sabato, 26 maggio 2018
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FINANZIARIA REGIONALE, DOPO I NUMERI E I CONTRIBUTI A PIOGGIA È L’ORA DEI FATTI

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La Finanziaria approvata dall’Assemblea regionale siciliana, come succede spesso, ha fatto contenti tutti. O quasi. I numeri risicati della maggioranza di governo hanno reso necessarie delle concessioni alle opposizioni, soprattutto in termini di contributi ad enti, associazioni, categorie professionali e artistiche. Senza dubbio positivi i finanziamenti destinati alle fasce più deboli della popolazione e quelli che dovrebbero servire a sanare interi bacini di precariato. Le opposizioni – che hanno goduto anche loro della indulgenza dell’aula – parlano, comunque, di contributi a pioggia. Per quel che riguarda il lavoro svolto dai deputati iblei, ci sono da segnalare i risultati ottenuti con i soldi stanziati per l’aeroporto di Comiso (serviranno a pagare i servizi Enav); quelli per sostenere i dipendenti del Corfilac di Ragusa; i fondi per i Comuni del territorio ibleo che hanno ottenuto riconoscimenti a livello di sostenibilità ambientale e quelli destinati al recupero della fornace Penna, a Sampieri.

Su tutti questi provvedimenti, comunque, incombe il pericolo della copertura finanziaria. Vale a dire che, come affermano esponenti dell’opposizione, molte norme non potranno avere attuazione perché mancheranno i soldi. E c’è anche il pericolo che siano dichiarate incostituzionali. Ma questi, comunque, sono “peccati” che verranno allo scoperto solo tra qualche settimana quando, probabilmente, i beneficiari di certi “regali” saranno impegnati a risolvere altri problemi e dimenticheranno quelle promesse fatte a piene mani. Sarebbe, quindi, il caso che i parlamentari regionali tenessero le antenne ben dritte per evitare brutte sorprese. E’ il pericolo, per esempio, che corre l’emendamento che riguarda i fondi destinati agli ex Tribunali di Modica, Nicosia e Mistretta: 50.000 euro per ciascun presidio giudiziario. Soldi che dovrebbero servire come “cavallo di Troia” per giungere alla convenzione tra Stato e Regione con la quale quest’ultima si assume le spese di personale e manutenzione dei Palazzi di giustizia dei tre ex Tribunali. Un modo per tornare a quella giustizia di prossimità cancellata, con effetti deleteri, dalla riforma voluta dalla ministra Annamaria Cancellieri cinque anni fa.

Adesso, dopo le note stampa diffuse dai vari parlamentari, è il momento di passare ai fatti. In altre parole, i soldi devono trasformarsi in virtuosi percorsi progettuali, fino ad arrivare alla realizzazione delle varie promesse. Che, altrimenti, rischiano di rimanere sulla carta.

Concetto Iozzia

 

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