giovedì, 20 giugno 2019
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BOTTI? NO, GRAZIE

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Eppure in molti paesi italiani, i botti sono stati vietati.

Non so a Modica, perché quei pochi che ho sentito sparare non li ho voluti nemmeno guardare dall’interno della vetrata. Nascosta come un cagnolino, nell’angolo più profondo della casa, ho solo pregato e sperato che nessuno si facesse male. La fortuna ci ha assistito, questa fortuna però non è per tutti:

Sono stati 216 i feriti in tutta Italia, 13 dei quali in gravi condizioni. Mani amputate, gambe flagellate, un razzo ha raggiunto il petto di una donna procurandole gravi problemi polmonari, uno scempio contato e uno scempio nascosto, ne sono certa, perché tanti non hanno neppure il coraggio di ammettere di essere stati incoscienti verso se stessi e magari verso i propri cari con l’irragionevolezza della coscienza. Si nascondono con vergogna e disamore e il prossimo anno, non contenti, continueranno ancora a sparare botti senza rispetto per nessuno, a comprare quelli a norma Cee e anche quelli non a norma, perché costano di meno, senza nessun senso di civiltà e di protezione per la vita.

E mentre ci lamentiamo e giudichiamo chi uccide per difendersi da uno stupro o da un ladro, non riusciamo a fermare l’incoscienza degli ignoranti. Ma forse un motivo c’è ed è come quello di tutti i vizi che abbiamo e che paghiamo e strapaghiamo, grazie allo Stato che, non proibendoli, ci permette di perdere contro di lui, in partenza. Infatti, dai vizi, l’unico guadagno più grande, da decenni, appartiene proprio al nostro Stato. A noi che, ignorantemente corriamo appresso alla fortuna solo per apparire migliori l’uno dell’altro, costa caro: la vita, un braccio, una mano, un giovane viso sfigurato, una disabilità che ci rende inutili e imperfetti e deboli davanti ai nostri diritti che perdiamo ogni giorno di più.

Se solo pensassimo veramente che, in un attimo di superficialità, attentiamo alla nostra e alla vita altrui, forse diventeremmo tutti più consapevoli del suo vero senso, quello di vivere proteggendo noi stessi e soprattutto chi ci sta accanto, senza nessuna gara, senza nessun botto che, oltre a farci diventare disabili e ignoranti, ci rende tutti più inutili e cattivi proprio allo scoccare della mezzanotte, senza riuscire neppure a festeggiare il nuovo anno che, in questo modo, sarà la continuazione di quelli passati.

Imparare a guardare al futuro con gesti semplici e umanitari, senza vizi ma con qualche virtù, sarebbe il più bel regalo che potremmo indossare senza vergogna e senza paura, saremmo veramente “un botto” di forza.

Sofia Ruta

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