lunedì, 16 settembre 2019
fisco e previdenza

Fisco e previdenza: chiarimenti per il cittadino (a cura di Giovanni Bucchieri)

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Le cartelle esattoriali emesse entro il 31 dicembre 2015 potranno essere pagate con uno sconto. Infatti verranno tagliate sia le spese di riscossione (ritardata iscrizione a ruolo e more) e la sanzione mentre si pagano sia la tassa dovuta che gli interessi legali maturati per il ritardo. L’entità di questa sanatoria potrà arrivare anche a dimezzare la cifra prevista dalla cartella. Di sicuro questo provvedimento si applicherà alle tasse dovute all’Agenzia delle Entrate ed ai contributi previdenziali ed assistenziali Inps ed Inail. Secondo le anticipazioni dell’ultima ora (venerdì 21 ottobre), il Governo sarebbe riuscito ad inserire nel mini-condono  anche le contravvenzioni  al codice della strada e probabilmente anche l’Iva. Ma su quest’ultima si potrebbe porre un problema di armonizzazione con la normativa comunitaria. Quindi la sanatoria dei costi accessori (sanzioni e mora) sulle cartelle  esattoriali derivanti dalle multe, da pagare assieme agli interessi legali, sarà possibile solo in quei comuni che aderiranno a questa opzione. Un’altra importante novità riguarda l’ipotesi, nei Comuni che aderiscono alla rottamazione, di utilizzarla anche per gli altri tributi comunali, quali ad esempio IMU e TASI. Dopo l’approvazione della Legge di Stabilità o del decreto, il Comune avrà 30 giorni di tempo per decidere se aderire  o meno pubblicando specifica delibera sul sito internet istituzionali. Per quanto riguarda l’operatività della norma sulla rottamazione sarà necessario attendere i modelli di domanda predisposti da Equitalia. Presentando la richiesta di adesione all’Agente della Riscossione, il contribuente dovrà esprimere se intende pagare il debito in un’unica soluzione o meno. Secondo le anticipazioni delle ultime ore sarebbero consentite al massimo tre rate bimestrali, di cui l’ultima da pagare entro il 15 dicembre del 2017. Naturalmente potranno aderire alla rottamazione anche i contribuenti che hanno già in corso un piano di rateizzazione.

– Interessante la sentenza della Corte di Cassazione n. 42336 del 6 ottobre 2016. Il datore di lavoro non può minacciare il dipendente di licenziamento per obbligarlo a straordinari o ad accettare una paga più bassa a cui avrebbe diritto, in quanto commetterebbe il reato di minaccia.

– Per correggere errori ed omissioni del 730 precompilato ed ordinario si può ricorrere alla dichiarazione integrativa o correttiva. Quindi presentare un modello Unico o 730 integrativo è la possibilità per chi ha sforato le scadenze del mese di luglio e di settembre  per il 730/2016 ed Unico  o per chi ha commesso errori di compilazione nel modello già trasmesso. Di conseguenza i contribuenti che non hanno presentato il 730 nei termini possono dichiarare il proprio reddito utilizzando il modello Unico. Tuttavia chi ha presentato il modello 730 ma ha commesso errori oppure ha dimenticato informazioni importanti può fare la seguente scelta: – presentare il 730 integrativo entro il prossimo 25  ottobre oppure presentare l’Unico integrativo entro i termini del 2017. Però attenzione: se la correzione comporta un maggior debito o un minor credito, necessariamente si deve ricorrere al modello Unico.

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