lunedì, 17 dicembre 2018
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L’AUTOSTRADA CHE NON C’È E L’ALIBI MONTALBANO

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L’autostrada che non c’è. L’aeroporto di Comiso che rischia di chiudere. I collegamenti ferroviari fermi agli Anni Settanta. Una superstrada (la Ragusa-Catania) ancora ferma alle sollecitazioni della molle classe politica locale. Un territorio, insomma, che continua ad essere “isola nell’isola”, ma non nell’accezione di qualche anno fa quando le “dodici terre iblee” erano considerate una rara positività nel panorama siciliano. Ma isola sempre più isolata ed emarginata. E a poco vale bearsi dei “luoghi di Montalbano” che stanno dando grande visibilità grazie ad una fiction il cui effetto trainante, prima o poi, è destinato a scemare e a finire. Poi, resteranno le repliche del commissario più famoso d’Italia insieme all’autostrada Siracusa-Gela ferma a Rosolini; i voli sempre più radi dallo scalo comisano; il porto di Pozzallo troppo piccolo per fare attraccare le navi da crociera che, invece, fanno rotta su Malta; le degustazioni del cioccolato di Modica; le feste del Patrono; le processioni con in testa i politici in cerca di consensi o di benedizioni dall’Alto.

Troppo pessimismo? Ma dove attingere all’ottimismo se, per restare in tema di infrastrutture, i lavori di un tratto di autostrada atteso da anni vengono bloccati periodicamente, con ossessiva cadenza, figlia di una inefficienza disarmante e di mancanza di potere contrattuale della classe dirigente.

Per un pizzico di ottimismo bisogna fare ricorso agli “spiragli di ripresa del cantiere autostradale Rosolini-Modica” annunciati dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Oppure, ai vertici con i rappresentanti parlamentari che promettono di “investire” della questione il ministro di “riferimento” o di presentare un’interrogazione letta in un’aula semideserta. Intanto, però, i cantieri sono fermi; i lavoratori che speravano di migliorare la loro condizione di vita grazie all’autostrada vengono licenziati; le ditte dell’indotto rischiano il fallimento; i finanziamenti europei potrebbero essere revocati. Tutto ciò il territorio che fu “isola nell’isola” non può permetterselo. A meno che non ci si voglia ancora rifugiare nelle repliche del Commissario Montalbano per ricordare i tempi felici di quando, in televisione, scorrevano le immagini accattivanti di spiagge, campagne e squarci di vita della “Vigata” di Camilleri. E tutti speravamo in frotte di turisti che, per anni e anni, avrebbero fatto follie per visitare i luoghi della fiction. Ecco, una fiction!

Concetto Iozzia

 

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