domenica, 26 maggio 2019
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PRESSIONE EMOTIVA

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Donne, a poche ore dai festeggiamenti a noi dedicati, bontà nostra, ci viene riconosciuto con sentenza un diritto sconvolgente, insperato, e non ce n’eravamo accorte! Per la mia età non mi posso ritenere parte in causa, ma le mie coetanee ricorderanno quando, di punto in bianco, ci prendeva quella voglia incontenibile di far scomparire dalla faccia della terra il primo/a malcapitato/a, che ci veniva sotto tiro? Questo fenomeno si verificava dopo un periodo di umore nerissimo, in cui tutto sembrava insormontabile. Tutte occasioni preziose che abbiamo voluto sprecare solo per il timore di essere ritenute fuori di testa. Mentre, dall’altro canto, saremmo state confortate dal pensiero che non saremmo andate incontro a pesanti provvedimenti penali perché avremmo potuto dimostrare che i nostri reati sarebbero stati dettati da una potente scarica ormonale. Come la “pressione emotiva” a cui si sottopongono gli uomini e che, con tanto di sentenza, è stata loro riconosciuta!  Evviva ľ uguaglianza di genere! Però noi donne, in questo caso avremmo avuto una marcia in più: agli uomini dovrebbe succedere solo ogni tanto di essere gelosi, di nutrire i loro timori (essere abbandonato, perdere il suo potere, perdere la sua identità, bla…bla…bla), mentre, a noi donne, si sarebbe offerta ľ occasione puntualmente ogni 28 giorni.

I gazebo del PD, gli sproloqui che ne sono seguiti con il disseppellimento dei nuovi dinosauri, hanno messo in ombra la sensazionalità di un’altra notizia: quella riguardante la proposta della riapertura delle “case chiuse”, da parte del nostro folkloristico ex Caimano, a cui farebbe tanto bene, invece, metterci un po’ di buona volontà per tentare di raggiungere… quella quiete dei sensi, che si dice renda saggi, dimostrando così un po’ di quel buonsenso che lui pretenderebbe dalle nuove leve politiche e che lui non è stato in grado  di dimostrare nell’arco di un ventennio (guarda un po’, fu un ventennio anche quello fascista!).

M’era parso che la politica dovesse essere estremamente mobile… che si dovesse adattare alle nuove situazioni… Ma la nostra politica… quella che regge (ma non regge), dimostra di essere retrograda, nel senso che cammina all’indietro come il gambero. Solo che il gambero procede all’indietro per andare avanti, mentre da noi si procede all’indietro per tornare alle caverne. All’homo sapiens adesso non interessa più essere sapiens, ma liber. Gli istinti sono istinti… che possiamo farci? E ľ uomo vuole essere libero   di rendersi schiavo delle sue nuove schiavitù: guadagno, lavoro, social, droghe, sesso.

Tornando al nostro discorso: se siamo in un paese libero e democratico, tutti siamo liberi di fare le nostre scelte, quindi anche la donna può e deve essere libera di fare la scelta di prostituirsi, ma in questo caso il suo dovrà essere un lavoro rispettabile, remunerato, remunerativo e imponibile. E allora lì lo Stato può mettere il suo zampino fiscale.

Però, se un paese è veramente democratico ed è in grado di operare per migliorare la qualità della vita dei cittadini tutti, deve assolutamente mettere in atto tutte quelle strategie politiche, sociali, economiche, culturali possibili, affinché la donna sia pure libera dal non fare certe scelte perché costretta dalla necessità.

Giuseppina Partenza

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