domenica, 18 novembre 2018
4c75dec7-a2f8-4a1c-8126-23f3af3dd753

METODO E CHIAREZZA DOVE SONO?

Print pagePDF pageEmail page

Che il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti non funzioni come dovrebbe è sotto gli occhi di tutti: accanto agli appositi contenitori per vetro, carta, plastica e organico dovunque esistono mucchi di rifiuti anche ingombranti lasciati per giorni e giorni.

Certamente la cittadinanza non collabora con impegno, del resto si sa che quando si devono cambiare certe abitudini occorre che ci sia una guida che illustri le nuove modalità, e ci sia anche un sistema di repressione che scoraggi le resistenze e le furberie.

L’Amministrazione non ha messo in atto nessuna delle due misure: non ha effettuato o fatto effettuare alla ditta affidataria dell’appalto (la IGM) un’adeguata e capillare informazione, né ha messo in atto un sistema sanzionatorio utile a scoraggiare le trasgressioni. Il risultato è che la città è sporca, maleodorante, infestata di zanzare, disordinata e sciatta agli occhi dei turisti, in poche parole offre uno spettacolo indecente!

I tanti cittadini che si impegnano, depliant alla mano, per differenziare correttamente sono giustamente imbufaliti e disgustati di fronte a tanta inefficienza.

Sono imbufaliti perché all’atto del ritiro del mastello utile agli scarti indifferenziabili hanno ricevuto il depliant con le istruzioni su come effettuare la separazione e destinazione dei rifiuti prodotti, nonché l’informazione che l’indifferenziato sarebbe stato ritirato a domicilio due volte la settimana in giorni prestabiliti. Questa la consegna avvenuta nel centro storico.

I cittadini diligentemente hanno posto il mastello fuori dalla propria abitazione in tarda serata come raccomandato, ma l’indomani nessuno ha effettuato lo svuotamento. Con un po’ di perplessità hanno riportato il mastello dentro casa e lo hanno riportato fuori nell’altro giorno prestabilito, niente anche stavolta! Così per qualche settimana, dopodiché hanno composto il numero verde riportato sul depliant di istruzione, ma nessuno ha risposto. Qualcuno ha interrogato l’operatore che ha incontrato nel quartiere, e solo così è venuto a conoscenza che le regole erano mutate perché si erano resi conto che la raccolta porta a porta presentava delle pericolosità.

Chi scrive suppone che la pericolosità riguardi le ginocchia degli operatori nel dover affrontare quel fiume di scale che si snoda, per collegarle, tra la rete di viuzze a ridosso del corso Umberto.

E’ naturale chiedersi: ma è possibile che la ditta affidataria non conoscesse la situazione? Se non la conosceva è assurdo e se la conosceva perché non ha valutato prima di comunicare ai cittadini le modalità? Ma ciò che scandalizza di più è: perché quando si è deciso di passare dal “porta a porta” a quello di “prossimità” nessuno ha avvisato la cittadinanza e nessuno ha chiarito dove e come interpretare il termine vago “prossimità”? “Metodo e chiarezza”, come è evidente, sono parametri sconosciuti!

Nel centro storico il servizio è partito a ridosso della data elettorale, sono passati cinque mesi, ma nessuno è stato capace di chiarire come va agita questa “prossimità”. Naturale che se nessuno lo chiarisce è inevitabile che ciascuno lo interpreti a modo proprio, molti se lo sono tradotti come “prossimità ai cassonetti”. La foto lo documenta!

La gente è incivile? Forse, ma sembra più giusto dire che è lasciata a brancolare nel buio e fa quello che sa fare.

Non è inutile aggiungere che sul depliant sono indicate modalità specifiche per la raccolta di elementi particolari, come ad esempio vetri e specchi rotti, ma la modalità indicata, ovvero il sistema mobile con il carrello a scomparti, in sosta in punti indicati, una volta la settimana, è stato presente solo un mese, poi è scomparso.

A quanto pare, la ditta è dotata di un solo mezzo mobile per la raccolta di rifiuti particolari e viene portato nelle zone dove il sistema di raccolta sta per avviarsi, adesso infatti pare sia presente nel quartiere Sorda. Insomma è come i cannoni di Mussolini, viene messo in mostra dove bisogna dimostrare che se ne è dotati, poi basta.

La conseguenza è che i più disciplinati (pochi) accumulano in casa sacchetti che non sanno dove portare, accumulano in attesa della comparsa dell’Arcangelo Gabriele che faccia l’annunciazione di condotta. L’altra parte (la maggioranza trasgressiva) pone ciò di cui si deve liberare accanto al cassonetto, o dentro uno qualsiasi di essi, ovviamente se vi trova spazio libero, altrimenti fuori, accanto.

E’ differenziata questa? No! Questo sistema è la mortificazione di chi, depliant alla mano, fa i compiti come scolaretto. Certo che poi s’imbufalisce nel vedere le cose mischiate, perché sa che basta un solo deposito improprio per rendere nullo il carico di un cassonetto, che, se inquinato da presenze improprie, viene rifiutato dalle ditte del riciclo e quindi viene destinato alla discarica.

I cittadini diligenti sono frustrati per gli sforzi vani, sono mortificati per l’assenza di decoro in cui versa la città, sono disgustati perché devono toccare i cassonetti sporchi, sono nauseati dagli afrori che sono costretti a respirare.

Quando poi si trovano a leggere comunicati del Sindaco che decanta la raggiunta percentuale del 22% si incazzano proprio, e meno male che in quelle circostanze non se lo trovano… in prossimità, perché piuttosto che alzare la voce potrebbero avere la tentazione di alzare le mani.

Il 23 agosto scorso, su iniziativa della minoranza è stato effettuato un consiglio comunale appositamente sul tema della raccolta differenziata, i consiglieri proponenti hanno illustrato le numerose criticità e hanno chiesto all’Amministrazione quesiti precisi e pertinenti: sia sul rispetto del contratto tra ente e ditta che prevede tagli economici per ogni inadempienza, e se queste superano una certa soglia la rescissione del contratto (condizione già presente secondo il parere dell’avvocato dell’ente).

Hanno chiesto lumi sulla mancata informazione ai cittadini, hanno chiesto il perché i cassonetti non vengono lavati, hanno chiesto il perché del non puntuale svuotamento, hanno chiesto l’aumento del numero dei cassonetti per la plastica dato che risultano insufficienti a contenere ciò che viene prodotto. Hanno altresì chiesto perché quando si è dimostrato difficile il porta a porta non si è fatto utile un passaggio in consiglio comunale.

Per non annoiare il lettore sintetizzo dicendo che la risposta del Sindaco è stata una non risposta, piuttosto uno slittamento sulle questioni determinanti. Basti citare che secondo lui l’informazione è stata fatta, sia presso le scuole che in alcune parrocchie, peccato che codesti luoghi escludano troppe persone, quelle che quotidianamente hanno l’incombenza del differenziare; peccato che tutto sia stato fatto quando era strumentale alla campagna elettorale e dopo sia cessato di colpo lasciando intere zone non toccate.

Dalla risposta si è potuto dedurre che per lui il lavoro di informazione è stato effettuato, quindi la situazione dovrebbe mutare per virtù dello Spirito Santo. Apprezzabile la sua fede, ma se vuole che la città esca dal degrado igienico in cui versa deve fare un altro piccolo sforzo, mandare un drappello di dipendenti comunali bene informati casa per casa, costoro dovranno informare non solo come si differenzia, ma dove bisogna conferire il rifiuto, dovranno chiarire a quelli del centro storico come intendere la “prossimità”. I residenti della centrale Via Garibaldi in assenza di guida e in assenza di sistema sanzionatorio hanno dismesso il mastello dell’indifferenziata, piuttosto collocano tutto ai piedi della scaletta che conduce al Duomo di S. Giorgio, dove salgono i turisti tappandosi il naso. Signor Sindaco, è una vergogna!

Un accenno va fatto alla patetica difesa dell’Amministrazione da parte di alcuni consiglieri della maggioranza. Costoro, dimostrando ignoranza imbarazzante, hanno creduto di censurare il senso delle criticità sottolineate affermando, senza alcun pudore, che piuttosto che lamentarsi bisognerebbe valutare l’impegno di questa Amministrazione che, a differenza delle precedenti, ha almeno fatto quando prima non si è fatto nulla. Cari consiglieri, quest’affermazione non è degna del ruolo che ricoprite, poiché dovreste sapere che le precedenti amministrazioni sono state bloccate dalla Regione tramite quel geniale marchingegno denominato “ATO ambiente”.

Dovreste sapere, voi che vi occupate della cosa pubblica, che solo la minaccia di commissariamento ricevuta dalla Regione ha portato all’abolizione di questo strumento bloccante. Informatevi prima di parlare, giusto per non fare cattiva figura!

Assai insoddisfacente è stato l’intervento dell’assessore al ramo, ma insopportabile è stato sentire definire “blitz” il lavoro di informazione che i consiglieri hanno effettuato presso l’ufficio ecologia. Insomma tutto ciò che mira a fare chiarezza per i cittadini irrita l’Amministrazione, i consiglieri vengono considerati intrusi, questa Amministrazione concepisce il proprio ruolo nell’accezione di proprietà. Potrebbero finire col ricredersi!

Carmela Giannì

Condividi!