lunedì, 25 giugno 2018
viol

OTTO MARZO IN NERO

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Pamela, 30 gennaio – Macerata

Jessica, 7 febbraio – Milano

Irene, 23 febbraio – Zurigo

Antonietta e le sue due figlie, 28 febbraio – Latina

Questi sono i casi più eclatanti di violenza contro le donne, delitti efferati commessi nei primi due mesi dell’anno da maschi spesso legati alle vittime da rapporti affettivi.

Quanto ancora si allungherà l’elenco delle donne uccise in Italia nel 2018?

Quante donne si troveranno a dover subire attenzioni moleste, oltraggi, percosse, persecuzioni, stupri, sfregi, spari e coltellate?

Quante di loro troveranno il coraggio di denunciare lo stalker se questi è il marito, il fidanzato, il padre, il fratello, il figlio, con la quasi assoluta certezza di non essere credute e di finire troppo spesso accusate di aver istigato la violenza?

Per quanto tempo ancora le donne dovranno aver paura a rincasare da sole di notte? Che si esca da una discoteca o si torni dalla fabbrica, perché dover tremare se si sentono dei passi che seguono, o attendere nel terrore che si apra quel maledetto cancello automatico così lento? Perché non potersi fidare neanche dei tutori dell’ordine in divisa quando qualcuno di loro è stato capace, dopo aver cortesemente accompagnato a casa, di tentare lo stupro in ascensore?

Perché non deve essere sufficiente il limite espresso dal proprio buon gusto nella scelta dell’abbigliamento? La vista di certe mises troppo osé o poco congrue dal punto di vista estetico dovrebbe causare, al massimo, un commento ammirativo o ironico a seconda del caso, ma mai essere considerata istigazione alla violenza.

Per questo 8 marzo 2018, cari uomini, non sprecate tempo e denaro in mimose, peluches, cioccolatini e gioielli per sentirvi a posto con la coscienza, ma meditate sul concetto di rispetto per la donna che vi sta a fianco, che non è una femmina da possedere e sulla quale esercitare un potere assoluto, ma è una “persona” completa ed autonoma che vi sa essere compagna, amante, amica, madre, sorella.

Per questo 8 marzo 2018, care donne, non sprecate tempo e denaro organizzando “cene eleganti” con le amiche, ne va del vostro decoro… piuttosto riunitevi a riflettere su quanto potete fare per educare figlie e figli a volersi bene, a sapersi valutare e stimare, a crescere armoniosamente di corpo e di spirito. Date voi per prime il buon esempio, rispettando chi vi sta a fianco e facendovi rispettare. Siate forti, ma amorose e imparate a dire NO, anche se è scomodo.

Solo con studio ed educazione gli uomini saranno capaci di gettare la clava alle ortiche. Solo con autostima e rispetto per se stesse le donne saranno capaci di fare a meno di battiti di ciglia e di tacchi a spillo.

Che questo 8 marzo non sia per tutti una festa commerciale o un’ennesima inutile seccatura (San Valentino basta e avanza!), ma un momento di riflessione e un punto di ripartenza con rinnovato vigore verso una vita migliore.

Ne abbiamo la capacità: sì, noi possiamo!

Lavinia Paola de Naro Papa

 

 

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