giovedì, 26 aprile 2018

Fisco e previdenza: chiarimenti per il cittadino (a cura di Giovanni Bucchieri)

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Il 2016 sarà un anno record di complessità fiscali, mentre la pressione fiscale sulle imprese resta ancora troppo alta. Infatti, secondo uno studio di queste ore del Centro Studi di Confindustria, la pressione fiscale resta alta ed è pari al 49,4% del Pil. Un livello che secondo la Confindustria non potrà diminuire finché non verrà ridotta la spesa corrente che al netto degli interessi  è passata da 671 miliardi nel 2012  a 692 miliardi nel 2014. Le imprese – secondo l’indagine della Confindustria – ritengono che sul fronte fiscale l’ultimo anno abbia segnato un’inversione di tendenza ma continuano a ritenere la fiscalità italiana una zavorra. La stessa Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso di un recente convegno dell’Assonime sulle novità fiscali per le aziende ha fornito numeri significativi in materia di tasse sulle imprese e con particolare riferimento a ruling e voluntary disclosure ci si aspetta un 2016  “straordinario” in cui l’Agenzia affronterà tantissime questioni innovative e molte richieste dei contribuenti.

Interessante quanto pubblicato in questi giorni dall’Osservatorio Inps sul precariato relativo ai primi 11 mesi del 2015. Da gennaio a novembre le imprese del settore privato hanno assunto 5.002.980 lavoratori, 444.409 in più rispetto all’analogo periodo 2014 (+9,7). Per quanto riguarda il tempo indeterminato, le assunzioni sono state 1.640.630 (+ 37%) e le trasformazioni da precedenti contratti a termine  388.454 (+ 25,7%). Per quanto riguarda i voucher c’è stato un vero boom: + 67,5% su scala nazionale con punte del 97,4% in Sicilia (dove in pratica l’utilizzo dei buoni da 10 euro per il lavoro accessorio è raddoppiato).

Tra le tante novità la Legge di Stabilità 2016 (n.280/2015) consente ai lavoratori prossimi alla pensione di optare per un part-time a contributi pieni. La nuova normativa ha introdotto per i lavoratori vicini alla pensione la possibilità di optare per un part-time senza penalità su base volontaria e concordato con il datore di lavoro. I pensionandi forniti dei requisiti previsti dalla legge possono chiedere il part-time con riduzione tra il 40%  e il 60% dell’orario contrattuale. Raggiunto l’accordo, il datore di lavoro ne darà comunicazione sia all’Inps che al Dtl competente.

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