio. Parla esplicitamente, tra gli oneri a carico del comodatario, di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fabbricati esistenti. Ma mai in nessun capoverso di interventi di realizzazione di fabbricati ex novo. Il Modica Calcio 1932 soltanto confidando in un clima distensivo e di collaborazione, aveva manifestato la volontà di realizzare i suddetti bagni. Volontà che, a causa dell’atteggiamento ostruzionistico manifestato dall’Amministrazione in questi mesi, anche e soprattutto nel rilascio dell’agibilità provvisoria dello stadio, adesso è venuta meno. Dei sopralluoghi effettuati dalla Commissione Comunale di Vigilanza vogliamo sottolineare le prescrizioni a tempo. A norma di legge la Commissione deve motivare il diniego ed elencare le prescrizioni da ottemperare in merito al rilascio dell’agibilità, sempre in sede di commissione, fissando una successiva data entro la quale la Commissione stessa verificherà e prenderà atto dell’ottemperanza a quanto prescritto, invece questa Commissione ci ha sempre costretti a chiedere di volta in volta, con singole richieste, il rilascio dell’agibilità. Ricordiamo a tutti che la differenza tra eccesso di zelo e abuso di potere è sottile. I pareri della Commissione devono riportare eventuali prescrizioni che abbiano fondatezza giuridica e devono fare sempre riferimento alla normativa vigente. Nel caso dell’ultima Commissione che ha dato l’agibilità provvisoria fino al 10 ottobre 2013 non ci pare si faccia riferimento a quanto previsto dalla norma di riferimento, vale a dire l’art.121 della Circolare Ministeriale n°16 del 15/02/1957. Invece la vicenda più paradossale e per certi versi inquietante riguarda il sopralluogo effettuato dalla Commissione Comunale di Vigilanza il 30 agosto 2013. In quella occasione la commissione presieduta da un delegato del Sindaco, non rilasciò l’agibilità adducendo tra gli altri motivi l’assenza del CPI (Certificato Prevenzione Incendi) definitivo. A seguito di quel verbale scoprimmo che l’iter del rilascio definitivo del CPI era fermo al 09 agosto 2012 e quindi in nessuna delle Commissioni che aveva rilasciato le varie agibilità provvisorie negli ultimi 18 mesi era stato mai menzionato. Adesso se ne faceva menzione per gravare da un punto di vista oneroso sulle spalle del Modica Calcio 1932. E’ chiaro che ci riserviamo di tutelare i nostri diritti anche in altre sedi, ma è evidente che i fatti sopra riportati evidenziano una situazione conflittuale di cui avremmo fatto volentieri a meno e che mi inducono a riconsiderare il mio ruolo. Per finire voglio sottolineare che in questo anno di gestione del “Pietro Scollo”, al pari di altre strutture pubbliche gestite da privati (vedi Stadio V. Barone, PalaRizza, Piscina Comunale)  sarebbe stato nostro diritto chiedere all’Amministrazione Comunale di concordare un tariffario per l’utilizzo del “Pietro Scollo” da parte di altre Società Sportive e dei privati. Non l’abbiamo mai fatto e abbiamo dato la nostra disponibilità totale e a titolo gratuito a tutte le Società di Atletica Leggera, alla Conad Scherma Modica e ai privati che hanno potuto utilizzare gratuitamente gli spazi i cui costi di manutenzione gravano esclusivamente sul Modica Calcio. Concludiamo sottolineando che abbiamo sempre dato l’uso dei bagni all’interno dello stadio durante il mercato del giovedì con l’unica condizione che l’Amministrazione si facesse carico della pulizia degli stessi al termine del mercato. Recentemente siamo stati costretti a ritirare questa disponibilità dal momento in cui si pretendeva che ci occupassimo delle relative pulizie”.

Alla dichiarazione di Cundari, il sindaco Abbate, piuttosto che chiarire e cercare di riallacciare i termini di un doveroso dialogo, fa spallucce e risponde con un laconico comunicato: “Ho preso atto attraverso la stampa delle dimissioni del Presidente del Modica Calcio Piero Cundari. Mi adopererò subito per trovare soluzioni alternative e adeguate per il proseguimento dell’attività della squadra”.

Cundari meritava di meglio che questo tipo di comportamento da parte di Abbate, né un segno di ringraziamento per l’indubbio e proficuo lavoro svolto a favore della comunità, né un tentativo di negoziazione o chiarimento delle proprie posizioni. Sicuramente dietro c’è un comportamento poco chiaro e anche indisponente nei confronti del presidente del Modica Calcio, che, ricordo, ha salvato tre stagioni fa la squadra da una sicura retrocessione (non dalla radiazione, scongiurata dall’iscrizione di tasca propria del sindaco Buscema), e di una buona stagione l’anno successivo, centrando i play off, e, quest’anno, di un buono inizio di torneo, con buoni risultati in campionato (tre vittorie un pareggio e due sconfitte), e in Coppa Italia (1 – 0 al Siracusa all’andata degli ottavi). Ricordo ai distratti che Cundari, tra le spese di “manutenzione”, ha affrontato con decine di migliaia di euro la sistemazione del fondo campo che, da campo di patate, ha trasformato in un fondo campo in terra battuta. Dal comunicato del sindaco si potrebbe dedurre che questi abbia in mano un gruppo imprenditoriale intenzionato a rilevare la società Modica Calcio. Ricordo a chiunque che da decenni i presidenti del sodalizio calcistico sono stati lasciati soli a fronteggiare le sorti societarie. Primo tra tutti Antonio Aurnia, che, ad onta degli ottimi risultati sul campo, nessun imprenditore volle supportare, così come successe a Radenza, che alla fine mollò tutto lasciando anche dei debiti che Cundari ha pagato pur non essendo lui il debitore. La classe imprenditoriale modicana è una delle più tirchie d’Italia in campo calcistico (vedi anni precedenti), ora il sindaco Abbate ha un gruppo di imprenditori? Mi dispiace, ma non ci credo.

Stucchevole pure la risposta degli “Ultras”, il gruppo dei tifosi estremisti più attaccati ai colori del Modica: ”La tifoseria organizzata Modicana, dopo le anticipazioni di dimissioni dell’attuale presidente del Modica Calcio, Piero Cundari, mette le cose in chiaro.
Prendendo atto del lavoro svolto dal presidente, sia degli sbagli che dalle scelte azzeccate, ora però dopo queste seconde dimissioni, pretendiamo che alle parole seguano i fatti, non accetteremo qualsiasi ripensamento, il 16 novembre, giorno successivo alle dimissioni, il signor Cundari non dovrà più essere il presidente della Modica Calcio.

Prendiamo atto pure del lavoro ostruzionistico della giunta comunale con a capo il sindaco, verso il Modica Calcio in generale, del disinteresse dimostrato con i fatti e non con le varie interviste; ora però pretendiamo che questi signori trovino un nuovo presidente che guidi la prima squadra calcistica che rappresenta tutto il territorio modicano (frazioni comprese) non al salvataggio della categoria ma alla conquista della serie D, obbiettivo che si era predisposto l’ormai ex dirigenza. Inoltre, pretendiamo l’adeguamento dello stadio Pietro Scollo, in modo che il Modica possa giocare a Modica con a fianco i propri tifosi domenica dopo domenica. Questo perché proprio questa giunta comunale ha imposto questi punti alla dirigenza “Cundari”.
Naturalmente, da liberi cittadini, non escludiamo una possibile manifestazione in piazza se alcuni di questi punti non siano presi in considerazione.”
Come dire, meglio che te ne vai.

L’ingratitudine regna sovrana in questa città per certi aspetti pure xenofoba. Cundari è lentinese, qui si vuole per forza il modicano, poi ci si mettono pure gli ultrà, che si sono macchiati negli anni di contestazioni non condivise dal resto degli sportivi, piuttosto pesanti, contro giocatori che hanno vestito la maglia del Ragusa come Cervillera, Pellegrino, Bonarrigo, colpevoli, a loro dire, di non sudare la maglia. Adesso ci si mette pure il primo cittadino a mettere i bastoni tra le ruote della prima squadra di calcio cittadina piuttosto che supportarla ed aiutarla. Storicamente, soprattutto negli anni 70-80, il Comune era il primo sponsor della squadra locale, oggi la crisi economica che attanaglia tutti i campi dell’economia, soprattutto quella pubblica, che ha scialacquato tantissimo, impone regole di economia ben precise. Ma non l’autolesionismo.

Eppure, nonostante le innumerevoli e gravi avversità, il Modica batte lo Scordia ed è terzo in classifica.

Giovanni Oddo

 

 

 

 

 

Condividi!