lunedì, 16 settembre 2019
l'editoriale di Luisa Montù

DALLA LIRICA AL POP, MA CHE POP!

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Il ragusano Lorenzo Licitra ha vinto l’ultima edizione di X Factor. In pochi se l’aspettavano, ma sicuramente nella serata finale si è esibito al meglio delle sue capacità dimostrando tutta la valenza della sua voce.

Era arrivato un po’ come né carne né pesce, quasi indeciso tra la musica lirica e quella leggera, al punto che in tanti hanno pensato che non avesse le stesse possibilità dell’altro ragusano, Domenico Arezzo, che era parso molto più pronto di lui per tenere il palcoscenico da protagonista. Ma Fedez aveva sorpreso tutti eliminandolo, al contrario della Maionchi, che era stata molto abile nel vedere le grandi possibilità di Lorenzo. Probabilmente Domenico era solo incappato nell’annata no del celebre rapper, che si era invece dimostrato in passato molto preparato e capace di scelte azzeccate, infatti quest’anno ci è sembrato abbia gestito in maniera inadeguata anche il percorso di Samuel Storm, il giovane nigeriano che aveva impressionato tutti alla prima esibizione al punto che molti l’avevano ritenuto fin da subito un possibile vincitore.

Bravissima è stata invece Mara Maionchi, che ha saputo trarre da Licitra tutto il meglio collocandolo nella sua reale dimensione, nella quale, inutile dirlo, gli auguriamo grandi successi. Il solo timore, e non da poco, è che possa essere risucchiato dai produttori italiani, che negli ultimi anni ci hanno dimostrato di essere bravissimi a mortificare la personalità dei nostri cantanti. E’ ovvio che devono attenersi alle leggi del mercato e pare che tali leggi dicano che la musica più venduta (quindi quella che serve a fare soldi, tanti, maledetti e subito, non a generare canzoni che restano nel tempo) è quella piatta e incolore che si produce adesso. Ma, se davvero è così, perché quella più amata da giovani e meno giovani è per lo più quella straniera? Non ci pare un caso che il singolo dei Maneskin (classificatisi secondi) abbia scalato in pochissimo tempo tutte le classifiche.

Giovanotti è da tanti anni un cantante affermato in Italia. Sicuramente un bravo cantante, ma solo l’album prodotto quest’anno da un mostro sacro della musica mondiale quale Rick Rubin, è veramente degno di rilevanza internazionale, sia per i pezzi scelti, sia per la struttura musicale in essi prodotta. Questo dovrebbe pur dire qualcosa!

Posto che Licitra non è né un cantante d’operetta né un Michael Buble de noantri, come qualcuno aveva sospettato all’inizio, adesso ci auguriamo che riesca a difendere la sua vera dimensione oggi trovata e non si faccia risucchiare e appiattire nella banalità di troppi. Ci rendiamo conto che non sarà facile, perché Lorenzo è giovane e, al contrario di Enrico Nigiotti, l’altro cantante portato in finale dalla Maionchi, che abbiamo avuto l’impressione intenda difendere la propria personalità musicale, peraltro acquisita da tempo, contro tutto e contro tutti, ci è parso fin troppo fiducioso di ciò che gli altri avevano pensato per lui, anche se, per sua fortuna, in questa situazione in particolare il risultato è stato estremamente positivo. Speriamo pertanto che oggi abbia acquisito la consapevolezza di quella che deve essere la sua strada e voglia percorrerla nel modo che gli consente di valorizzarsi sempre di più. Certo, è una strada difficile, ma la sua splendida voce gli consentirà di percorrerla alla grande, ne siamo certi.

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