domenica, 18 novembre 2018
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TURISMO: ULTIMA SPIAGGIA?

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Non si può non comprendere come in questi tempi di prolungata crisi economica si faccia di tutto per favorire quella che sembra essere l’unica risorsa per la città: il turismo.

La scelta di Modica, Scicli ed Ibla come scenografie dell’immaginaria Vigata dove agisce il commissario Montalbano, unitamente alla sapiente valorizzazione della cioccolata dalla caratteristica lavorazione all’antica, hanno acceso i riflettori sull’area iblea.

Modica è conosciuta ormai a livello planetario, e ciò convoglia crescenti correnti di visitatori da tutto il mondo. I volenterosi che riescono ad arrivare nella punta estrema della Sicilia, nonostante gli aeroporti mal collegati col territorio, le ferrovie fantasma, le autostrade mai finite, i bus precari e le strade tutte buchi, vanno premiati.

Buona accoglienza, servizi efficienti, ordine, pulizia e una corretta politica di prezzi e tariffe: questo è quello che Modica deve saper offrire.

Peccato che ancora manchi un preciso indicatore della direzione che lo sviluppo del turismo modicano voglia prendere: anni fa, all’epoca della sindacatura Torchi, fu condotta un’indagine sulle vocazioni del territorio, e quella turistica fu quella dominante. Nonostante la pubblicazione degli esiti dello studio, le riunioni e i congressi che ne seguirono, su tutto calò un inspiegabile silenzio: ennesima occasione sprecata?

Sono nate e cresciute come funghi micro attività ricettive a cura di privati, sotto forma di bed&breakfast e di case-vacanza, ma che in realtà sono vere e proprie strutture alberghiere. Alcune sono di alto profilo e offrono servizi impeccabili, altre si arrabattano in gestioni familiari poco professionali, tutte conoscono brevi periodi di massimo affollamento e lunghe stasi, alle quali talvolta soccombono.

La mancata regolamentazione del settore ha favorito un’eccessiva concentrazione in certe parti della città a discapito di altre, creando situazioni malsane per una corretta e stimolante concorrenza.

Anche le attività di ristorazione, capaci di offrire prestazioni di altissima qualità grazie alla genuinità ed eccellenza dei prodotti locali e alle lavorazioni, rispettose delle tradizioni ma anche aperte alle innovazioni, soffrono per la mancanza di ordine e di coordinamento. Chiusure settimanali e turni di ferie vanno programmati con cura: è controproducente che il lunedì a pranzo sia quasi impossibile trovare un posto dove mangiare.

La professionalità dei ragazzi che escono dall’Istituto Alberghiero Principi Grimaldi sarebbe un’indiscutibile garanzia di qualità, purché non li si faccia fuggire all’estero in cerca di lavoro equamente retribuito, cosa che qui non si trova.

Orari massacranti e retribuzioni miserabili, rigorosamente in nero, saranno piaghe costanti e insanabili finché la tassazione sul lavoro continuerà ad essere stupidamente iniqua e vessatoria in maniera intollerabile, tale da incentivare comportamenti esecrabili da parte di alcuni datori di lavoro senza scrupoli.

Altra piaga che affligge soprattutto l’imprenditoria giovanile è l’impianto burocratico complicato ed oneroso che, di fatto, impedisce l’accesso ai finanziamenti agevolati, europei o regionali che siano. Ogni accenno alla possibilità di rivolgersi alle banche per un prestito è da considerarsi pleonastico, da quando le banche hanno cessato di essere istituti di credito per diventare banche d’affari.

È veramente desolante veder passare il treno e non poterlo prendere…

Perché, per incentivare l’afflusso di visitatori, ci sarebbero tante attività da intraprendere per dare servizi essenziali, che ancora mancano, e per dare lavoro e reddito dignitoso ai modicani.

Oltre all’ospitalità e alla ristorazione, Modica dovrebbe offrire ai turisti, ma anche ai residenti, una ben studiata rete di collegamenti tra le varie parti della città, e dalla città almeno ai principali centri del distretto di sud-est – Noto, Avola, Pachino e Marzamemi, Siracusa e Catania – oltre che al versante occidentale – Ragusa, Ibla, Comiso, Vittoria – facilitando così anche la  possibilità che Modica diventi il polo da cui poi muoversi per escursioni almeno fino a Caltagirone, Piazza Armerina, Selinunte e Segesta. Va da sé che saremmo tutti felici di poter arrivare anche ad Enna, Trapani e Palermo in maniera confortevole ed in tempi non biblici.

Dato che non si vive di solo barocco, i nostri territori offrono una varietà inaspettata di siti archeologici e naturali che meritano di essere promossi e conosciuti. Dalla Cava d’Ispica a Pantalica, dai laghetti di Avola alle Gole dell’Alcantara, senza dimenticare bellezze meno note del circondario modicano – Cava dei Servi, Fiume Paradiso, Eremo di Croce Santa –  per citarne solo alcune.

Naturalmente c’è il nostro mare, con spiagge di sabbia fine e dorata e scogliere pittoresche: peccato che i paesi rivieraschi siano la summa dell’abusivismo edilizio e dell’urbanizzazione selvaggia dei ruggenti anni del boom economico.

In questo senso Marina di Modica è il peggior insediamento nuovo, privo di parcheggi e di marciapiedi, ricco di villaggi turistici fatiscenti e di dune spianate in onore di un turismo forse assai danaroso ma certo disinteressato al rispetto dello spirito dei luoghi. Non sappiamo per quanto tempo ancora sarà possibile tuffarsi liberamente dalla scogliera del Pisciotto se la Fornace Penna dovesse diventare oggetto di un restauro speculativo. Fortunatamente Sampieri, Maganuco e Pozzallo versano in uno stato accettabilmente migliore, nonostante l’ammodernamento dello stile d’approccio al mare.

Un’ospitalità marina di qualità, tuttavia, dovrebbe offrire sicuramente svago e divertimento, ma anche quiete e riposo. La sequenza ininterrotta lungo le vie principali di bar, gelaterie, pizzerie, ristoranti, tavole calde e via mangiando, riempie l’aria di una congerie di odori di cucina non sempre piacevole e di una cacofonia di musiche ad altissimo volume. La peste del karaoke fino all’alba, le campane a martello suonate da solerti scaccini e le urla amplificate dei venditori di materassi alle sei del mattino rendono il riposo impossibile: sarebbe auspicabile una regolamentazione efficace ma non punitiva.

Anche il commercio ambulante andrebbe regolato seguendo il criterio che un lungomare serve soprattutto per passeggiare godendo dello spettacolo sempre nuovo del mare: no, quindi, a chioschi, tendoni, ombrelloni e gazebi posti a sbarrarne la vista.

La manutenzione degli spazi verdi, degli arredi urbani e delle aree gioco per i bambini, unita ad una scrupolosa nettezza urbana, sono indispensabili, come pure tutti gli accorgimenti atti ad impedire il cattivo uso e l’imbrattamento degli spazi comuni: multe salate agli imbecilli che spaccano le bottiglie di birra sugli scogli, a chi butta cicche di sigaretta sulla spiaggia, a chi abbandona pannolini sporchi, bucce di cocomero e plastica ovunque. Attrezzare strade, piazze, arenili e scogliere con un numero adeguato di cestini per la raccolta della spazzatura, ben forniti di cartelli che ne spieghino in più lingue l’uso corretto e l’entità delle sanzioni in caso di mancata osservanza delle regole, è il minimo da farsi. Sempre che poi i cestini vengano vuotati con regolarità e che ci sia una sorveglianza adeguata…

Per qualche tempo sarà ancora un’utopia pretendere la totale copertura del territorio per un accesso libero alla rete, ma fare in modo che tutti gestori telefonici garantiscano almeno di poter telefonare, sarebbe cosa civile.

Infine, affinché il turista passi giorni felici dalle nostre parti e, una volta a casa, racconti a parenti ed amici belle cose su di noi – attivando quel passaparola che è il top della buona pubblicità, per giunta gratuita – educazione, rispetto e una politica dei prezzi intelligente sono cose fondamentali. L’ospitalità affettuosa e sincera della nostra gente non deve essere messa in discussione: la cafoneria e l’avidità di pochi, miopi e stolti, va debellata. Il turista coccolato e non spennato tornerà, verranno i suoi amici, e la stagione turistica potrà essere estesa a quasi tutto l’anno.

Se i modicani vanno a Marina, per tradizione, da San Pietro a Ferragosto, non dimentichiamo che il nostro clima è comunque attrattivo specie per la clientela dei paesi freddi: noi manco morti, ma svedesi, tedeschi o russi che fanno aquagym al mare alle sei di mattina a marzo o a settembre ce n’è quanti se ne vuole, basta saperli far venire qui!

lavinia dnp

 

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