giovedì, 16 agosto 2018
l'editoriale di Luisa Montù

UNA LAMA DI LUCE

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Perdonate se non facciamo altro che parlare di delusioni. I partiti che tradiscono le idee, o i sogni forse, su cui avevano poggiato le loro basi e consegnano i poveri illusi che in loro avevano creduto fra le braccia degli avversari o degli sconosciuti. La giustizia ingiusta. La sanità malata. La scuola ignorante.

O anche, per parlare di quello che ci circonda più da vicino, della città che non corrisponde alle necessità dei cittadini, dei servizi che non funzionano, delle tasse troppo alte, dell’immondizia che invade le strade, del verde che sparisce, insomma di tutte le cose che rendono più complicata la nostra vita che già lo sarebbe abbastanza.

Oggi invece vogliamo parlare di una cosa che ci ha reso felici, non pare neanche vero. Sempre che ce ne siamo accorti…

La Nazionale Italiana di Scherma ha vinto il Campionato del Mondo che si è disputato in Cina.

Solo pochi mesi fa quella di calcio era stata miseramente eliminata dai Mondiali recentemente conclusisi.

D’accordo, il calcio è indubbiamente più divertente della scherma, essendo un gioco di squadra e richiedendo minori competenze specifiche per essere compreso e apprezzato, ma la scherma è in assoluto uno sport affascinante per la sua storia, per le sue tradizioni, anche se, con l’introduzione della lampadina che, accendendosi, rivela la stoccata ricevuta, ha perso il profondo e nobile significato di quella dichiarazione di “touché” totalmente all’antitesi di certe cadute plateali quanto ingiustificate tanto praticate da molti calciatori, purtroppo, per guadagnarsi un vantaggio ingiustificato. Proprio un’altra concezione dello sport!

A Modica la scuola di scherma, nata grazie alla pregevole iniziativa del dottor Antonio Cartia, sotto la guida illuminata del maestro Scarso, si è imposta in tutta Italia diventando, quanto e forse più del cioccolato, un vanto per questa città. Non sappiamo fino a che punto i modicani se ne siano resi conto. Giorgio Scarso, partito da Modica come maestro di scherma, giunge fino alla presidenza della Federazione Italiana Scherma e anche alla vicepresidenza del CONI, un percorso di enorme prestigio. Crediamo si debba soprattutto a lui la crescita di questo sport e non è certo un caso se, con lui, il modicano Giorgio Avola è diventato frequentatore assiduo del podio nelle varie competizioni nazionali e mondiali.

L’Italia ormai vince pochi trofei. La Nazionale di calcio, che un tempo fece la storia di questo sport, oggi non riesce nemmeno più a partecipare ai Campionati Mondiali e che succede? Che l’avvenimento dell’estate non è più una vittoria, ma l’arrivo miliardario di un campione straniero in una delle nostre squadre. La Juventus, che l’ha acquistato, spera con lui di vincere finalmente quella Champions League che insegue da anni. Le auguriamo di riuscirci, ma pensiamo anche che quel campione non è stato capace di far vincere alla sua nazionale i Mondiali di Russia. I ragazzi della scherma invece, zitti zitti e senza miliardi, sono andati in Cina e hanno vinto. Come? Col lavoro. Con la fatica. Con l’impegno. Con la passione, probabilmente, perché la passione, quella vera, è la sola spinta che fa scalare le montagne.

E proprio nel momento in cui l’Italia appare un paese più che mai disastrato e depredato, offeso dagli stranieri e più ancora dai suoi figli stessi, nel momento in cui pare di non veder brillare alcuna luce sul cielo del Mediterraneo, eccola quella lama di luce che lancia la sua stoccata dalla Cina e attraversa il cielo. E’ una lama italiana. E’ la lama della speranza.

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