lunedì, 25 giugno 2018
Unknown

IL MESE PRIMA DELLE ELEZIONI

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Nelle piccole città quando manca un mesetto alle elezioni amministrative improvvisamente il mondo cambia, a volte proprio si rovescia. Tutto quello che il Sindaco in carica non è riuscito a realizzare nei cinque anni di mandato improvvisamente diventa fattibile, anzi fatto, come nella girandola finale dei fuochi d’artificio. Si potrebbe pensare malignamente che tante cose che il cittadino credeva irrealizzabili, anche se le sognava, erano state lasciate in sospeso per esibirle tutte insieme nel momento più utile ed opportuno. Ma si potrebbe pensare anche che ci sono voluti ben cinque anni di lavoro per ottenere solo alla fine i risultati inseguiti. Chissà.

Ci sono poi le discussioni politiche che si scatenano nelle piazze, nei bar, sui social e queste, molto più che in passato, si traducono in offese, insulti, ostilità espressa o inespressa, comunque percepibile in ogni concetto, in ogni parola, che evidenzia il degrado delle menti e della politica tutta. Che tristezza!

Infine ci sono gli amici. Nelle grandi città non succede, nelle piccole sì, perché ti chiamano amici che non sentivi (chissà perché…) da cinque anni e ti chiedono il voto. Ti vogliono bene, tanto tanto bene… Ma sei proprio testone tu, che non te n’eri mai accorto! A questo punto vien voglia di spulciare tutti i nomi dei candidati per cercare, se mai ci sa, quell’unico nome di qualcuno che non conosci, che non hai mai incontrato e che quindi il voto non te l’ha chiesto. Per non fare torto a nessuno.

Infine, nella cabina elettorale, si deve scegliere il Sindaco per i prossimi cinque anni. C’è chi vota il Sindaco uscente perché ritiene che durante il suo mandato abbia fatto un buon lavoro oppure perché è rimasto abbagliato dai fuochi d’artificio dell’ultimo mese o pensa che il Sindaco uscente nei primi cinque anni abbia fatto un’esperienza che potrà utilizzare nel prossimo mandato perché tanto, l’uno o l’altro, è sempre la stessa sinfonia, quindi sarebbe il caso di votare per lui. C’è chi ne vota un altro perché spinto dall’ammirazione di un programma specifico o perché stima particolarmente un candidato o perché il candidato è un amico e come si fa a dire di no a un amico… C’è poi chi non vota per niente perché non crede possa servire a qualcosa, tanto “fanno sempre quello che vogliono loro”. E c’è poi, purtroppo, chi sceglie il proprio candidato perché spera un giorno di riceverne i favori. Be’, questa ci pare la scelta più dannosa e sciocca, perché non andrà a suo vantaggio, in quanto chi i voti se li compra di sicuro del benessere del prossimo se ne infischia, quindi anche del suo, e, soprattutto, perché solo il benessere della città è il vero favore per tutti, quindi per ognuno di noi.

Lum

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