lunedì, 16 settembre 2019
salvatorefratantonio

UN ARTISTA CHE HA FATTO STRADA

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“…Non sono un critico, ma ammiro la fatica di questo giovane e gli auguro le future vittorie; a credere in lui come l’autore di nuove validissime tele ed acquerelli, immagini di creature materiali o immateriali, ma sentimento, profondità di espressione e amore”. Così scriveva Raffaele Poidomani nel 1963 su Sicilia Punta Est, in un articolo intitolato “Salvatore Fratantonio, un giovane artista che farà strada”.

Quel giovane al quale lo scrittore modicano augurava future vittorie, adesso di anni ne ha settantotto e di strada ne ha fatta veramente tanta.

Salvatore Fratantonio è nato a Modica nel 1938, autodidatta sin dall’adolescenza, si dedicava con passione e dedizione alla pittura ma capiva bene che non gli bastava la sua terra e il suo mondo per crescere artisticamente e la sua voglia di farsi apprezzare era tanta come la sua volontà di migliorare a tutti i costi le sue potenzialità.

Decise allora di seguire un percorso personale e artistico che lo ha portato a lasciare Modica in favore prima di Firenze e in seguito di Roma, dove ha vissuto per circa quattro anni, avviando la sua professione, approfondendo le correnti dell’arte contemporanea e i movimenti che l’hanno preceduta. Ha iniziato il suo approfondimento nello studio romano di Alberto Trevisan, dove ha appreso metodi di lavoro, ha elaborato lui stesso una propria tecnica originale ed espressiva che ancora oggi lo contraddistingue in tutte le sue opere.

Anni duri per lui ma proficui per la sua maturazione di artista consapevole e voglioso di migliorarsi e di conquistare le bellezze del mondo.

La sua sete di vedere e di sapere, i primi impatti, le prime rinunce, gli stimoli esaltanti e la volontà di imparare da ogni piccola o grande cosa o persona, lo hanno portato a superare dignitosamente qualsiasi difficoltà che gli si presentasse, maturando la sua arte e la sua stessa persona con tenacia e intelligenza.

Il grande passo lo ha fatto quando ha deciso di lasciare Roma per Milano che sapeva essere città molto amata dagli artisti, perché da sempre attenta e vivace nei confronti dell’arte tutta.

Per almeno quaranta anni dunque Milano è stata la città che ha condiviso le sue gioie e i suoi dolori, conquistandolo come un’amante e facendosi conquistare lei stessa, affinandolo e ripagandolo per la sua operosità che lo ha portato ad una concreta qualificazione e tanto di diritto da essere definito un grande artista contemporaneo.

Dall’esperienza di grandi maestri dello scorso secolo, come Morandi, Mafai, Tomea, ha tratto stimolo e indicazioni che nel corso di tutti questi anni lo hanno portato ad un’infinità di mostre collettive e personali (più di cento); ne cito solo alcune, iniziando dalla prima esperienza in assoluto nel 1961 proprio nel suo paese natio, al Museo Civico di Modica e poi alla Botteguccia a Roma nel 1963, e ancora nel 1968 alla Galleria D’Arte Marina a Milano, nel 1974 al Palazzo del Valentino di Torino, a Como, Verona, Mantova, Siracusa, Ragusa, Modica, Pozzallo e Milano ancora tante volte. Tante altre città hanno ospitato e riospitato le sue opere che man mano si sono moltiplicate, perché Salvatore non si è fermato più.

E’ tornato da qualche anno nel suo paese natio e vive a Marina di Modica, il suo studio brulica di opere originali e nell’aria il profumo della sua pittura supera quello del mare. Ama tanto la sua terra e ama tanto anche Milano che lo ha cresciuto come fosse figlio, è per questo che si sente figlio prediletto di due luoghi e una vita, la sua.

E proprio a Modica, l’8 ottobre 2016, presso il Palazzo Grimaldi, Salvatore Fratantonio ha inaugurato una personale dal titolo molto significativo “Due luoghi, una vita”, dove è possibile ammirare tante delle sue opere realizzate dal 1969 al 2016.

Col patrocinio del Comune di Modica e della Fondazione Grimaldi, con la presenza del sindaco Ignazio Abbate, del professore e storico Giuseppe Barone nonché presidente della Fondazione, e lo scrittore Nicola Colombo, il critico d’arte Andrea Guastella, il giornalista e poeta Emanuele Schembari, la scrittrice Marcella Burderi. che insieme alla figlia dell’artista, Lisa, sta curando la mostra, insieme a tantissimi amici ed estimatori, Fratantonio ha presentato durante la stessa serata di apertura il nuovo catalogo che raccoglie tante delle sue opere e le testimonianze di chi lo conosce bene.

“Per la Fondazione Grimaldi è un onore e un vanto ospitare una mostra così ampia e rappresentativa della multiforme operosità di Salvatore Fratantonio, che saprà continuare a farci dono delle sue intatte riserve di creatività e di poesia” (da “I paesaggi dell’anima, Natura e cultura nella pittura di Salvatore Fratantonio” di Giuseppe Barone).

Le opere rimarranno esposte fino al 4 novembre, raccontandoci una vita o migliaia di vite, dipinte con l’emozione di chi ha saputo guardare oltre le mura della propria terra, amando col proprio “Io” e rispettando la delicatezza delle cose belle, la passione delle donne, l’azzurro infinito del mare, gli alberi simbolo della vita umana, il volo dei gabbiani, l’universo tutto.

Oltre ad essere un artista affermato, Salvatore Fratantonio è soprattutto un uomo dal cuore grande e lo dico con profonda convinzione, perché da qualche anno lo conosco personalmente da amica, ma già lo apprezzavo pur senza conoscerlo per i suoi dipinti che notavo, appesi sulle pareti di luoghi impensabili e pieni di sofferenza.

Umanamente uomo dunque, prima che artista, ha donato da sempre senza inibizioni la sua passione dipingendola e, senza un attimo di esitazione, ha donato le sue amate opere solo per alleviare il peso di alcuni corridoi molto bui.

Sono i posti che noi comunemente chiamiamo ospedali.

Sofia Ruta

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