giovedì, 20 giugno 2019
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WEST SIDE STORY APPRODA A MODICA

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Per due serate consecutive (14 e il 15 dicembre) al Teatro Garibaldi è andato in scena uno spettacolo di danza, il balletto “West side story” allestito ed eseguito da K-ARTS, ovvero l’Università della Danza di Seul diretta da SunHee Kim.

Il ponte tra l’Università della Danza di Seul e Modica è il “Centro Internazionale di Danza” ovvero la scuola diretta dai Maestri Evegeni Stoyanov e Ornella Cicero.

Quello che l’Università della Danza Koreana fa a Modica è essenzialmente un regalo, nel senso che il governo coreano investe delle risorse economiche per la promozione della propria cultura in modo da diffonderla nel mondo.

Per il 2018 i beneficiari di codesta diffusione sono stati New York, dove è stato messo in scena un colossal con 80 ballerini che ha realizzato il sold out, e altra beneficiaria Modica.

Beneficiaria perché il corpo di ballo giunge nei luoghi di destinazione a spese proprie, i destinatari che ne beneficiano si fanno carico dell’accoglienza, per Modica se ne è fatto carico Il Centro Internazionale di Danza, il Comune non ha neanche presenziato alla rappresentazione, forse per l’imbarazzo di non aver contribuito all’accoglienza e, aggiungo io, perché il livello di qualità dello spettacolo non intercetta la sua capacità di valutazione.

Nonostante tutto, Modica merita e riceve riconoscimento; se l’Amministrazione non lo comprende non è un problema della città, ogni amministrazione è transitoria, mentre Modica, con le sue caratteristiche e qualità, è perenne.

Lo spettacolo andato in scena al Garibaldi è una creazione originale, una prima, con una sua denominazione “Love or hate it” ed è tratto e ricomposto dal noto musical “West Side Story”, liberamente ispirato a Romeo e Giulietta di W. Shakespeare, sulle musiche di Leonard Bernestein.

La creazione artistica per il balletto si muove rispettando il copione di Stephen Sondheim, che descrive il confronto/conflitto fra gruppi attraverso l’amore fra i nativi e gli immigrati del West Side di New York. La coreografia è stata adattata per rappresentare, attraverso la danza, la vicenda scritta negli anni 60 ma capace di parlare al tempo attuale.

La coreografia è stata curata da Juhyun Jo, i costumi da Bohwa Song. Il corpo di ballo è costituito dagli allievi dell’Università, ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni. La prima ballerina, dopo la performance di Modica e uno spettacolo successivo in Korea, lascerà la frequenza formativa presso l’Università perché ha già un contratto di lavoro al Boston Ballet, il suo percorso formativo lo ultimerà dando gli esami da esterna.

Del resto dei ballerini che si sono esibiti sul palcoscenico del Garibaldi va detto che quasi tutti sono già stati a Modica ospiti del Concorso Internazionale di Danza (IBC Sicilia) che annualmente i Maestri Stoyanov e Cicero organizzano, tutti felici di ritornare, tutti innamorati di Modica.

Lo spettacolo è stato di strabiliante qualità, il talento espressivo maturato da questi studenti è tale che anche a non avere mai sentito parlare della tragedia di Shakespeare, anche chi non avesse mai udito parlare di Bernstein, anche se si provenisse da un altro pianeta, il tema si svela in maniera lampante e tocca il cuore e la mente di qualsiasi essere sensiente. Strabiliante davvero! Nessun altro aggettivo basta.

Eccezionali nell’agilità, fuori dal comune nella espressività, sbalorditivi nel coordinamento unisono, insomma i ballerini hanno fatto sognare, commuovere, incantare!

La danza a questi livelli ingoia la musica e la esalta, assorbe colori e costumi e ne amplia gli effetti, ingloba effetti di luci e ne aumenta la potenza, mostra la potenza espressiva del corpo che sa farsi messaggio più penetrante, più completo, più sintetico, più fulmineo e più efficace del verbale.

La danza che si attesta su questi livelli è un’arte totipotente, è un distillato del genio umano, è un dono di Dio!

Carmela Giannì

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