domenica, 18 novembre 2018
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L’ARTISTA CHE PARLA A SE STESSO

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WP_20140408_004WP_20140408_008Ha avuto luogo, dall’8 al 22 aprile, presso l’atrio del comune di Modica, la mostra di pittura e scultura dell’artista modicano Giorgio Frasca che, da circa sei anni, si dedica a tempo pieno alla sua più grande passione: scolpire, e dipingere su tela, pietra, legno e su qualsiasi materiale lo ispiri.

Ho avuto modo di conoscerlo per puro caso proprio l’8 aprile, attraversando il chiostro di Palazzo S. Domenico, dove mi ero recata con la speranza di poter contribuire con la mia firma ad una giusta petizione nazionale, la “proposta di legge popolare sulle metodiche compassionevoli”, speranza vana quel giorno, ma ripetuta con buon fine il giorno 15. Tornando alla mostra, mi ci sono praticamente trovata dentro e mi sono fermata ad osservare la strana bellezza delle opere che lo stesso artista stava esponendo in un lato del chiostro.

Ed è stato proprio l’artista Giorgio Frasca, al quale mi sono presentata, che mi ha spiegato una per una le opere esposte, fra le quali cito: “L’urlo grottesco”, “La sfinge di Iside” e “Gruppo di donne modicane”, tutti dipinti su tela, nonché opere scolpite sulla pietra e dipinte con pittura ad olio. Aiutata dalla spiegazione dell’artista, ho potuto notare, nell’ultima tela citata, donne coi visi attaccati l’uno con l’altro, ricoperte sul capo da un fazzoletto e vestite con abiti tipici del periodo cinquecentesco; il tutto, tra l’infinità dei colori che solo chi ama l’arte può realmente apprezzare. Poi ancora, l’”Aurora boreale”, con le sue immagini immerse nei ghiacciai, dove s’intravedono i colori astratti e case lontanissime; “ Onofrio “, un bellissimo pesce azzurro, tipico del Brasile, scolpito su un legno di carrubo; la “Madonna vasa vasa”, che abbraccia, quasi trascina, il Cristo sulle gambe e con tanti personaggi attorno raccolti in preghiera; queste ultime opere, mi spiega , dipinte con pittura acrilica. E poi, ancora, il dipinto “Gesù e la Madonna”, di cui è molto orgoglioso e del quale mi racconta: “è una copia uguale al dipinto di Mommo Mormina, grande pittore, scultore ed ebanista sciclitano del 500 che, oltre a dipingere quadri, scolpiva i suoi strumenti e sapeva anche suonarli; fra questi, il fischietto, che io ho scolpito identico (presente nella mostra), che lui suonava andando in processione dietro la Madonna vasa vasa a Modica, ma che i dominatori del tempo gli avevano bruciato insieme a tante altre sue opere, per il suo culto cristiano ”.

Sono passata a salutarlo ancora e a rivedere i suoi quadri dopo una settimana circa. L’artista, gentilmente, mi ha raccontato ancora un po’ di sé: malato di diabete e di pressione alta, vive con una pensione d’invalidità di 360 euro al mese. La sua è una semplice mostra personale, senza fini e senza “sfrazzi”, a lui basta vedere i turisti che ammirano le sue opere e gli chiedono i dettagli del loro significato; contento, perché la senatrice Finocchiaro, trovandosi a Modica e in visita al Comune, si è soffermata a parlare con lui di arte; molto orgoglioso del cognato Angelo Di Natale, modicano, giornalista della Rai oltre che attore di teatro che, proprio lo scorso anno, ha recitato al Teatro Garibaldi nello spettacolo teatrale “L’intervista impossibile di Raffaele Poidomani“ (vedi articolo de La Pagina del 24 maggio 2013). Ed è proprio di quest’ultimo illustre scrittore modicano che Frasca ha anche dipinto un quadro che lo raffigura in forma spettrale così come il cubismo vuole, una forma d’arte che lui ama tanto, e che si può notare in molte delle sue opere, che tende a ritrarre l’oggetto-soggetto in un contesto più vario, raffigurandolo da più punti di vista e, simultaneamente, dando al quadro una particolare densità, non facilmente apprezzabile agli occhi di un profano.

Mi ha raccontato inoltre di quanto lui ami la musica, il teatro, la vita tutta e qualsiasi cosa possa diventare arte; ammira molto i grandi scultori e pittori come Picasso, Van Gogh. Mi ha suggestionato coi suoi racconti sulle apparizioni della Madonna, che lui ha avuto e che, afferma, sono fondamentali nella sua riconciliazione con Dio.

Chiudo con una sua frase che mi ha colpito. “Io sono sordo, non parlo alla gente, io parlo con me stesso!”

Sofia Ruta

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