giovedì, 20 giugno 2019
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EPIFANIA DEL NUOVO ANNO

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“Svincolandosi da un significato strettamente religioso, l’epifania passa ad essere una generica rivelazione. Si tratta di un significato reso celebre da Joyce nella sua raccolta di racconti Dubliners: in questi, capita che un’esperienza, una situazione o l’osservazione di un particolare porti un personaggio a una profonda riconsiderazione di sé e della sua vita – una realizzazione improvvisa. Così si può parlare dell’epifania sulla propria salute schiusa da una malattia, dell’epifania che ci fa comprendere le ragioni di un comportamento, del libro che ci suscita un’epifania sull’importanza della bellezza: una sorta di illuminazione, qualcosa che, come ci ricorda l’etimo, ci appare dall’alto.”
(https://unaparolaalgiorno.it/significato/E/epifania)

E così un altr’anno è finito.

Come tanti altri prima di lui è stato ricco di eventi: quelli che si ricordano più facilmente sono, ovviamente, quelli più brutti. Tra attentati di integralisti islamici, sparatorie nelle scuole, africani annegati, disastri aerei e ferroviari, uxoricidi e stupri, scandali di ogni tipo, truffe e speculazioni bancarottiere, verso la fine il 2018 ha brillato, almeno nel nostro paese, per aver distratto l’attenzione del popolo dalla cronaca di quel verminaio che è diventata la vita politica italiana tramite eventi naturali potenzialmente catastrofici.

L’Etna ha recitato la sua bella parte con una vistosa eruzione che ha interessato diverse bocche, anche a quote basse, che continuano ancora a fumare. Come nel 1990, anno del terremoto avvenuto il 13 dicembre, e perciò ricordato come “terremoto di Santa Lucia”, quest’anno è stato Santo Stefano ad appropriarsi di un sisma, fortunatamente senza vittime.

Un effetto collaterale di quest’ultimo evento è che, finalmente dopo decenni di incertezze, è stato risolto il dilemma morettiano: “La Nutella è di destra o di sinistra?”

Nella foga esibizionista che ha travolto anche i più alti gradi del potere mondiale a suon di cinguettii e di autoritratti consentiti dalle moderne tecnologie, il selfie del ministro dell’Interno che azzanna una fetta di pane e Nutella la mattina del 26 dicembre, mentre già erano partiti i primi soccorsi agli scampati dai crolli di Fleri e Zafferana, ha spiacevolmente sorpreso per la sua mancanza di tatto la platea dei social e scatenato l’ira degli odiatori viscerali, i cosiddetti “leoni da tastiera”.

Matteo Salvini si è scusato, dicendo che quella sua ennesima immagine casalinga da italiano medio era precedente all’arrivo della notizia della catastrofe in corso… insomma, un altro caso di “a mia insaputa”! Ma tant’è: la Nutella è leghista, sovranista, antieuropea e razzista!

Se poi sia di destra o di sinistra non ha più importanza, è una classificazione che da tempo ha perso ogni sentore di appartenenza ideologica, dal momento che il PD, zombie del PCI, si appatta senza vergogna con la mummia di Arcore in un vortice di intrecci di interessi di casta di netta matrice neo-democristiana.

Il popolo italiano, almeno quella parte che ancora va a votare, esprime ormai solo la speranza in un cambiamento di rotta col cosiddetto “voto di protesta”, che è un voto ondivago, da Renzi a Di Maio e, probabilmente adesso, a Salvini, ma è una protesta inane, imbelle, sfigata.

La Francia è messa a ferro e fuoco dai gilet jaune, movimento di protesta a caratura nazionale, perché la Francia è, prima di tutto, una nazione compatta e convinta della sua grandezza, che quando fa una rivoluzione, nel bene e nel male, la fa sul serio.

Il Regno Unito rischia di disunirsi a causa della Brexit, la Germania sta perdendo la sua solida, tosta, Mutti Angela, gli USA sono messi ogni giorno sotto scacco dalle follie e dalle menzogne di Trump, il piccolo zar figlio del KGB è l’uomo più ricco del mondo, in soldi e in potere, e lo fa pericolosamente pesare… insomma, non c’è un angolo del pianeta dove si possa dire hic manebimus optime.

Inutile sperare che il nuovo anno possa portare chissà che novità positive: andrà di lusso se non scoppierà una terza, ultima e definitiva, guerra mondiale, visto che i conflitti economici in corso sono già da tempo una realtà globale perniciosa e foriera di altri danni per la gente comune.

Una cosa sola si può chiedere sommessamente al neonato 2019 nel giorno dell’Epifania: illumina con la rivelazione della verità l’umanità e aiutala a cercare, e trovare, il modo perché ognuno possa restare a vivere in modo soddisfacente sul proprio suolo natio, e desiderare di espatriare solo per viaggi di piacere, per conoscere genti e paesi diversi, arte e cultura, natura e bellezza.

Tutti dovrebbero poter esercitare il diritto di vivere come e dove si vuole, ma per libera scelta, non spinti dai quattro cavalieri dell’Apocalisse: guerra, fame, menzogna, morte.

Si sente dire sempre più spesso, e sovente da gente infastidita dalla presenza di stranieri, “aiutiamoli a casa loro”. Giusto, ma come?

Per prima cosa occorre incentivare la reciproca conoscenza, mettendo a confronto le diverse culture, conservando per esse il massimo rispetto ed evitando la prevaricazione dell’una sull’altra.

Per secoli si è fatto proselitismo religioso coatto, e nel nome di Dio sono stati sterminati milioni di persone e sono state perpetrate le peggiori ruberie: è ora di finirla. La superiorità di una “razza” sull’altra è una baggianata, nessuno è migliore in senso assoluto. Se è vero che non siamo tutti uguali, impariamo a collaborare mettendo in comune le nostre doti caratteristiche culturalmente maturate nei secoli. Impariamo a riconoscere il valore dell’altro, senza invidia e senza svilirlo con goffi tentativi di imitazione, cosa che è purtroppo frequente nella nostra realtà modicana.

Sarebbe tempo di restituire il maltolto a chi ha subìto il colonialismo predatorio europeo ed a chi continua a subire le vessazioni delle multinazionali che sfruttano senza pietà uomini e risorse. Non ci si può lamentare se una parte di queste persone che abbiamo reso schiave e miserabili, vengono illuse dal miraggio del benessere e si gettano nella disperata impresa di raggiungerlo con viaggi terrificanti, che si concludono troppo spesso in detenzioni mostruose o in naufragi mortali.

Per stroncare l’odioso mercato di uomini, donne e bambini non servono arresti di scafisti, confisca di barche e gommoni, chiusura dei porti e respingimenti: questi sono solo palliativi.  Bisogna affondare la lama nel nodo degli inconfessabili interessi che legano i mercanti di schiavi ai tycoon della finanza, estirpare il vergognoso business dell’accoglienza dalle mani della malavita che svilisce la preziosa opera umanitaria di tanti volontari.

Non illudiamoci: la fuga dei cervelli e l’esodo a cui sono costretti i nostri figli, per l’incapacità della classe politica di difendere il loro diritto a vivere del frutto dei propri studi e del proprio lavoro equamente retribuito, fa parte del medesimo disegno.

Aiutiamo i nostri figli a casa nostra, restituiamo loro la certezza di potersi costruire un futuro, di avere un tetto sotto cui far crescere nell’amore e nella serenità i nostri nipoti.

Queste semplici considerazioni derivano dalla vox populi. Siamo tutti stanchi della continua campagna di diffusione dell’odio, che fomenta ad arte il senso di insicurezza e di paura in cui vogliono farci vivere.

Caro anno nuovo, ce la farai a dare un segno di svolta? Riuscirà il popolo ad eleggere rappresentanti cerebralmente sani? Potremo tornare a confidare in una giustizia certa e veloce? Potremo andare in discoteca, allo stadio, al mercatino di Natale senza rischiare la pelle? Potremo dormire tranquilli senza dover tenere un revolver sotto il cuscino?

Con la complicità della Natura o per intervento degli Alieni, non importa come, dai il segno del non ritorno. Che sia un cataclisma le cui proporzioni convincano i potenti testoni che i mutamenti climatici indotti dall’uomo esistono, che sia un attentato che nel corso di un prossimo G20 cancelli d’un colpo i vertici del sistema, che finalmente scenda sulla Terra il Messia a portare saggezza: per carità, fai qualcosa!

lavinia dnp

 

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