sabato, 23 settembre 2017
fisco e previdenza

Fisco e previdenza: chiarimenti per il cittadino (a cura di Giovanni Bucchieri)

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Dal nuovo rapporto annuale Istat, pubblicato in questi giorni, si evince che l’Italia si sta impoverendo ed indebolendo sempre di più. Infatti 4,6 milioni di italiani sono in povertà assoluta  e questo rappresenta il valore più alto dal 2005. Un minore su dieci vive nel disagio assoluto. Le famiglie numerose sono le più colpite. Tra le tante osservazioni il presidente nazionale tributaristi Lapet, Roberto Falcone, ha affermato: “Il nostro paese non è ancora uscito dalla situazione di crisi economica e, se anche si registra qualche segnale positivo di ripresa, è necessario attuare misure efficaci di contrasto al fine di ridare slancio alla produzione, mediante l’aumento della domanda interna”. Interessante potrebbe essere la proposta di legge presentata alla Camera dalla Cna nazionale che suggerisce “la possibilità di anticipare, presso le banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie, senza obbligo di attendere i dieci anni di recupero rateale in dichiarazione dei redditi. Con questa azione si ha il duplice obiettivo di sostenere il rilancio del settore edilizio da un lato e, dall’altro, ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche le famiglie incapienti.”

Un altro dato di fatto è che per le tasse l’Italia è spaccata a metà: il Nord paga il doppio del Sud. A dirlo uno studio della Cgia di Mestre di queste ore. Sempre secondo la Cgia di Mestre dalla lettura della graduatoria sul peso delle tasse che gli italiani versano all’erario ed agli Enti locali viene fuori che se al Nord le entrate tributarie pro capite ammontano a un valore medio annuo di 10.229 euro, nel Mezzogiorno, invece, il peso scende a 5.841 euro. Nell’Italia centrale lo sforzo fiscale pro capite si attesta a 9.485 euro, mentre la media nazionale è di 8.572 euro per abitante. Su questo il coordinatore dell’Ufficio studi degli Artigiani, Paolo Zabeo, sottolinea che “appare evidente che i territori più ricchi del Paese versano di più di quelli che lo sono meno.”

Prosegue il dialogo sociale tra l’Agenzia delle Entrate ed i contribuenti in merito allo spinoso tema del pagamento del Canone Rai, infatti la nuova normativa continua a creare incertezza. Il caso chiarito il 21 luglio scorso sulla pagina Facebook dell’Agenzia delle Entrate riguarda nello specifico gli studenti fuori sede, ma può valere anche per i lavoratori  e più in generale per chi vive fuori sede in un’abitazione in affitto pur facendo parte di una famiglia anagrafica che già paga il canone televisivo. Lo studente sulla pagina Facebook  fa presente di essere fuori sede e di vivere in affitto in un appartamento dove è presente un televisore. “Faccio ancora parte della stessa famiglia anagrafica dei miei genitori, che già pagano il canone tv. La domanda è: devo pagarlo anch’io?” La risposta dell’Agenzia: “No! E non devi fare alcuna comunicazione. Solo se l’utenza elettrica della casa fuori sede è intestata a te, devi presentare la ‘dichiarazione sostitutiva’ compilando il quadro B dove indichi il codice fiscale del genitore  che paga già il canone.”

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