lunedì, 17 dicembre 2018
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LA TALPA ONORA IL SUO QUARTO DI SECOLO

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38287094-3141-4ba1-9d26-3cdab42d46b0La libreria La Talpa, col patrocinio del Comune di Modica, in occasione del suo 25° anno di attività, organizza, in collaborazione con “Paesaggio Barocco – Enoteca Cioccolateria – “Sotto S. Pietro”, un ciclo di incontri con i cittadini, denominati “Appuntamenti del giovedì”. Gli incontri, in tutto 5, si terranno presso i locali della Società Operaia di Mutuo Soccorso in Corso Umberto, 157. Diciamo che la libreria e il suo speciale titolare attraversano la strada e si collocano dai dirimpettai.

I cinque appuntamenti avvengono con altrettanti autori che presentano le loro ultime pubblicazioni.

Tramite i temi scelti si spazia tra la cronaca del nostro tempo, le donne esemplari che hanno fatto la storia, l’archeologia, le tradizioni siciliane.

Le date degli appuntamenti si snodano dalla metà di novembre. Il primo è stato il 15 con Giuseppe Costanza che ha presentato “Stato di Abbandono”. Giuseppe Costanza è stato autista e uomo di fiducia del giudice Giovanni Falcone dall’84 al 1992 fino al momento del tragico episodio che costò la vita al giudice, alla moglie e ai tre agenti di scorta (Schifani, Dicillo, Montinaro).

Costanza viaggiava a bordo della croma guidata da Falcone, ma sopravvisse miracolosamente. La sua testimonianza è stata raccolta da Riccardo Tassarini nel testo biografico che è risultato finalista al “premio letterario giornalistico Piersanti Mattarella”, assegnato il 20 novembre a Palermo.

L’opera narra dei momenti di vita vissuta accanto a Falcone affrontando la paura a viso aperto, ma anche del dramma personale sofferto dopo l’attentato in quanto dipendente civile del Ministero della Giustizia: da “uomo scomodo” non solo non si è visto riconoscere il ruolo di servitore dello Stato, ma ha dovuto subire anche l’indifferenza  e le umiliazioni della burocrazia,  delle istituzioni e dei media, come se l’essere sopravvissuto non facesse di lui una vittima ma addirittura un colpevole. Costanza durante la presentazione ha illustrato tutte le contraddizioni della vicenda e con grande trasporto ha reso onore all’eroe Falcone.

Il secondo appuntamento è stato il 22 con Vittoria de Marco Veneziani, che ha presentato “Vivian, Maxima e le altre Donne” edito da ERGA. L’opera è la raccolta di 33 donne fuori dal comune che hanno aperto la strada all’eccellenza femminile e nasce dal desiderio dell’Autrice di rendere omaggio e restituire dignità alla loro memoria attraverso una silloge di brevi profili biografici a  donne che hanno fatto la storia, ma che la storia ha posto nell’oblio perché appartenenti all’universo femminile. La galleria di ritratti elencati dalla de Marco Veneziano spazia nell’arco di un millennio (1050-2018).

Seguirà, il 29 novembre, Sebastiano Tusa che presenta “Sicilia Archeologica”; poi, il 6, Vincenzo Jannuzzi col suo “Cucina Siciliana”. Concluderà la serie d’incontri Massimo Cultraro, il 13, con la presentazione di “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia”.

il programma è vario, ben dosato, rilevante nell’offerta che propone, è una vera festa, dei libri naturalmente!

La locandina che annuncia gli eventi, spiritosa e ammiccante, disegnata da Gianni Franceschina, raffigura un buffo personaggio in cammino, con un cappello in testa, un piccone sulle spalle e una lanterna in mano e sul naso un paio di grossi occhiali che lasciano intravvedere occhi curiosi che guardano lateralmente, chissà, forse un po’ noi che alla Talpa andiamo non solo per prendere dei libri, ma anche per ritrovarci.

Gli occhiali comunque alludono a quelli di Francesco Trombadore, il nostro libraio, non un semplice venditore di libri, ma un libraio, cioè colui che i libri li conosce perché li legge, il libraio che accoglie, che consiglia perché conosce il suo pubblico come conosce i libri.

A lui, a Francesco, ci si affida quando si è incerti sulla scelta, a lui si ricorre quando si cerca un libro speciale, da lui ci si consiglia quando il libro è oggetto di regalo, a lui ci si affida quando, dopo avere letto un libro che ci ha raggiunti nel profondo dell’anima, si ritorna per scambiare effetto, emozioni e considerazioni. Lui, Francesco, sa ascoltare, interloquire, raccogliere considerazioni e restituirne altre, le sue, considerazioni che ampliano, arricchiscono quelle esposte da noi “libridinosi”, e allora dalla libreria diventa difficile staccarsi, perché il calore avvolge, l’animo si arricchisce, il corpo si carica di energia, il tempo si ferma, la dimensione del quotidiano arretra.

Dimorare in libreria, a La Talpa, è come stare in un salotto buono, un salotto dove si riceve, dove la gente che entra è varia, la conversazione si snoda in libertà ma sempre sui valori, sempre su toni alti, sempre declinata sull’esistenza, sulla bellezza del pensare e del conversare.

A La Talpa non si va solo per procurarsi un libro, si va per dare voce ai desideri, i libri vengono dopo, in genere si ordinano, lì si consegna il desiderio di leggere un libro che spesso non si trova sullo scaffale, ma si trova Francesco che annota a penna su un foglio volante il nostro desiderio, si prenota e si attende, e il desiderio rimane, lievita giorni, a volte settimane, si teme anche che il foglietto volante sia andato disperso, invece no, il libro arriva sempre, e quando finalmente arriva ti fa brillare gli occhi, allora Francesco lo prende, vi infila dentro un segnalibri, lo fa sprofondare in un sacchetto e lo consegna come un pacco dono!

A La Talpa si ricevono doni, perché i libri sono da lui, da Francesco, e da noi che frequentiamo il luogo, considerati preziosi doni, doni di tempo, doni di pensieri, doni di sapere, doni di metodo, di riflessione, doni che alimentano l’esistenza.

Il dono succede anche quando il libro letto ci delude, succede a volte, allora le delusioni si riportano a La Talpa e diventano considerazioni, diventano un processo al tempo che viviamo, alla fragilità umana, alla vanità da cui ci si lascia rapire, un processo alla società che muta senza evolversi, che arretra e che tradisce ciò che afferma. Succede che dalla critica ad un testo le considerazioni declinano sulla politica, sulla società, sulla mondialità, sul veleno che corrode le coscienze.

Ecco perché venticinque anni di attività de La Talpa sono un avvenimento da festeggiare, perché sono una tappa collettiva, i venticinque anni diventano un’occasione per ricevere nuovi amici, gli autori, perché il salotto va aperto anche a coloro che sono di passaggio, a coloro che non fanno parte della quotidianità degli incontri di questo circolo di amici che in occasione della festa entrano in fibrillazione per esserci, per non perdere neanche una goccia di quel profumo che ogni libro reca.

Carmela Giannì

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