domenica, 21 gennaio 2018
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CI RISIAMO …

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Come sempre, a pagare per primi sono i più deboli, i meno garantiti, insomma le donne.

“Tutto ciò che vediamo nel mondo è frutto della creatività delle donne”

Così affermava Kemal Atatürk, il padre della Turchia moderna. Egli istituì il suffragio universale, abolì la scrittura araba a favore di quella in caratteri latini, propugnò la parità dei sessi e proibì il velo alle donne nelle occasioni pubbliche e l’uso del turbante, del fez e delle barbe agli uomini. Voleva una Turchia moderna, assimilabile per usi e costumi alle grandi democrazie occidentali. Pur essendo di religione islamica, aveva capito che lo Stato doveva essere laico: in difesa della laicità dello Stato, contro qualunque ingerenza di tipo integralista, autorizzò l’esercito a compiere, all’occorrenza, colpi di stato.

Altri tempi, purtroppo!

Il malo vermo della teocrazia, del quale il Creatore – chiunque esso sia e comunque lo si voglia chiamare – non è responsabile, si infiltra tra la gente facendo forza sulle singole coscienze, messe abilmente in crisi da un ceto clericale parassitario in perenne ricerca del privilegio e del potere di casta. I sommi sacerdoti egiziani, il Sinedrio di Gerusalemme, la Curia cattolica romana e, più di recente, gli Ayatollah e i Talebani, sono stati fonte di intolleranza, di odio razziale, di guerre “sante”.

Oggi ci troviamo a doverci difendere da attacchi improvvisi ed inimmaginabili da parte dei fanatici dell’autoproclamato Califfato di Baghdad, nato dalle ceneri del regime di Saddam Hussein che fu abbattuto da una delle azioni più stupide, autolesioniste e criminali della politica occidentale asservita agli USA di George W. Bush.

Oltre agli orrendi attentati che hanno insanguinato le capitali di mezz’Europa, agli attacchi nei luoghi turistici più frequentati del Nord Africa, alle continue stragi in Nigeria e nei paesi sub-sahariani, la politica del terrore perseguita dai tagliagole islamici si serve in modo magistrale dei più moderni ritrovati della scienza delle comunicazioni per propagandare il loro delirio di morte, così come dell’uso delle armi più sofisticate. Armi che noi occidentali, bramosi di petrolio, forniamo loro senza troppi scrupoli.

Ma adesso che il petrolio è sceso di prezzo in maniera imprevedibile, le fonti di approviggionamento di soldi e di armi sono drasticamente diminuite. Dunque, per poter un giorno far sventolare la bandiera nera dell’ISIS sulla cupola di san Pietro, è necessario uno stretto e percussivo lavoro ai fianchi dei popoli nemici – praticamente tutti quelli che non la pensano come loro – ed in particolare a quelli degli occidentali, la cui civiltà rappresenta il regno di Satana. A basso costo e di fortissimo impatto, ecco le azioni di kamikaze che agiscono singolarmente da “cani sciolti”, i proclami e i filmati diffusi in rete – che generosamente gli hacker di Anonymus cercano di stoppare – e, dulcis in fundo, la punizione delle donne.

A quanto pare, è insito nel DNA degli uomini il bisogno di affermarsi sulle donne con la forza fisica, con la potenza del denaro, con la brama del potere, che sono tutte forme di violenza. Con buona pace per le leggi anti-stalking e contro le molestie sessuali, a quale donna appena un po’ carina non capita quasi quotidianamente di esser vittima della manomorta sull’autobus affollato, del complimento osceno per strada o del maniaco che ansima al telefono?

Gli uomini islamici non sono da meno: provare per credere! In visita alla grande piramide di Cheope quando si è imbottigliati nel cunicolo in salita, o in un souk di una medina, la smanazzata sul sedere è di prammatica, praticata financo da piccole ma rapidissime orde di bambini! Le donne islamiche scelgono, o sono costrette, a celarsi del tutto o in gran parte, con hijab, chador, niqab, burqa. Mortificando la loro femminilità si garantiscono, in parte, un po’ di quiete e di rispetto. Tuttavia, neanche il tanto vituperato burqa riesce a fermare l’ardore afghano: ho visto al mercato di Kabul una donna, che celata in un elegantissimo burqa di seta plissé blu ottanio si intuiva giovane, snella e appetitosa, non esitare a sfilarsi velocemente una scarpa decolleté di vernice, chiaramente italiana – tacco dodici – e, in un profluvio di insulti, disfare a colpi di tacco il turbante e la faccia del malcapitato stolido che l’aveva palpata!

Comunque, il gioco della seduzione è sempre presente, anzi, forse è reso ancora più coinvolgente dal vedo-non-vedo di certi chador trasparenti, trapunti di strass e paillettes, portati su minigonne inguinali e tacchi a spillo (visti a Mashhad!), o da stupendi occhi bistrati che scintillano tra le pieghe di un hijab!

Che sia stata organizzata via social network o no, resta il fatto che le aggressioni subite da centinaia di donne in Germania la notte di Capodanno hanno avuto come catalizzatore questo inveterato istinto maschile: ma l’aggravante della rapina e dello stupro sottendono una volontà di offesa e un potere terrorizzante che non ha eguali, e questo aspetto toglie di torno tutta l’eventuale bonomia o lo spirito goliardico che di solito circonda l’infastidimento di una bella ragazza.

Queste violenze ributtanti sono state certamente pianificate e ordinate allo scopo di punire le “peccatrici” durante una notte di baldoria, per instillare in tutte le donne occidentali la paura di uscire di casa da sole, di andare al lavoro o fare la spesa, di esprimersi come persone libere.

Questo avvertimento vale anche per le donne islamiche che vengono a vivere in Occidente: non credano di potersi emancipare a loro piacere! Abbiamo già avuto anche in Italia terribili casi di violenze domestiche perpetrate dai maschi di famiglia su figlie o sorelle colpevoli di essersi occidentalizzate nei costumi fino a fidanzarsi con un infedele, ragazze che hanno pagato con la morte la loro voglia di vivere.

Donne: siete avvertite!

Con l’ISIS non si può ridere, cantare, far musica, giocare a pallone.

Con l’ISIS non si scherza! E non si potrà scherzare mai.

A meno che non si riesca, un giorno, a trovare il modo di sommergerli di ridicolo e poter dire, in simpatia con gli anarchici dell’800: la fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà.

ldnp

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