lunedì, 17 dicembre 2018
DSC_8537

IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI RAGUSA CERTIFICA LA PERICOLOSITÀ DELL’IMMOBILE DI VIA NATALELLI

Print pagePDF pageEmail page

 

Ci sono voluti quasi cinque anni perché dai vertici del Tribunale di Ragusa arrivasse una voce autorevole a confermare quanto era, praticamente, noto a tutti: l’immobile di Via Natalelli che ospita gli uffici giudiziari presenta criticità strutturali. Insomma, non è sicuro. Era il 3 ottobre del 2013 quando veniva firmata una nota dal Presidente e dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa trasmessa anche al Prefetto del tempo. Nel documento, dopo il richiamo alle relazioni del responsabile del servizio di protezione e prevenzione del luglio 2010, veniva sollecitata, con la massima urgenza, l’esecuzione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria nel Palazzo di Giustizia di Via Natalelli. E, sempre nell’ottobre 2013, il responsabile del servizio affermava che “la struttura nel suo complesso presenta criticità strutturali”.

A distanza di cinque anni, nel breve volgere di 72 ore, tra il primo e il 3 ottobre, arrivano tre decisioni che certificano, finalmente, quanto asserito da avvocati, organi di stampa, Genio Civile e, non ultimo, il Comitato Pro Tribunale di Modica. Le prime due riguardano gli incarichi conferiti dal Comune di Ragusa per indagini tecniche nel palazzo di Via Natalelli e nell’edificio dell’ex Palazzo Ina. Il tutto a distanza di poche ore dalla lettera con la quale il Comitato Pro Tribunale di Modica chiedeva al prefetto un incontro per approfondire il problema della vulnerabilità sismica del Tribunale di Ragusa.

Poi, una circolare, firmata dal presidente del Tribunale di Ragusa, Biagio Insacco, e inviata all’Ordine degli avvocati di Ragusa: i fascicoli processuali definiti da tre anni possono essere ritirati dagli interessati, senza spese, fino al 15 ottobre prossimo. Dal 16 ottobre – afferma la nota del presidente del Tribunale di Ragusa -verrà attivata la cosiddetta procedura di scarto. Questo – dice Insacco – allo scopo di far fronte alla “grave carenza di spazi da utilizzare per gli archivi presso le sedi del nostro ufficio e ai problemi di staticità degli edifici adibiti a sedi giudiziari”.

Un’ammissione di colpa, quasi una confessione. Ma, anche, più semplicemente, un dato di fatto. Più volte confortato da documenti di natura tecnica. E, adesso, controfirmato pure dal “padrone di casa”.

Concetto Iozzia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi!