lunedì, 16 settembre 2019
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versi di versi per versi e detti male detti (di Sascia Coron)

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Se nel mondo la gloria contasse

di far nulla e tirare a campare,

con piacere la italiche masse

ogni leader farebbero re.

E se fosse più comodo stare

quali vacche pasciute e ben grasse,

queste masse saprebbero amare

ogni leader piazzato dov’è.

Passa un treno, ne passano due,

li perdiamo e le masse ristanno.

Ogni leader, con occhio di bue,

si compiace soltanto di sé.

Forse, rose da un grave malanno,

dai pagliacci infettati di lue,

quelle masse ch’agire non sanno,

finalmente faranno un bidet.

 

Ruspano soddisfatte le galline a L’Aia

sol se fa il gallo ogni pollastra gaia.

 

Evade Trump le tasse

perché è furbo.

Lo adorano le masse

perché ha il turbo.

 

Vorrei esporre riflessioni argomentate, ma l’attualità non mi offre argomenti su cui valga la pena di riflettere. Così, mi guardo allo specchio e mi rifletto.

 

La chiacchiera insulsa

che offende la mente

nel cuore ti pulsa

sin quando non scende

nel retto e rovente

la più puzzolente

erompe nel gas.

 

Il buon gusto è innato. Il cattivo gusto si acquisisce dopo anni di asservimento culturale al kitsch globale dominante.

 

Alza la vela e salpa verso il mondo! Alza la chiappa e calerai a fondo.

 

 

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