giovedì, 26 aprile 2018
Ortica n. 1

LE ORTICHE

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Ortica masculina 2Ortica n.3Ortica n.4Ortica n.5Da tempo metto in tasca, durante le mie passeggiate agresti, dei semi di piante che hanno avuto l’onore di essere ricordate con un appellativo perchè sono state utili. Li porto a casa e li lascio in particolari angoli, in modo da germinare liberamente e creare una piccola tessera di mosaico della nostra Macchia mediterranea. Molte altre piante sono rimaste nell’anonimato cittadino, ma sono state annotate da nostri concittadini, per molti sconosciute.

La passione mi è stata trasmessa sia da mio padre, funzionario del vecchio Consorzio Agrario di Ragusa, sia dai suoi amici, come il prof. Giacomo Albo, il prof. Assenza ed altri.

Le ortiche dagli agricoltori sono sempre state elencate fra le erbe infestanti, mentre dagli uomini di città attuali, delle piante officinali utili. Se agli agricoltori una ditta di distribuzione di prodotti da erboristeria avesse chiesto questa erba essiccata, forse questa pianta avrebbe avuto maggior fortuna.

Oggi assistiamo al fenomeno di ritorno alla natura, anche se è un’ostentazione salottiera, senza una convinzione tangibile. Anche chi propone questa nuova erboristeria industriale è più propenso al tornaconto economico che all’informazione pura. Si propone quasi sempre l’acquisto di un prodotto finito anziché l’uso delle erbe nella freschezza naturale. Il territorio attualmente, vittima di un’agricoltura dell’odio, non offre spazio di vita serena alle piante spontanee, sia per l’incosciente uso di pesticidi, sia per la desertificazione in atto, dovuta alla mancata restituzione di nutrienti organici, necessari agli equilibri degli ecosistemi collinari.

La presenza di due esemplari di ortica, nella mia piccola serra, mi ha portato a parlare di questa pianta che deve essere ricordata, sia per la sua storia che per le sue proprietà riconosciute e indiscutibili.

Io l’ho conosciuta da bambino, quando nel dopoguerra mettevamo ad incubare delle uova sotto la chioccia, a cui, a metà covata, si dava da mangiare anche un tritato di ortiche, nella presunzione di offrire un pasto adatto alla funzione ristoratrice.

Da allora mi ha incuriosito la diversa forma delle infiorescenze e dell’aspetto esteriore. Nel nostro territorio esistono diverse specie, ritrovate e descritte dal prof. Giacomo Albo. Le due specie che sono cresciute in casa mia sono la dioica e la pilulifera.

La differenza nelle due specie consiste nella fase di fioritura: l’ortica dioica fiorisce precocemente anche in inverno e le infiorescenze sono a spiga allungata, mentre l’ortica pilulifera, a cui noi abbiamo dato l’appellativo di “masculina”, fiorisce in primavera con infiorescenze globulari.

Un mio vecchio progetto di passatempo, consisteva nella realizzazione delle illustrazioni fotografiche a integrazione del trattato “La vita delle piante vascolari nella Sicilia Meridionale-Orientale” del prof. Giacomo Albo.

Queste due specie, potrebbero essere coltivate e commercializzate, come prodotto finito, sia direttamente, sia in affidamento a imprese di distribuzione. La coltivazione è facile e nel nostro territorio potrebbe godere dei benefici climatici eccezionali.

È una pianta annuale con ciclo autunno-primaverile che si adatta a qualsiasi terreno, ma con la disponibilità dei nutrienti rispondenti alla creazione di contenuti in concentrazione maggiore rispetto alle colture del Nord.

La letteratura e le informazioni più dettagliate possono essere acquisite in fonti specialistiche a cui si rimanda. Il mio compito è stato quello di dare uno spunto o una segnalazione amorevole.

Abel

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