mercoledì, 24 ottobre 2018
DSC_9191

CHE NOME HA QUESTA STRADA?

Print pagePDF pageEmail page

Qualcuno (Chi? Quanti? Quando? Perché?) ha voluto dare un nome a una strada, ad un vico, ad una piazzetta, ad un quartiere della nostra città di Modica.

Nella nuova (si fa per dire) contrada cittadina, chiamata da tutti Sorda, lungo la Via Sacro Cuore, alcune vie secondarie della stessa hanno preso da qualche tempo un nuovo nome, per lo più legato a qualche pittore più o meno noto, più o meno famoso, vissuto (meno o più) qualche tempo fa.

Via Pietro Novelli, Via Sandro Botticelli, Via Bernardo Strozzi ecc. Una traversa che da Via Sacro Cuore porta, tortuosamente, in Via Fosso Tantillo, è la Via Francesco Azzarelli. Chi era costui? Hanno scritto sulla targa pittore e poi 1700: è l’anno di nascita o l’anno di morte o di che? Forse volevano solo riferirsi al secolo, in cui visse e operò, non conoscendo esattamente data di nascita e di morte; allora bisognava scrivere sopra solo: XVIII secolo! Sarebbe interessante saperlo. E poi tutta questa sequela di nomi di pittori più o meno illustri, perché? C’è stato un suggerimento di qualche critico d’arte figurativa? Sgarbi? Perché Sgarbi? Lo trovate… presente dappertutto e… cotto in tutte le salse, magari seduto sul wc (belle nude gambe!) a fare il suo bisognino… omonimo. O forse qualche nostrano pittore che vuole già fin d’ora indicare la via… per avere intitolata una strada al suo nome. Non sappiamo.

E poi, oltre i pittori, nel panorama italiano delle Scienze e delle Lettere, a voler prendere in considerazione solo questi campi, possibile che non ci siano personaggi degni di memoria cittadina cui intitolare una strada nuova? Lasciando da parte Ho Chi Min, (ci ha pensato la città di Vittoria) nel vasto mondo internazionale o, meglio europeo, non ci sono state personalità degne di memoria cui intitolare una targa stradale?  Io personalmente sono dell’idea di limitarci al campo della cultura nazionale, italiana; e non per nazionalismo, ma semplicemente perché i nomi stranieri finiscono sempre per essere “storpiati”; e, poi, il livello culturale della nostra popolazione non può certamente dirsi che spazi fra le nazioni e i popoli e le loro lingue e si alimenti della cultura internazionale; meglio, allora, limitarsi ai nostri illustri concittadini. Ricordare gli altri e dimenticare i nostri non mi pare che possa dirsi una buona politica in toponomastica.

Un caso. Via Fosso Tantillonon ha una targa né all’inizio né alla fine della strada, ma è conosciuta da tutti. La sua intitolazione ufficiale nei registri dell’anagrafe comunale, sarebbe Consorziale Fosso Tantillo Pirato Quartarella.  Era infatti questa strada, fino agli anni ‘60/’70 del secolo scorso, una polverosa bianca strada sterrata che attraversava la campagna di quelle contrade rurali. Ora è una trafficatissima (vi si esercitano gli aspiranti piloti di F1) via commerciale (al Centro Commerciale) e di collegamento. Pare che all’inizio di questa strada di campagna, consorziale appunto (perché la sua manutenzione era a spese del consorzio dei proprietari di quelle campagne), ci fosse appunto un fosso (nella proprietà dei Tantillo), dove venivano gettate e poi bruciate le carcasse di animali morti per qualche malattia. U fuossu ‘i  Tantiddu. Il fosso ora non c’è più,mada qui il nome della strada.

Altro caso.Viale degli Oleandri, sulla Via Nazionale, proprio all’inizio del quartiere delle case popolari, dove ora c’è la sede della BCC “G. Toniolo” di San Cataldo. Avete mai visto, ora, un oleandro da quelle parti? Qualche tempo fa c’erano delle piante, appunto, di oleandro. Per fare spazio, successivamente, gli alberelli di oleandro sono stati sacrificati. Ma la denominazione è rimasta, a ricordare che gli oleandri c’erano!

Riprendendo il discorso, la cosa strana è che trovate intitolata a qualche illustre personaggio italiano del nostro tempo (Benedetto Croce), o uomo politico, addirittura Presidente della Repubblica (Giovanni Gronchi), appena un vico o addirittura un viottolo. Invece trovate intitolata a qualche illustre… quasi sconosciuto qualche altra strada più in vista e più importante e frequentata. C’è da chiedersi allora: quali sono stati i criteri che hanno ispirato i nostri commissari cui fu affidato il compito di denominare le nostre nuovestrade di città? Perché poi, ad esempio, si è voluto cancellare il nome tradizionale di una strada legato alla storia del luogo (Via Cava Gucciardo) per dare alla stessa il nome di Alberto Portogallo? Perché?

Secondo me, mantenere e conservare la vecchia denominazione, tramandataci oralmente dalla gente del luogo e intitolare ora una targa stradale con la medesima denominazione non è indizio di incultura o di provincialismo, ma invece segnale di cultura storica locale.

Il primo criterio che dovrebbe guidare le persone responsabili (Consiglio comunale o commissione da questo nominata) incaricate della toponomastica cittadina dovrebbe essere quello di mantenere e rispettare la tradizionale denominazione legata al luogo, appunto.  Poi, in assenza di questa, quello di assegnare un nome a seconda dell’importanza e rilevanza della fama del personaggio che si vuole ricordare ai cittadini, per l’opera svolta e per l’esempio dato di condotta di vita.  In parole povere. leggendo la targa, il nome sopra incisovi deve poter ricordarea chi legge il meritoper cui quel personaggio ha meritato di essere ricordatocon una targa d’intitolazione di quella strada (scusate la ripetizione voluta del verbo!). Non s’intitola una strada a un assassino, a un ladro, a un malfattore qualsiasi, perché il suo nome ricorderebbe a tutti i suoi misfatti; s’intitola invece una strada a un benefattore, a una persona dabbene (uomo o donna), a chi ha speso la sua vita onestamente recando un qualche bene al prossimo e distintosi in qualsiasi campo della cultura o dell’attività umana in genere. Meglio se benemerito verso il più ampio numero di persone, meglio se vissuto nel contesto cittadino che lo vuole ricordare, meglio se il suo nome può essere additato meritoriamente per aver bene fatto”,insomma per la sua esemplarità di uomo o di donna, di cittadino.

                                                                                        v.d.r.

 

 

 

 

 

Condividi!