lunedì, 16 settembre 2019
lettera al direttore

Lettera al Direttore

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All’inizio del 1962 il sottoscritto, facendo domanda all’ANIC di Gela, dove stava sorgendo il petrolchimico e stavano reclutando personale, per poter fare il corso di operatore chimico, la durata del quale era di mesi sei con una retribuzione di venticinquemila lire mensili, prima di compilare la domanda, per mettere il nominativo e tutti i connotati mi hanno fatto riempire un questionario, nel quale, oltre alle domande per dare delle risposte, innanzi tutto c’era scritto a lettere cubitali che non si poteva essere ammessi a frequentare il corso se già c’era un altro componente della stessa famiglia che lavorava all’ANIC, previa esclusione dal corso se si dichiarava il falso. Io dico, tutta questa restrizione in quel periodo mi sembrava un poco esagerata. Però in questo periodo, riflettendoci attentamente, questa motivazione era più che giusta. Voglio fare una premessa: in quel periodo come presidente del gruppo ENI, c’era l’indimenticabile e stimatissimo ingegner Enrico Mattei, il quale si batteva per il rispetto dei lavoratori dando solo un posto di lavoro ad ognuno di essi, non come ora, nel 2015, che in molte università ci sono famiglie intere che occupano vari posti e altri parenti di primo e di secondo grado, lo stesso dicasi dentro  vari comuni ed enti pubblici (non mi posso dimenticare un episodio che mi sembrava una barzelletta bella e buona: ho saputo che in un piccolo comune della toscana c’era un sindaco con una squadra formata da lui stesso, la moglie vice sindaco, due figli assessori, ed, essendo la moglie incinta, aveva lasciato un assessorato vacante, con la possibilità che quando il nascituro sarebbe stato grande avrebbe occupato quel posto, in questo modo poteva  gestirsi  il Comune tutto in famiglia, senza sperperare soldi dandoli ad altre persone). Ora, a causa uno scandalo scoppiato alcuni mesi fa, hanno individuato che Antonio Mastropasqua, presidente dell’INPS, aveva altri venti incarichi. Ma non è un’assurdità che se ne siano accorti proprio ora? Inoltre si è vociferato che alcuni anni prima di occupare questo posto di prestigio non era in possesso di nessuna attestazione di laurea, forse aveva frequentato l’università assieme al figlio di Bossi. Alcuni anni fa hanno denunciato queste anomalie. Cito qualche giornale importante come l’Espresso che ha pubblicato un articolo nel lontano 2 dicembre del 2010, senza che nessuno preposto del governo abbia preso dei provvedimenti in merito. Ora che si sa pubblicamente si spera tanto che a questo personaggio si lasci un incarico solo e i rimanenti, se hanno necessità di esistere, farli occupare da persone oneste che hanno bisogno di trovare lavoro. Questo caso si dovrebbe portare avanti e non dovrebbe essere insabbiato come tutti gli scandali che si sono verificati precedentemente, senza che nessuno sia stato condannato a risarcire i denari rubati.

Ma io dico che questi controlli dovrebbero essere fatti attentamente prima di assumere delle persone, specialmente in posti così importanti… certo questi incarichi vengono assegnati a personaggi con compromessi fatti a tavolino da politici altrettanto corrotti. (Eviva la democrazia che abbiamo in Italia!!!)

 Distinti saluti

Giovanni Amore

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