lunedì, 16 settembre 2019
l'editoriale di Luisa Montù

UN MINIMO DI PROFESSIONALITÀ NO?

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Il compito di un sindaco è quello di curare il bene dei cittadini e della loro città. Qualche sindaco ci prova, ed è già molto. Non sempre ci riesce. A volte, come crediamo sia proprio il caso del nostro Sindaco, per curare il bene dei cittadini trascura quello della città, senza rendersi conto che questo è strettamente connesso al primo, perché non ci possono essere cittadini sani in una città malata.

Oggi vorremmo cercare di ragionare sulla potatura selvaggia tanto contestata in questo periodo.

Quest’anno, più che in passato, si sono verificati incidenti causati da grandi alberi crollati su strade, automobili, a volte persino sulle persone ed è normale che questa situazione abbia creato allarme sia in chi la città la vive sia in chi l’amministra. Noi crediamo che alla base della potatura selvaggia di molti alberi modicani ci sia stata la paura, e di questo in qualche modo ci sentiamo anche grati perché vuol dire che il nostro Sindaco si preoccupa per noi, per la nostra vita. Che lo faccia per un sentimento vagamente paterno o perché ogni abitante in meno è anche una tassa (salata) in meno da riscuotere non sappiamo e poco c’importa, ma quello che conta e che riteniamo importante è che si preoccupi.

Se dunque gli siamo grati perché a nessun modicano è caduto un albero in testa nonostante fosse stato appesantito da una bizzarra neve siciliana, dall’altro non possiamo fare a meno d’inorridire allo spettacolo tristissimo di grandi alberi che, più che potati, danno la sensazione di essere stati massacrati. E’ una sensazione tristissima quella che coglie il passante, un senso di vuoto, di privazione, e, in questi tempi di privazioni assolute, ne avremmo fatto volentieri a meno! E’ evidente che il Sindaco non può essere un tuttologo, nessuno pretende che sia lui a scrivere il bilancio al posto dei funzionari del settore o che stenda di persona il piano del traffico o che strutturi il PRG, e quindi nemmeno che spieghi ai giardinieri comunali (o a chi per loro) il metodo di potatura più consono a seconda del tipo di albero, della sua età, delle sue caratteristiche morfologiche. Invero si presume che dette nozioni siano già in possesso di chi riceve tale incarico essendosi dichiarato giardiniere. Stranamente, pare che non sia così. Nell’era in cui si dice prevalga la specializzazione in tutti i settori, a volte anche in modo eccessivo, pare che chi lavora a Modica, specie in ambito comunale, specializzazioni non ne conosca: fa un po’ di tutto e tutto male.

In questo caso sarebbe stato opportuno un, anche piccolo, corso di aggiornamento per quei dipendenti che si occupano del verde pubblico, visto che sostituirli con altri competenti è impensabile, oppure, se ci si è dovuti servire di operatori esterni, assicurarsi che avessero la professionalità necessaria per non fare uno scempio. In fondo, la voce “servizi” che noi cittadini paghiamo, e che non sappiamo quali siano, è notevolmente onerosa, quindi crediamo che possa, e soprattutto debba, includere l’aggiornamento di quei dipendenti comunali che, al momento, appaiono piuttosto sprovveduti nel loro mestiere. In ogni caso, vorremmo una maggiore attenzione all’estetica di una città tanto bella e che vediamo sfregiata ogni giorno dalla superficialità di abitanti che forse non la meritano più.

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