giovedì, 19 luglio 2018
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HA DA PASSA’ A NUTTATA

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Poche ore ci separano ormai da queste elezioni che, a quanto pare, per noi italiani hanno ben poco di europeo, travolte come sono da una campagna elettorale del tutto italiota, incentrata dal braccio di ferro tra il Grillo Straparlante, Cola di Renzi e il Cavaliere Inesistente. Il popolo assiste inerte, con l’eccezione di qualche sparuto manipolo d’indignati e/o d’incazzati, alla kermesse televisiva fondata sulla menzogna spudorata, sulle chiacchiere da bar, violenta, becera ed invadente oltre ogni limite di decenza, di una volgarità dai toni pecorecci come ancora non si era visto. Gli stessi personaggi volteggiano tra le reti generaliste sfoggiando, oltre il turpiloquio, doti di ubiquità degne di guru himalayani: c’è da chiedersi come sia possibile sottoporsi a un tour-de-force pazzesco senza l’ausilio di qualche sostanza poco lecita, trovando anche il modo di  imperversare sui social network a tempo pieno…

Cercando di resistere al senso di nausea e di sconforto, per recuperare almeno in parte le forze necessarie per andare a votare (perché si deve andare a votare!), proviamo a fare due passi per la nostra città che, nonostante tutto, qualcosa di positivo ce lo mostra. Anche se procurano qualche fastidio alla circolazione, abbiamo visto aprire piccoli cantieri per le riparazioni all’acquedotto-colabrodo, condotte con lavori più radicali, diversi dalle solite pecette di rattoppo programmate per durare pochi giorni. La fontana di Piazza Rizzone, della quale sinceramente avremmo preferito celebrare la scomparsa, è stata almeno guarnita da alcuni zampilli funzionanti: l’acqua scorre frusciando per la gioia dei colombi che sguazzano festosi e la sera sfoggia un’illuminazione policroma, non di gran gusto ma certo d’effetto. Chissà se anche la Ninfa si sente adesso meno negletta, inserita com’è in un contesto non più di desolato abbandono.

In Piazza San Giovanni, i lavori di restauro delle coperture di Palazzo de Naro Papa languiscono, forse vittime anch’essi della Nemesi burocratica che impastoia inesorabilmente tutti i lavori pubblici, ma un’iniziativa atta a favorire il turismo è stata presa dal Centro Studi della Contea che, a sua cura e spese, ha preparato una grande pianta della città con evidenziati i principali monumenti, le vie e i quartieri. I colori sono un po’ smorti e l’apparato iconografico è decisamente modesto: forse un grandangolo usato in modo professionale avrebbe fatto figurare meglio le inquadrature delle foto che spesso penalizzano i soggetti piuttosto che esaltarli. Peccato che, per mancanza di alternative, la parete che ospita questo omaggio ai visitatori sia contigua ai cessi pubblici e seminascosta dai cassonetti  della spazzatura, ma l’iniziativa è comunque degna di lode e incontestabile segno di volontà di rinascita. Come già detto tempo fa, Modica Alta si sta svegliando e si serve della cultura come grimaldello per forzare la cappa di stagnazione che la sta soffocando. Forza e coraggio! La via intrapresa è ardua ma la meta si avvicina.

Non è sempre vero che chi di speranza vive, disperato muore!

L.dNP

 

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