lunedì, 17 dicembre 2018
ff09b6ef-27cd-4a38-9bb5-37b1839816b6

QUANDO SI DICE LE SPOGLIE…

Print pagePDF pageEmail page

Che tristezza attraversare il Corso Umberto e vedere la piazza spoglia anche se piena di giovani in musica e in festa. Denudata delle sue alte palme, ne sono rimaste due su sette, le altre cinque sono rase al suolo.

E che angoscia arrivare al Monumento del Milite Ignoto e rendesi conto che, su quattro delle alte palme attorno alla memoria, ne sono rimasti solamente tre scheletri anche qui, una rasa completamente al suolo e il Milite al centro di un paese che pare piano piano spegnersi, tanto è stato denudato il suo centro storico.

E proprio durante questo giorno, sabato 17 novembre 2018, l’ultima palma ha avuto la sua fine. Una triste fine, ma era prevedibile, perché il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) è riuscito a distruggere le nostre palme indisturbato.

Lo so benissimo che è difficile individuarne la presenza: le larve del punteruolo rosso agiscono infatti dall’interno mangiando e succhiando la parte vitale della palma. Ma proprio per questo è importante agire in maniera tempestiva, prima che la pianta sia totalmente infestata, e soprattutto proteggere le nostre palme con la prevenzione anziché aspettare e poi rasarle fino a toccare il suolo.
Ribadisco, lo so perfettamente (perché ho studiato e mi sono informata) che il punteruolo rosso non è facile da individuare in quanto i danni provocati dalle larve sono visibili solo a danno avvenuto: le uova vengono depositate di solito nelle parti più giovani della pianta, è consigliabile quindi ispezionare quelle parti per identificarne la presenza o meno. Ogni femmina depone dalle dieci alle cento uova per volta: una volta schiuse, le larve si dirigono direttamente verso l’interno della pianta scavando delle vere e proprie gallerie. Ma per chi è del mestiere e lo pratica come lavoro nel nostro Comune o in qualsiasi altro luogo, riconoscere le larve dovrebbe essere semplice: sono biancastre, non hanno zampe ma hanno ben sviluppato l’apparato masticatore. Inoltre, un modo per capirne la presenza, è avvicinarsi alla pianta: se il punteruolo rosso è in azione, si dovrebbe sentire un rosicchiamento di legno. Se non si interviene in tempo il punteruolo non abbandona la pianta fino a quando non ha più niente da mangiare. E penso che noi tutti modicani abbiamo assistito allo scempio senza neppure rendercene conto, ma noi, io anche, siamo incompetenti. E gli altri? I competenti, dico!

La prevenzione è spesso l’unico modo che abbiamo per salvare le nostre palme dal punteruolo rosso, ma a Modica esiste la prevenzione o tutto si fa e si sa solo a fatto compiuto?

Sarebbe semplice se si agisse con rispetto e con amore, soprattutto se ci si ritrova ad essere dipendenti comunali e cioè lavorare per il proprio paese e per i propri concittadini, ma lavorare veramente e non solo per ricevere lo stipendio (anche se, effettivamente, in alcuni casi questo non arriva mai…) in qualsiasi settore ci si trovi, dovrebbe significare ringraziare il Comune e Dio per ogni giorno di lavoro e di manodopera data.

Non voglio allargare il discorso, parlo adesso semplicemente di uno o di più potatori o giardinieri che, in questo caso, dovrebbero curare con amore e controllare le piante sia sane che infette, più volte durante l’anno, eseguire la potatura coprendo le parti scoperte con del mastice che svolga anche una funzione insetticida e fungicida, utilizzare l’endoterapia anche per la prevenzione, evitando così che il fitosanitario si disperda nell’aria. Prevenire, inoltre, significa anche piantare solo esemplari di palme certificati (ma questo dovrebbe essere un atto dovuto dall’amministrazione comunale tutta), esenti quindi dal punteruolo rosso. Curare e mantenere in salute, evitando lesione del tronco, delle foglie e di tutte le palme e le piante in generale. Eliminare poi, sempre, con cura tutte le parti potate.

La cura, è una forma di prevenzione che serve per salvaguardare in modo naturale l’ambiente, le piante, gli animali e noi uomini, sin dalla nascita.

E qui mi chiedo, perché, dopo tanto perire, l’ultima palma è stata rasata e lasciata scheletrica, insieme alle altre, accanto al Milite Ignoto che, a guardarlo, l’ho visto spogliato dal calore che tra le palme infondeva al paese. Perché questo brutto evento mi ha trasmesso tanta tristezza?

Tristezza che mi ha fatto provare un senso di ripulsa per l’evento che nella domenica 18 novembre si teneva invece presso l’area attrezzata Padre Basile di Via Fontana, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, e cioè l’iniziativa “Alberi per il futuro”, promossa dal Ministero dell’Ambiente e rivolta a tutti i Comuni d’Italia, senza bandiere politiche, con lo scopo di favorire la forestazione urbana e, per questo, mettendo a dimora migliaia di alberi ed arbusti per prevenire il dissesto idrogeologico e migliorare la qualità della vita.

Ero stata invitata a questo evento ma non ho avuto il coraggio di andare, mi sarei sentita un’ipocrita.

Perché? Perché forse alcuni Comuni non portano davvero nessuna bandiera ma Modica, a mio parere, una bandiera la porta davvero: è la bandiera della superficialità che, unita alle menzogne, diventa una bandiera malata, attaccata da tutti i fronti da un punteruolo rosso tanto invisibile quanto invadente.

Gli alberi si possono e si devono piantare nel nostro paese, per noi che ci viviamo, per chi grazie a loro ha un lavoro, per il nostro stare bene dentro al paese, ma non piantiamoli solo per metterci in prima linea sempre, noi non siamo ancora gli ignoti che guardano solo all’ignoto e sappiamo bene che prima di piantare un albero dobbiamo pensare a come curarlo.

Sofia Ruta

46405290_1108468075995500_4269537919921815552_n

Condividi!