domenica, 19 novembre 2017
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VIAGGIARE OGGI

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Ciò che si prova in questo tempo di guerra, lo si può descrivere solo vivendolo di prima persona.

Certamente si voleva arrivare proprio a questo: incutere terrore al solo pensiero di viaggiare, ma il coraggio è proprio questo: superare la paura e comunque volare.

Io l`ho provato e, sono certa, tanti come me. Provo a spiegarlo ma so che ognuno di noi può farcela a suo modo.

L´ansia t’inizia già quando pensi solamente di voler partire, mentre intanto ascolti di stragi, tragedie, uccisioni di massa senza fine.

Hai paura, non paura di partire e andare, soprattutto paura di lasciare incompiuto tutto ciò e tutti coloro che ami di piü.

Io, per paura di non riuscire a superare questa fobia, sono partita prestissimo per andare all´aeroporto, tanto presto da essere la prima persona in assoluto ad aspettare con sfida il mio volo tanto voluto. Dico l´unica, perché effettivamente alle sette di mattina l´aeroporto era chiuso, cosa che mi è sembrata alquanto strana, ma davanti alla porta d´ingresso un giovane dormiva sulle sue valigie sicuramente dalla notte.

Ho visto arrivare i primi impiegati ed aprire la porta del plesso, ho visto arrivare due donne per la pulizia, il giovane entrare, il bar aprire.

Ho capito che in questa piccola parte della Sicilia, i valori umani esistono ancora, ci si saluta come fossimo tutti conoscenti, si parla il dialetto, si sorride ai bambini, gli impiegati ti spiegano che l´apertura dipende dall´orario dei voli che sono appoggiati a Catania, la signora ti guarda la valigia mentre tu bevi un caffe oppure se devi andare in bagno. In questa piccola parte della Sicilia, la cortesia si tocca con mano pur se non smetti di pensare e di guardare non gli occhi della gente, ti fermi a guardare se sono imbottiti.

Sofia Ruta

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