giovedì, 16 agosto 2018
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UN CANE PER AMICO… CHE FATICA!

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Non c’è dubbio: se si vuol essere sicuri di avere vicino un amico leale, sincero, disposto a tutto pur di potervi adorare, fedele fino alla morte, bisogna avere un cane.

Non sempre però chi decide di prendere un cane è poi capace di ricambiare tanto affetto e devozione in modo paritario.

 Il giovanotto mammone e complessato, palestrato allo spasimo, che cavalca una moto di grossa cilindrata che pesa tre volte più di lui, per cane vuole almeno un dogo argentino.

La signora riccastra, che passa la vita tra parrucchieri e boutiques arrancando su tacchi inverosimili, vuole un micro-cane da borsetta, possibilmente fornito di serico pelo da carezzare con unghie ricostruite multicolor e da trattare come un pupazzo di peluche.

Costoro non saranno mai capaci di amare e rispettare il cane che hanno scelto solo per compensare le loro deficienze affettive o di relazione col prossimo. Il cagnone del giovanotto potrebbe venir addestrato in maniera da esaltarne la potenziale aggressività e, se il padrone non è persona equilibrata e autorevole, diventare pericoloso. Il cagnolino della signora è destinato ad una vita consumata tra tolettature estreme, sonni su cuscini di piume, collari Swaroski, pedate del marito, isterie della padrona che trova masticata una sua preziosa scarpa dalla suola rossa e tristi passeggiatine con un dog-sitter prezzolato: diventerà un piccolo rompiballe nevrotico, abbaiatore indefesso.

Chi veramente desidera un amico al quale dare amore e conforto, è bene che pensi all’adozione di un cane abbandonato e si rechi presso un canile. La scelta è vastissima: cuccioli salvati dal cassonetto della spazzatura, cani adulti scaraventati da auto in corsa o trovati legati ad un guard-rail in autostrada, cani sopravvissuti al padrone defunto. Tra l’altro, il cane meticcio è spesso assai più intelligente e versatile di un cane di razza proveniente da selezioni genetiche estreme, e quindi come compagno di vita è da preferire.

Prendere un cane in canile significa compiere un’azione meritoria anche nei confronti dei tanti volontari che, con abnegazione e sacrificio del loro tempo e, spesso, anche della loro tasca, accolgono ed accudiscono gli animali, supplendo così alle carenze endemiche della gestione pubblica dei canili comunali e del problema del randagismo in generale.

Qui a Modica, dopo l’indimenticato atroce caso del piccolo Brafa, è stato costruito un canile comunale che però l’Ente Comune non è stato capace di aprire e gestire: si è preferito scaricare tutto il lavoro sui volontari, incentivando però le adozioni con la riduzione della tassa sulla spazzatura per chi adotta un cane e con microchippatura e sterilizzazione gratuita. Peccato che l’ASP 7 di Ragusa, nella fregola di tagliare le spese sanitarie, ha colpito con la mannaia il servizio veterinario dimezzando le giornate dedicate alla sterilizzazione: la lista d’attesa si è allungata talmente che, in certi casi, la chiamata per l’intervento arriva a cucciolata già fatta! Chi ha cagne in calore, a meno che non viva in un appartamento, sa bene che non esistono recinti, muri o reticolati capaci di resistere all’assalto dei maschi…

Bene, a questo punto avete scelto il cane e volete portarvelo a casa e magari godervi la gioia dei vostri bambini. E qui cominciano i guai. Se chi vi deve dare il cane è un animalista integralista, verrete sottoposti a esami psicologici per vedere se siete veramente capaci di adottare, sopralluoghi per vedere come e dove ospiterete, verrà indagata la vostra capacità economica a sostenere mantenimento e spese veterinarie. Potreste anche essere obbligati a frequentare un corso di addestramento ad essere un buon padrone.

Certo, non si può dare via un essere vivente come se fosse una cosa ingombrante di cui disfarsi, ed è giusto condurre una piccola indagine sulla persona che vuole adottare e sulle sue motivazioni. Pensando però che per un cane avere una persona di riferimento, un capo branco, che lo nutre e gli dimostra anche solo un briciolo di affetto e apprezzamento è sempre meglio di una vita passata rinchiuso in canile, certi eccessi dettati dal fanatismo, che rendono l’adozione complicata quasi come quella di un bambino, vanno evitati.

Alla prima uscita da casa col vostro nuovo amico vi troverete a dover affrontare una serie di problemi che rendono la passeggiata un impegno piuttosto gravoso.

Collare o pettorina, sempre al guinzaglio e con museruola pronta da indossare, dove lo portate? Probabilmente sotto casa e nei dintorni dove, solo se siete estremamente fortunati, troverete all’interno di un giardino pubblico un’area destinata ai quattrozampe dove poterlo lasciar correre libero.

Che usciate di casa muniti di sacchetto e paletta per raccogliere quanto di solido il nostro amico avrà lasciato sul marciapiede, non si discute. Molto più complicato e, in certi casi, quasi impossibile è compiere questa civile azione quando il lascito viene prodotto in un’aiuola o in mezzo a un cespuglio o è in forma non molto solida.

Non dovrete permettere al vostro cane di far pipì dove gli pare: mai davanti all’ingresso di case e negozi, e nemmeno sulle ruote delle automobili parcheggiate! Rischiate di essere brutalmente cazziati da portieri, negozianti ed automobilisti.

Per ovviare all’inconveniente, portate con voi una bottiglietta piena d’acqua con cui poter lavar via l’indesiderata pipì: è quanto viene indicato dai blogger canari in rete. Se avete un cagnolino di piccola taglia non c’è problema ma, se il vostro amico è grande e grosso, dovrete portarvi appresso oltre ai sacchi grandi da raccolta dell’umido anche una tanica da almeno cinque litri. Per certi cani bisognerebbe portarsi da casa una pompa a zaino o un’idropulitrice.

Quando andrete in vacanza, dovrete scegliere alberghi, ristoranti e spiagge dove Fido non venga visto come un pericoloso e indesiderato intruso, o dove spietate ordinanze di sindaci ne proibiscano l’accesso. Se vi spostate in treno o in aereo informatevi prima se e come il vostro cane potrà viaggiare con voi: potreste avere amare sorprese. Anche se vi spostate con la vostra macchina, ricordate di far viaggiare il cane nel bagagliaio o sul sedile posteriore, ma comunque dietro una rete che gli impedisca di venire a leccarvi la faccia durante un sorpasso.

Scegliere di vivere col cane comporta quindi una serie di obblighi e di limitazioni della libertà propria e di quella dell’animale, specie se prima si viene spinti all’adozione vista come azione altamente meritoria e dopo ci si trova in balìa di norme non di semplice galateo, ma di veri e propri regolamenti di polizia, con tanto di multe e sanzioni.

Dovrete uscire tre-quattro volte al giorno, con qualsiasi tempo e qualunque lavoro facciate, con scarpe comode e zainetto in spalla, anche se siete stanchi morti.

Dovrete subire i mugugni dei condomini non cinofili che, non potendo più per legge proibirvi il possesso del cane, faranno di tutto per rendervi la vita difficile con astruse regole votate in assemblea, come il divieto di portare il cane in ascensore anche se siete anziano e abitate al quinto piano.

Dovrete essere capaci di educare il vostro cane ad avere comportamenti corretti, a non abbaiare tutto il giorno, a non inseguire i gatti, a non azzuffarsi coi propri simili.

Dovrete soprattutto essere capaci di educare voi stessi al rispetto del prossimo e del vostro cane.

Il compito è impegnativo e va affrontato consapevolmente. Se prendete un cane sappiate che non potrete disfarvene alle prime difficoltà buttandolo per strada.

In cambio, avrete vicino in ogni istante della sua vita un concentrato di amore fedele che riuscirà a confortarvi nei momenti difficili, che vi divertirà coinvolgendovi nei suoi giochi, che vi assisterà e vi aiuterà a guarire quando siete ammalati.

Se tutto questo non vi basta, non siete degni di possedere un cane, lasciate perdere.

lavinia paola de naro papa

 

 

 

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