mercoledì, 24 ottobre 2018
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LA “SICILITUDINE” DELLE PROVINCE

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Liberi consorzi comunali, ex Province, commissari straordinari nominati dalla Regione: è il caos, tipicamente siciliano, di una vicenda paradossale che Leonardo Sciascia avrebbe collocato in quella categoria di costume isolano chiamata “sicilitudine”. Una definizione che potrebbe comprendere quelle situazioni difficilmente comprensibili con un percorso logico perché nate da scelte politiche suscettibili di ripensamenti, mediazioni e tortuosità. Fino ad arrivare a soluzioni pasticciate a tutto svantaggio della collettività.

E’ il caso delle Province, abolite dal governo Crocetta, resuscitate dall’Assemblea regionale siciliana alla vigilia di Ferragosto dell’anno scorso grazie alla reintroduzione dell’elezione diretta del presidente dei Liberi Consorzi, del sindaco metropolitano e dei consiglieri: in pratica, tutto come prima, cambiando solo il nome e annullando gli effetti di una semplificazione burocratica e amministrativa e di un risparmio più volte agitato come grande conquista della Sicilia che si rinnova. Quella Sicilia che si era vantata di essere stata la prima regione, in Italia, ad abolire le Province. Classico esempio di “sicilitudine” o, se preferite, di “gattopardismo”: tutto cambia perché nulla cambi. Naturalmente in questo “caos calmo” è stato necessario, in attesa di nuove elezioni per gli organismi dei Liberi Consorzi Comunali, nominare dei commissari straordinari che amministrassero il nulla perché le ex Province non avevano fondi e, quindi, soldi da spendere per far fronte alle loro poche competenze. Soldi che, invece, sono arrivati per pagare i commissari: il primo “plotone” è scaduto e, il 30 gennaio scorso, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha nominato quelli nuovi per i sei Liberi Consorzi (Trapani, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Enna e Caltanissetta).

Ad AGRIGENTO è arrivato Alberto Di Pisa, magistrato in pensione, già procuratore generale aggiunto presso la Corte d’appello di Palermo e procuratore della Repubblica a Termini Imerese e Marsala. A ENNA è stato nominato Ferdinando Guarino, dirigente generale di Pubblica sicurezza in pensione, già questore di Enna e vicario ad Agrigento e L’Aquila. Nuovo vertice anche a RAGUSA, dove è arrivato Salvatore Piazza, già segretario generale dell’ex Provincia regionale e del Comune di Ragusa. A SIRACUSA è tornata Elda Floreno, già prefetto di Siracusa e di Enna, oltre che commissario straordinario della Provincia di Ragusa. Confermato a TRAPANI Raimondo Cerami, magistrato in pensione, già giudice istruttore al Tribunale di Palermo e Trapani e sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Palermo. Rosalba Panvini, attuale dirigente regionale, è stata prorogata nell’incarico a CALTANISSETTA, fino all’imminente rotazione dei dirigenti generali della Regione. Per quanto concerne le Città metropolitane di PALERMO e CATANIA, a seguito di provvedimenti del Tar, sono stati confermati nelle funzioni gli attuali sindaci dei capoluoghi, Leoluca Orlando ed Enzo Bianco. A MESSINA, invece, l’assessorato regionale per le Autonomie locali ha già avviato la procedura di revoca dell’incarico per l’attuale commissario straordinario, che dovrebbe concludersi verso la metà di febbraio.

Nulla dice, al momento, la Regione sulla data delle elezioni che dovrebbe porre fine alla gestione commissariale e, quindi, a nuove spese per pagare magistrati e funzionari in pensione chiamati a “vigilare” su organismi che, stando ai risultati fin qui conseguiti, hanno sempre più le caratteristiche di “personaggi in cerca d’autore”, per dirla con Pirandello. Ma, forse, tutto potrebbe spiegarsi con la “sicilitudine” di Sciascia.

Concetto Iozzia

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