mercoledì, 18 ottobre 2017
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ASPETTANDO ALBERTO…

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E mentre molti modicani si chiedono se veramente il principe Alberto di Monaco è parente dei Grimaldi, a pochi giorni dalla sua visita a Modica, il dibattito, anzi, il batti e ribatti, continua tra chi ha studiato bene la storia della Contea di Modica e reputa giuste le proprie affermazioni, noi possiamo stare solo a guardare, ascoltare e sperare che l’amore per il nostro paese superi la ragione e il rispetto delle idee altrui prevalga sui giudizi fondati o infondati che essi siano, perché studiati e guardati da diversi punti di vista.

Intanto, la visita di Modica è una precisa volontà del Principe Alberto che vuole ripercorrere le orme della propria dinastia, i Grimaldi, la cui storia visse nella Contea una delle pagine più importanti.

La Fondazione Grimaldi presieduta da Uccio Barone, ordinario di Storia Contemporanea e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Catania, si farà parte attiva per celebrare la visita dell’illustre rappresentante della famiglia Grimaldi, spiegando il ruolo che questa Dinastia ha avuto per lo sviluppo del territorio modicano.

Ma alcuni studiosi mettono in dubbio la parentela tra i Grimaldi di Modica e i Grimaldi da cui discende il principe Alberto. Fra questi, lo studio presentato dal dott. Carmelo Cataldi, esperto fossanese in Diritto cavalleresco, araldico e genealogico, che sostiene invece che ad oggi non vi è prova scientifica che possa collegare genealogicamente Gregorio ed Agostino Grimaldi alla famiglia Grimaldi di Genova, detta dei Cavalleroni e da questa al ceppo principale della famiglia Grimaldi di Genova e quindi alla Casa principesca di Monaco.

In attesa dell’arrivo del principe e di scoprire nuove nozioni riguardo alla sua o nostra discendenza, grazie ai dibattiti, alle interviste e soprattutto grazie agli studiosi che ci mostrano instancabilmente la nostra storia, preferisco parlare del Castello dei Conti a Modica, che in tutta la Sicilia rappresentò per secoli la sede del potere politico e amministrativo della Contea storica di Modica.

“Residenza dei Conti prima e del Governatore poi, e fu anche presidio carcerario e sede della Gran corte di Giustizia. Subì gravi danni a seguito del terremoto del 1693 e più tardi, agli inizi del ‘900, divenne sede di nuovi edifici per l’assistenza all’infanzia che hanno cancellato gran parte delle costruzioni più antiche.

Lo sperone roccioso triangolare che domina la confluenza dei torrenti Pozzo Pruni e Ianni Mauro, già occupato a partire dall’antica età del Bronzo, conserva tracce anche di gruppi tombali di età ellenistica e di ipogei funerari di età tardoromana. Con l’età bizantina si dovette assistere all’incastellamento della rocca a controllo dell’abitato, seppure manchino al momento i riscontri archeologici. Le recenti indagini, invece, hanno consentito il rinvenimento di strutture difensive pertinenti al nucleo più antico del Castello già in età normanna.

La prima menzione di un castrum nelle fonti documentarie risale alla metà del XIII secolo. Dalla metà del ‘400 diventerà la sede della residenza dei Cabrera, Conti di Modica, dell’attività militare, giudiziaria ed amministrativa della Contea.
L’ingresso, che fino al 1645 si apriva a Nord e presentava un ponte atterrato prospiciente alla piazza di S. Giuseppe, dopo un crollo per il cedimento di una grotta sottostante, fu modificato e aperto ad occidente.
Il complesso si articolava intorno a due cortili collegati da scale e conteneva all’interno ben tre chiese, la casa del Governatore, la Cancelleria, le carceri, ma anche gli alloggi della servitù e della milizia, ampi verzieri, giardini e stalle.
Il Castello dei Conti, così come si presenta ad oggi, è il frutto della massiccia ricostruzione che ha interessato le sue strutture dopo il terremoto del 1693. Furono risparmiate soltanto alcune costruzioni che continuarono ad ospitare la Corte di Giustizia e il presidio carcerario (con carceri criminali, civili, per donne, galantuomini) fino alla metà del XIX secolo.
Attualmente sono visibili, oltre alle costruzioni risalenti all’inizio del secolo scorso, l’ingresso seicentesco con una torre campanaria trifora, i resti del possente bastione poligonale che chiudeva il circuito murario a nord, le cosiddette grotte di Re Ruggero che si aprono sul versante orientale dello sperone e le segrete che si aprono sul cortile inferiore.
Da qui è possibile raggiungere il vertice dello sperone roccioso su cui è oggi la settecentesca Torretta dell’Orologio, simbolo di Modica, da cui si può apprezzare una ineguagliabile vista sulla città.” (dal sito www.consorzioturisticomodica.it )

Ma dobbiamo aspettare che il principe Alberto di Monaco, che presenzierà alla riapertura del Castello dei Conti (dopo 22 lunghi anni) e visiterà lo storico maniero, lasci Modica per potere finalmente visitare il nostro Castello di cui andiamo tanto fieri.  naturalmente per ovvie ragioni di sicurezza.

Da modicana quale sono, sono felice di sapere che un principe regnante, discendente fors’anche dai Grimaldi oppure no, attraversi coi suoi passi la storia nostra e di tutta la Contea di Modica e sono fiera di aver dato 21 anni fa a mio figlio, il nome di Alberto: a chi mi chiedeva come mai la scelta di questo nome, rispondevo “perché ammiro e vedo il principe Alberto di Monaco come un uomo fortunato e mio figlio, che  è nato in quella che un tempo fu una contea, piena di conti, principi e re, lo è anche, perché c’è nato, ci vive e ci regna.” Non sapevo ancora che avremmo ospitato a Modica il principe Alberto di Monaco.

Sofia Ruta

 

 

 

 

 

 

 

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