lunedì, 25 giugno 2018
fisco e previdenza

Fisco e previdenza: chiarimenti per il cittadino (a cura di Giovanni Bucchieri)

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Per vivere meglio e senza  grossi traumi è necessario un taglio agli oneri per imprese e cittadini. “Un paese moderno non può imporre il pagamento di una tassa per demolire un’auto o per ottenere il rilascio di un diploma di laurea. Così come non può obbligare ogni anno  cittadini ed imprese a sostenere costi aggiuntivi per rispettare gli adempimenti fiscali”. A fare queste affermazioni è il viceministro  dell’Economia, Luigi Casero, il quale in questi giorni è impegnato ad  aprire il cantiere delle semplificazioni  e della riduzione della pressione fiscale.  “Tagliare i costi di imprese e cittadini – continua Casero – per rispettare gli obblighi fiscali  deve diventare la regola. Infatti questi oneri logorano il rapporto con il Fisco perché di fatto diventano  ‘tasse aggiuntive’.” L’Amministrazione  Finanziaria non dovrà più richiedere al contribuente informazioni che già sono in suo possesso. Infatti nel decreto correttivo sulle semplificazioni sarà inserita una norma che sancirà questo benedetto principio, prevedendo  che il contribuente dovrà comunicare al Fisco  soltanto le variazioni di determinate posizioni. Il nuovo piano del Governo per semplificare il Fisco a cittadini ed imprese è finalmente  pronto. Sono previsti: l’abolizione dello spesometro e una lunga serie di comunicazioni  anti-evasione quali il Black list, le lettere di intento  e l’assegnazione dei beni ai soci, la revisione degli studi di settore e l’abolizione per chi è in contabilità di cassa (sia professionisti che autonomi), revisione  della tassazione  del Tfr, la soppressione del modello  770 (sostituiti di imposta), ritorno del modello F24 cartaceo per pagamenti anche al di sotto dei 1000 euro  per pensionati. Dal prossimo anno l’Ires pagata dalle imprese scenderà dal 27,5% al 24%.  Speriamo che tutto questo vada effettivamente in porto.

Dal 12 marzo scorso sono in vigore le dimissioni online obbligatorie. Ma questa procedura presenta delle lacune che creano costi aggiuntivi per le imprese ma anche per i bilanci dello Stato.  A lanciare l’allarme è stato il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro in una lettera inviata al ministro del lavoro Giuliano Poletti, con la quale non si contesta il nobile obiettivo della misura  di ridurre le dimissioni in bianco ma il procedimento  e le sue mancanze.  Tra le lacune dell’attuale procedura il fatto che il provvedimento non preveda  delle azioni specifiche per chi abbandona il posto di lavoro senza formalizzare le dimissioni. Seguiremo questo problema da vicino.

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