mercoledì, 24 ottobre 2018
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PER DOVERE DI CRONACA

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Certo che apparirò monotematica, certo che apparirò schiacciata sugli eventi culturali, è inevitabile osservarlo. Il fatto è che sono consapevole del fatto che il nostro territorio è marginalità periferica, che le infrastrutture di collegamento con il resto del territorio ci penalizzano non poco, pertanto quando vedo arrivare in questo lembo di terra certi eventi di qualità so che non è situazione scontata, so che dietro c’è uno slancio d’amore per la bellezza che da inconsapevoli possediamo e che fa da calamita sull’animo di certi grandi artisti.

Di fronte a questi eventi in me scatta il senso del “dovere di Cronaca”, mi sembra doveroso, anche per senso di ospitalità ed accoglienza, dare loro l’omaggio che meritano.

Certo si dà il caso che in due uscite consecutive io mi trovo a stare su questo versante, pazienza, se per scegliere di variare si devono fare omissioni io preferisco apparire monotona piuttosto che sorda.

Mi riferisco alle due rappresentazioni del circuito “Teatri di Pietra” approdate su questi lidi, andate in scena in quel sito suggestivo e spettacolare che è S. Maria del Gesù, a Modica alta, rispettivamente il 26/07/2018 e il successivo del 2/8/2018.

La prima perla “Dimmi Tiresia”, con Luisa Stagni, Massimo Carrano, Luca Piomponi, Lucrezia Serafini. Una produzione “Mda Danza”, già questa etichetta è firma di garanzia, poi c’è stata la magnifica performance degli interpreti, il tutto incastonato sul mito, su un paradigma che non tramonta e si dimostra capace di aprirsi alle suggestioni del presente accogliendo l’attualità fino a farla sentire di casa, dando modo allo spettatore di sentirsi un po’ Tiresia perché ogni verità sottolineata, evidenziata e sottoposta all’evidenza mai viene creduta.

Un serratissimo monologo giocato sul taglio dell’eloquenza filosofica, denso da non lasciare respiro, bellissimo e acrobatico per l’intelletto, tenuto dalla strabiliante bravura dell’interprete, quelle eccellenze che lasciano a bocca aperta.

La seconda perla, la messa in scena del 2 agosto, “U’ CICLOPU -Giufà e Firrazzanu”, ovvero un testo intessuto da Gaspare Balsamo, uno straordinario intreccio dove l’ordito prende spunto dall’Odissea per intrecciarvi la trama con i fatti dello stolto Giufà, la presenza di Ulisse, ‘U Ciclopu e del furbo Firrazzano. Una straordinaria tela da cui emerge un mirabile arazzo raffigurante la cultura siciliana in lingua siciliana, giocata sull’espressività mimico-gestuale tipica siciliana, che nella sua peculiarità reca scritta una stratificazione culturale multipla che affonda radici nel mito, nei rituali sacri, nelle ritualità pagane, negli influssi di tante culture intrecciate, in maniera originale e inedita su questo lembo di terra baciato dagli dei e sfiorato da un profondo senso del sacro.

Dentro ilChiostro di S.Maria del Gesù un cuntodi tante voci ha dato luogo ad un’assemblea di personaggi rappresentati nelle molteplici voci, nelle innumerevoli cadenze, ora sincopate, ora cantilenanti ora cariche di furia, ora imploranti, tutto condotto da strabiliante professionalità, con la genialità di un uomo solo in veste di autore e di performer, un monologo serrato, incalzante fatto di ritmo, suono, cadenze, rantoli, grida, sussurri e implorazioni, tutto in conto a Gaspare Balsamo, stupendo interprete e geniale tessitore di incanto, capace di appoggiarsi al noto, all’antico classico, per metterci dentro la denuncia dell’attualità di fatti e di costume.

Il tutto ha una sua storia coerente, costruita tessera accanto a tessera per comporre un puzzle complesso e meraviglioso, fatto di studio, formazione rigorosa e tante esperienze accanto ad altri grandi maestri del teatro.

Gaspare Balsamo è infatti autore, attore, cuntistae regista teatrale. Apprende l’arte del cuntosiciliano con il maestro Mimmo Cuticchio ed egli stesso è oggi uno dei maggiori rappresentanti del cuntodella nuova generazione. Formatosi come attore presso il CTA (Centro teatro ateneo) dell’università di Roma “La Sapienza”, dove consegue inoltre la laurea in Lettere (Arti e scienze dello spettacolo), si diploma in recitazione all’accademia teatrale dell’Orologio e si specializza all’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio D’amico. E’ autore di diversi testi teatrali, nei quali figura come interprete. In essi il cuntoè strumento civico di denunce e squarci non editi.

E’ docente di lingua e drammaturgia siciliana presso l’accademia teatrale di Viagrandestudios (CT).

Per gli spettatori è stato un regalo di quelli che valgono un viaggio, un’esplorazione, una tappa di crescita, un’occasione evocativa, un incontro con lo stupore del genio umano.

Carmela Giannì

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