sabato, 26 maggio 2018
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CASSONETTI PER LA SPAZZATURA E… DINTORNI

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Accade tutti i giorni e lo spettacolo è sotto gli occhi di tutti.

In prossimità del supermercato Despar in Via Fosso Tantillo sono piazzati alcuni cassonetti specifici per la raccolta differenziata e altri cassonetti per la spazzatura indifferenziata. Questi ormai sono privi di copertura e, per cosi dire, sono a cielo aperto. Immaginate lo spettacolo e soprattutto fatevi vaccinare e indossate l’apposita maschera, tanto il fetore che le vostre nari percepiscono e che si sente per ampio raggio nei dintorni. Ora, con la sopravveniente estate, con il caldo, la puzza impazza, come ogni estate, sempre da quando ci sono i cassonetti e c’è il supermercato, che cambia il nome ma non il vizio; e non solo quelli del supermercato. Nei pressi dello stesso, nella Via Fosso Tantillo, ci sono alcuni altri insediamenti commerciali. Provate a pensare quanti imballaggi di vario materiale e consistenza vengono quotidianamente, di ora in ora, portati per essere buttati nei cassonetti e smaltiti nella spazzatura, ma i cassonetti di stanza nella detta via non bastano a contenerli, e allora che fare? come fare?  Ci si guarda intorno (ma non più ormai, giacché così fan tutti!) e poi li si abbandonano a terra, in strada, nei pressi del più vicino cassonetto, sperando nella divina provvidenza che intervenga a farli sparire agli occhi degli abitanti della Via Fosso Tantillo e del circondario e dei passanti.

A conferire monnezzadentro e fuori i cassonetti contribuiscono anche altri abitanti del quartiere, ma sono soprattutto i negozi del posto (made in Chinacompresi), che si liberano da imballaggi costituiti da cartoni, plastica e polistirolo, non preoccupandosi di sistemarli nel modo giusto e lasciandoli in balia del vento.

Dicevo sopra dell’estate. Ma d’inverno le cose non cambiano. Pioggia e vento fanno da nastro trasportatore. Ecco allora che vi trovate la strada e gli ingressi delle vostre abitazioni cosparsi di cartacce, cartoni, plastiche varie e imballaggi di polistirolo, di ogni formato e dimensione.  A questo punto non basta l’operatore ecologico della strada (quando, però, è in servizio), tocca alle donne (ma anche a qualche uòmminu) armarsi di pazienza e… di scopa e fare, tra un’imprecazione e una malapparola, la raccolta “indifferenziata” della monnezza.

Noi non abbiamo un periscopio per scrutare l’orizzonte urbano, ma non ci vuole eccelsa fantasia a immaginare (e purtroppo non è immaginazione!) che anche in altri quartieri e in altre strade commerciali di questa città, dove insistono attività varie di vendita al dettaglio ai clienti, la situazione si presenta con similare spettacolo, con cassonetti e spazi periferici tutt’attorno, straripanti di monnezza.

Ci vuole una regolamentazione! E chi può intervenire per regolamentare? Chi ne avrebbe l’autorità e la competenza? Nei condomini ci pensa (ci dovrebbe, almeno, pensare) l’amministratore condominiale. Nel condominio della città il compito spetta, crediamo, all’Amministrazione comunale. L’Amministrazione faccia i suoi compiti, altrimenti rischia la bocciatura.

Gli abitanti del quartiere auspicano che il servizio di vigilanza urbana (VV.UU.) sia incaricato ed impegnato anche in questo specifico settore; una squadra di vigili urbani intervenga e intimi agli utenti (vicini e lontani) dei cassonetti di rispettare l’igiene pubblica, prendendo misure di polizia urbana con irrogazioni di sanzioni severe e contravvenzioni salate a chi non rispetta le regole di igiene urbana e decoro cittadino stabilite dall’Amministrazione Comunale. La città sarà più pulita e potrà meritare veramente il titolo di patrimonio dell’UNESCO e vantare il suo blasone di capitale della Contea, del quale pur vorrebbe continuare a fregiarsi (almeno tra i cioccolatieri).

Pina Partenza

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