giovedì, 19 luglio 2018
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PUNTI DI VISTA

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Chissà perché, ultimamente, ho visto sempre più ipocrisia e falsità, stampate come fossero tavolette di cioccolato, sulla facciata della nostra bella Modica.

Certo è, che se mi fermo a riflettere, forse ci arrivo facilmente.

In questi ultimi mesi ho visto nascere come fiori rotonde in quartieri impensabili. Mi sono chiesta il perché, visto che in alcune strade invece mancano e sarebbero necessarie. La mia risposta è stata: in quelle strade non abita nessuno, nei quartieri si.

Ho visto negozi chiusi per il giorno di pasquetta che hanno reso felici i dipendenti dei negozi, liberi di trascorrere, finalmente, un giorno insieme alla famiglia. Però mi chiedo, perché chiusi solo nel quartiere Modica Sorda o zona commerciale e nel centro storico invece sono stati aperti? E perché il valore della famiglia non è stato calcolato in questi ultimi anni anche nelle altre feste principali? Forse per opportunismo o per la comodità di farci apparire uguali e attenti a chi ordina dall’alto, per essere alla pari.

Anche l’ufficio Turistico è rimasto chiuso il lunedì di Pasqua, lasciando in panne coloro che volevano visitare Modica e approfondire bene la storia della Contea o del Castello che, a quanto pare, dal giorno in cui un principe l’ha varcato, avrebbe dovuto essere aperto al pubblico. Non si capisce bene però né quando né come.

Corre voce anche di possibili assunzioni per 40 netturbini (e relative famiglie votanti) a meno di due mesi dalle elezioni del sindaco. Strano forse, ma non troppo.

Quant’altro ancora potrei raccontare che non mi è piaciuto osservare o sentito dire o che non ho voluto ascoltare e che non menziono. Ognuno di noi però, solo fermandosi un momento a pensare cosa si è fatto o cosa non si è fatto negli ultimi tempi per noi e per il nostro paese, potrà constatare sulla propria pelle l’umiliazione e l’amarezza nel capire quanto anche noi siamo diventati inefficienti e impotenti davanti alle nostre problematiche quotidiane che non riusciamo più ad affrontare.

Chiudiamo troppo spesso la porta del nostro cuore e della nostra città a persone che, come noi, amano lavorare per dovere e soprattutto per diritto, che amano la cultura vivendola in prima persona.

Stiamo diventando maleducati e non sappiamo accogliere la semplicità delle belle persone, stringendoci dentro a un cerchio aperto solo a pochi intimi seguaci. Troppo stretto se non lo allarghiamo.

In compenso ci facciamo belli e grassi, se riusciamo ad ospitare personaggi politici che, sicuramente, al nostro paese non stanno portando nulla di buono. Ci insegnano invece, approfittandosi della nostra scaltra insicurezza sociale, che il potere vale molto di più della nostra povera vita.

Riflettendo ho capito, ci sono arrivata: è stata semplicemente, una “campagna” quella che ho visto negli ultimi mesi, un modo scorretto per acquistare fiori secchi, vecchi e fermi. Intoccabili. Da guardare da lontano, senza vederli crescere mai.

La nostra Modica ha bisogno di fiori freschi, da poter innaffiare e veder nascere e crescere a dismisura.

Noi tutti abbiamo bisogno di realtà nuove, di condivisione di idee, di collaborazione e partecipazione. Dobbiamo imparare ad accogliere lo straniero ma, prima ancora, dobbiamo credere e accogliere noi stessi con sincerità e senza falsi sorrisi e guardare la nostra città dal punto di vista di tutti, non solo dal nostro.

Sofia Ruta

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