giovedì, 20 giugno 2019
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LA DIFFERENZIATA FA LA DIFFERENZA

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85ffe722-8b7e-4ac0-b3fc-4e880f04f287Il sindaco la vuole fare, anzi la fa già… differenziata! Da una parte la pipì, dall’altra la popò. Non nello stesso vaso, gli odori sono diversi, anche se di puzza sempre si tratta. Ma c’è puzza e puzza. C’è la puzza sotto il naso e c’è quella dentro il vaso. La prima distingue chi monta in alterigia, l’altra chi la fa e non la pigia… dentro. Basta con la celia, bisogna farla seria.

A Modica non vedrete più spazzini; in città non si scopa più, ci ha detto l’assessore. E perché? Le donne la portano fuori sempre, e la danno… ma fanno la differenza. All’assessore, no. La buttano non più nei cassonetti sulla strada e lungo i marciapiedi, ma la danno direttamente da casa, esponendola fuori, agli operatori ecologici che la mettono proprio nel mezzo (ora sono motorizzati!), badando a non sversarla a destra e a manca… lungo il tragitto e poi, se tutto va bene, la scaricano nella discarica, quando c’è.

Se ci avete fatto caso in città, ma solo in alcune strade, gira un mezzo speciale, tutto verde, è “green. Sulle fiancate si legge, provo a ricordare, la scritta: SONO VERDE – AMO LA MIA CITTA’- FACCIO LA DIFFERENZIATA – Alla guida c’è un pilota esperto che, facendo muovere, anche sotto il bordo dei marciapiedi (quando ci sono), il mezzo armato di due spazzoloni rotanti, spazza ogni rifiuto urbano, ma le auto in sosta no, quelle le risparmia.

I grossi, ingombranti cassoni, verdi ma maleodoranti, sono stati rimossi dai margini delle strade, al loro posto hanno fatto la loro comparsa i “carrellati”. Ogni condominio che si rispetti ha i suoi carrellati per la raccolta differenziata e, per differenziarli dagli altri condomìni, li hanno a loro volta differenziati attaccandoci sopra, sulla faccia a vista, un foglio di carta con il nome del condominio. Ci sono i carrellati gialli, quelli blu, quelli verdi, quelli color marrone e quelli…, con sopra scritto in bella evidenza: Plastica e lattine – Indifferenziata/rifiuti non riciclabili – Carta e cartone – Organico.

Imparate gente, si chiamano carrellati! A quelli e a quelle che vivono in case singole danno invece, in dotazione i mastelli. Imparate anche questa parola; avere a che fare con la differenziata può essere anche un’occasione per imparare ad arricchire il nostro lessico di lingua italiana. La nostra spazzatura, quella mothicana (di pura razza italica), dove pensate che la buttino, dopo averla fatta? Ma nel secchio, voglio dire nel mastello; s’intende! La fanno infatti (quelli che la fanno)… differenziata; così  i cittadini consumatori (se sanno leggere… però)  non possono sbagliare: dai mastelli viene scaricata poi nei carrellati che sono differenti nel colore, proprio per aiutarci a fare… la differenziata. Più sostegno di così! Il sostegno non si nega a nessuno, neppure ai disabili, a scuola. Non sempre però. Ecco un’altra maniera di fare la differenziata

Ma la fanno tutti la differenziata? Direi di no, e non solo per colpa del cittadino consumatore, ma direi anche, se non soprattutto, del disservizio degli operatori ecologici che non passano regolarmente con i mezzi della Ditta IGM a ritirare la spazzatura, perché sempre spazzatura è, anche se… differenziata; e resta giorni e giorni nei carrellati e fuori, perché intanto, ognuno a casa sua (ma non solo), continua a scopare, e la spazzatura cresce. Qualcuno però continua a farla come ha fatto sempre, cioè indifferenziata; ci prova a fare l’indifferente, ci tiene a fare la persona seria; volendo dare l’impressione che non ci fa caso, fa appunto l’indifferente. C’è differenza anche nei giorni comandati e dedicati alla raccolta della spazzatura differenziata. Il lunedì questa, il martedì quest’altra, il mercoledì quell’altra… fino a sabato. La domenica è del Signore e allora la spazzatura differenziata non va… in chiesa, resta a casa vostra, nei mastelli. Infine, volendo essere collaboratori di differenziata, potete sponte vostra portarla voi nei posti dedicati al ritiro, dislocati a Modica Alta, a Modica Bassa, alla Sorda, a Gianforma, a Marina di Modica, ecc. nelle giornate stabilite, negli orari stabiliti, in punti precisi e specifici, dove vi aspetta un operatore ecologico che ve la pesa; ma dovete ricordare di portare con voi la tessera sanitaria e consegnarla all’operatore, sì proprio la tessera sanitaria, e se il sacchetto di plastica trasparente (deve essere trasparente, perché dentro potrebbe esserci… il morto) pesa abbastanza con dentro la vostra roba spazzata, ci trovate una certa convenienza, perché è stato “promesso” dall’Amministrazione che alla fine dell’anno la raccolta punti assicura in premio… una riduzione dell’importo della TARI. Alla fine ve la mettono lo stesso, la Tari, ma ridotta… in percentuale, a seconda della differenziata che vi è stata pesata: carta e cartoni, vetro, plastiche varie.

Ma i piatti rotti, quelli di ceramica s’intende, dove vanno a finire? Perché di piatti se ne rompono tutti i giorni in ogni casa, non tanti, ma se ne rompono. Io, ad es. ce li ho tutti… rotti, o quasi, quelli di ceramica. E infatti mi tocca comprare quelli di plastica (sì proprio quelli di plastica), che poi vanno a finire nella spazzatura differenziata, non prima di averli però ben nettati e sciacquati sotto il rubinetto del lavabo di cucina.

Per concludere sulla differenziata:

Concittadini e concittadine, cominciate a rassegnarvi: sarete coperti e seppelliti (quelli che resterete… in vita) da montagne di spazzatura. Questo è il risultato della società dei consumi.

Ma non ci avevano detto che la nostra città, per deliberazione unanime del civico consesso, voleva diventare ed essere riconosciuta “plastic-free”?

             Passate le feste, gabbato lo santo! *

Il seguito alla prossima. Quando? non lo so.

                                                                                            L’apprendista di differenziata

*nota: il detto pare voglia significare che le responsabilità assunte in situazioni gravi o solenni (come in seno al civico consesso) sono spesso dimenticate, appena si è tornati al solito tran-tran.

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