lunedì, 17 dicembre 2018
fratelli coltelli

FRATELLI COLTELLI

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Tanto tempo fa, nei cosiddetti secoli bui, l’Occidente visse dopo l’anno mille per oltre due secoli uno straordinario periodo di luce splendente. Il centro da cui essa si diffuse fu Palermo, capitale di quel Regno di Sicilia dove i Normanni, pur avendo combattuto e sconfitto gli Arabi, seppero stimarne ed apprezzarne la raffinata cultura. I conquistatori nordici non distrussero nulla, ma anzi fecero proprio lo stile delle architetture moresche e la sapienza scientifica araba. Federico II, imperatore svevo-normanno, conosciuto come stupor mundi, parlava sei lingue e non temeva le scomuniche papali; abilissimo politico e diplomatico, seppe scansare la jattura delle crociate e promosse le arti e le scienze portando al massimo grado la tolleranza e la collaborazione tra popoli di diversa provenienza e cultura. Cristiani, ebrei e musulmani sapevano vivere insieme in armonia dando il meglio delle proprie specificità per il benessere della società. La Cappella Palatina del Palazzo Reale di Palermo è forse l’esempio più sconvolgente di questa vera e propria età dell’oro.

Ma, data la miseria intrinseca della natura umana, la luce dell’intelligente gestione delle capacità delle genti per il vero progresso della civiltà fu spenta dalla forza dell’ignoranza e della superstizione. Proprio qui a Modica ebbe luogo il più orrendo episodio di violenza contro gli ebrei di Sicilia, sterminati a centinaia il 15 agosto del 1474 dal popolo modicano fomentato da un predicatore criminale!

Il dramma delle religioni monoteiste rivelate, che si basano su testi ispirati direttamente da Dio ai suoi profeti, messi per iscritto dopo centinaia di anni senza vocali, e dunque passibili d’infinite, contrastanti interpretazioni, è che sono tutt’e tre certe di possedere la verità assoluta dettata dall’unico vero Dio, il loro. Questa pretesa supremazia ha generato ogni sorta di violenza, e continua a mantenere vive guerre fratricide condite da efferatezze mostruose. Il peggio è che le guerre di religione troppo spesso nascondono fini tutt’altro che spirituali: al grido di “Dio lo vuole!” o di “Got mit uns!” sono state perpetrate odiose rapine di territori e di ricchezze, interi popoli sono stati sterminati. Le Crociate, la conquista dell’America, il Nazismo hanno trovato emuli capaci anche di fare peggio: le pulizie etniche balcaniche, il terrorismo palestinese e le spaventose ritorsioni israeliane. Ciliegina sulla torta, Al Qeida, Boko Haram e il Califfato dei tagliagole!

Prevale adesso il sentimento di vendetta per i tanti torti subiti, per le conversioni forzate, per gli autodafé, per i forni crematori: le vittime di un tempo si comportano adesso esattamente come i loro carnefici. È veramente penoso vedere come gli arabi, che sono stati straordinari matematici, medici, storici, filosofi, poeti, ai quali dobbiamo tanta parte della fortuna della cultura occidentale – cosa saremmo senza la geniale intuizione dello zero? – per il comportamento criminale di alcuni siano ormai nel nostro immaginario esclusivamente associati a mostri sanguinari? Fratelli arabi, ripensate alla vostra grandezza, ricordate la saggezza del grande Saladino! Tornate ad essere un faro di civiltà come lo siete stati nel passato!

Come si fa a continuare a non voler capire che per la stessa sopravvivenza della specie, l’umanità deve imparare a conoscere l’altro, il diverso, e a non averne paura? Sconfitta l’ignoranza – la non conoscenza – sarà possibile collaborare con spirito aperto alla tolleranza, per arrivare al rispetto dell’altro, della sua storia e dei suoi costumi, mettendo al bando ogni prevaricazione.

Per un momento immaginiamo una Gerusalemme retta da uno statuto speciale che la renda capitale delle tre religioni, dove chi vuole possa esplicitare la propria fede senza problemi. Intorno, uno stato palestinese, Israele e la Giordania, possibilmente unite in fruttuosa collaborazione: utopia? Per adesso, senz’altro sì, ma chissà se in futuro Jahvè, Dio e Allah vorranno illuminare i loro credenti…

Certo ci vuole molta fantasia e tanto ottimismo per pensare a un domani di pace e fratellanza: si resta sgomenti quando nella stessa giornata capita di vedere in tv una stupida prova di coraggio richiesta alle naufraghe dell’Isola dei Famosi, chiuse a turno in una gabbia posta sopra una serie di bruciatori che emettono improvvise vampate alle quali sfuggire saltando da una parte all’altra della gabbia e, poche ore dopo, per sinistra similitudine, assistere all’orrenda morte del pilota giordano bruciato vivo dentro una gabbia dall’ISIS! Viene da pensare che la stupidità criminale corra su un percorso circolare dal quale non si può scappare!

Rocco Siffredi & Co. = Califfato di Baghdad? Signori, non c’è più religione!

Lpdnp

 

 

 

 

 

 

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