mercoledì, 24 ottobre 2018
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CON LA PUZZA SOTTO IL NASO

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Basterebbe ricordare quanto hanno lottato i nostri avi per la libertà di essere tutti uguali, dal più piccolo ometto alla più grande donna, ma siamo bravi a dimenticare il meglio delle persone che ci hanno preceduto, ricordando invece facilmente tutto quello che i peggiori ci mostrano ogni giorno per ubriacarci di egoismo.

In parole povere, si chiama odio.

Odio per tutto quello che non ci somiglia, odio per chi si comporta bene, odio per chi sfrutta la delicatezza degli altri per colpire con indifferenza tutto e tutti.

Come?

Sporcando.

Si, sporcando con le parole, con i gesti, con tutto quello che non ci porta rispetto, iniziando a covare l’odio verso tutti, anche verso i propri vicini.

Già, i vicini. Una volta i vicini di casa si aiutavano a vicenda, adesso si guardano tutti con disprezzo. Vogliamo apparire superiori, soprattutto se abbiamo studiato o se siamo dottori o professori o avvocati ecc.

Tutto in base alla professione che facciamo, convinti di poter guardare dall’alto in basso chi non si è laureato o è arrivato solo alla terza media, come me.

Non conta se siamo brave persone, conta solo sopraffare.

Ciò che è più grave è che questi elementi appartengono proprio alla generazione più matura, quella che fa la differenza, quella convinta di essere migliore di chi è semplicemente onesto, che lo pretende… e si può permettere di buttare la spazzatura dove vuole.

Anche questo è razzismo, perché è mancanza di rispetto verso i vicini di casa che vivono onestamente e a testa alta con tanti sacrifici, perché, se sono pensionati non hanno tanti diritti, se sono disagiati, non hanno tanti diritti, se sono semplicemente artigiani, sono poveri quindi non hanno diritti.

Sbagliano gli intellettuali. Non mi riferisco a tutti, naturalmente, ma a certi vicini di casa, anzi di palazzo o addirittura di condominio, che non sanno o non capiscono che l’odio inizia da qui.

E’ razzista chi non sopporta di vederli buttare la spazzatura senza ritegno e senza un minimo di intelligenza? Prendiamo a caso un complesso di palazzine al quartiere Sorda. Stabilito che la raccolta differenziata inizierà ufficialmente a settembre in quella zona, sono stati sistemati già da un po’ quei benedetti (o maledetti) contenitori di colori diversi. Se ne erano stati piazzati otto, quattro sono spariti subito senza che si possa sapere chi li abbia tolti, il Comune di sicuro no.

Ma se, ripetiamo, la raccolta inizierà a settembre, perché allora tanti ignoranti che si credono intelligenti continuano a buttare la spazzatura sotto gli occhi dei condomini, sotto le loro case, ostruendo anche il passaggio a piedi?

Dove sono i controlli, le regole, le multe? Esistono per caso solo in presenza della differenziata mentre altrove è consentito tutto?

Il razzismo è la mancanza di rispetto verso noi stessi, non culliamoci in un finto perbenismo solidale quando, additando qualcuno che consideriamo razzista, diciamo “io non sono razzista”. Lo siamo tutti, perché, come l’amore viene ricambiato, anche l’egoismo umano si propaga in odio quando lo si riceve.

La differenziata, anche lei è razzista ed è una cosa semplice, ma non è per tutti.

Sofia Ruta

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