lunedì, 18 marzo 2019
ottomarzo

DONNE DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI!

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Ci risiamo. È di nuovo l’8 marzo.

Per noi de La Pagina è una data importante: il direttore responsabile/fondatore è una donna, e la redazione è in gran parte femminile. Dopo 25 anni su carta, l’8 marzo del 2013 il giornale è tornato, sempre giallo, ma sulweb: alla faccia delle tariffe e delle lentezze postali!

Anche quest’anno non possiamo gioire per la “Festa della donna”, né tantomeno far passare questo giorno sotto silenzio. A costo di ripetizioni alla fine anche noiose, diciamo NO all’aspetto commerciale e godereccio della giornata delle donne. Svilire un’occasione di riflessione sulla condizione femminile con omaggi coatti da parte degli uomini o con imbarazzanti e volgarmente trasgressivi festini di sole donne ci sembra veramente umiliante.

Se mi maltratti tutti i giorni, mi disprezzi e ti permetti di alzare le mani, puoi regalarmi tutte le orchidee dell’Amazonia o i diamanti del Transvaal, ma sempre uno schifoso omuncolo rimani.

Se tutti i giorni subisci umiliazioni e maltrattamenti, se ingoi rospi e lacrime perché hai paura di perdere uno status sociale (e magari una carta di credito!), non illuderti di essere una donna libera e indipendente solo perché una sera all’anno ti dai alla pazza gioia con amiche scriteriate che affittano escort-boys spogliarellisti palestrati: nulla ti differenzia da un certo nonnetto di Arcore che ha fatto ridere tutto il mondo con le sue “cene eleganti” a cui partecipava la nipote (!) di Mubarak. Emulare comportamenti mutuati da subumani maschi non è la strada giusta che porta alla parità tra i sessi.

Praticamente ogni giorno arrivano notizie di donne ammazzate da mariti, fidanzati, compagni, ex amanti di ogni età e di ogni ceto, italiani e stranieri: non ci faremo mai l’abitudine anche se purtroppo sembra essere un fatto ricorrente. Però, proprio a ridosso dell’8 marzo, una sentenza del tribunale di Bologna, che in secondo grado di giudizio ha dimezzato la pena ad un assassino perché “emotivamente instabile”, travolto dalla gelosia, ci riporta indietro ad anni bui, quando lavare col sangue l’onore era quasi un obbligo per l’uomo che si presumeva tradito dalla “sua” donna!

Grazie a personaggi che avrebbero bisogno di farsi aiutare da uno bravo, come il senatore Pillon o il ministro per la famiglia Fontana, se non stiamo in campana ci potremmo trovare oltre che con la reintroduzione del delitto d’onore anche con quella della patria potestà e col diritto per i padri violenti di frequentare i figli anche contro la loro volontà. E poi, abolizione della legge 194 sull’aborto e introduzione di paletti contro il divorzio per farlo diventare sempre più costoso, e quindi inaccessibile alla gente comune. Ci aspettiamo anche il “matrimonio riparatore”, con buona pace di Franca Viola, eroica figlia di Sicilia.

Girano in questo periodo sui social network cose veramente orrende: un filmato raccapricciante dove si vede una ragazza indiana brutalmente picchiata da un gruppo di uomini e donne per motivi religiosi, ed infine arsa viva (!), e la storia mostruosa di una bambina argentina di 11 anni, violentata e messa incinta dal nonno, alla quale è stato negato l’aborto e che ha subito un parto cesareo per farle mettere al mondo un esserino di soli seicento grammi. Non ci sono parole.

Fortunatamente però alcune notizie ci lasciano intravvedere la luce della civiltà, e vengono proprio da donne.

La sedicenne svedese Greta Thunberg, faccino pulito e lunghe trecce, sta mettendo i potenti della terra davanti alle proprie responsabilità di distruttori del futuro dei giovani, con parole semplici ed impietose nella loro chiarezza. Sarà difficile non darle ascolto: in certi casi il messaggio amplificato dai social assume una virulenza del tutto positiva e, in prossimità di elezioni, non potrà essere ignorato da Trump, Putin, Xi Jinping e compagnia cantante.

Un’altra piacevole notizia viene da Giulia Bongiorno, avvocato di chiara fama ed attuale ministro per la Pubblica Amministrazione: dopo la scandalosa sentenza di Bologna ha riportato in vita la proposta di rendere obbligatoria per legge la perizia psico-attitudinale per i magistrati. È un’idea che sarebbe bene estendere ad altre categorie di operatori che hanno responsabilità e potere nei confronti della gente.

Un test del genere, unito a quello antidroga, dovrebbe essere reso obbligatorio anche per gli insegnanti, i puericultori, i poliziotti, i medici ospedalieri.

La Bongiorno, come tante altre donne che si professano di destra, ha opinioni che contrastano in maniera stridente con quanto vorrebbe attuare Pillon: ha contribuito in maniera sostanziale all’introduzione del reato distalkingnel Codice Penale, ha appoggiato la legge sulle unioni civili per le coppie omosessuali, è favorevole a provvedimenti specifici contro l’omofobia, ha presentato proposte di legge che introducano l’aggravante del femminicidio e, come delitto, il matrimonio per coercizione.  Ci chiediamo quale sia la misteriosa ragione per cui donne così, intelligenti, colte e ricche di buonsenso tanto da collaborare per il bene comune con altre donne schierate politicamente da tutt’altra parte, possano appoggiare Salvini…

Care amiche, il mondo ha bisogno di noi. Non aspettiamo più come manna dal cielo la concessione benevola del riconoscimento di qualche diritto finora conculcato!

Non deleghiamo il peso della lotta sulle sole spalle di alcune di noi: l’esempio di Malala Yousafzai, di Rigoberta Menchù, di Teresa di Calcutta, di Shirin Ebadi – tutte premi Nobel per la Pace – deve essere di sprone per tutte. Cominciamo ad operare all’interno del nostro mondo – famiglia, scuola, lavoro – e sperimentiamo la forza della collaborazione e della solidarietà.

Finiamola col pettegolezzo e con la denigrazione sistematica di nostre simili: mai più una donna dovrà essere capace di dire “se l’è cercata”!

Non permettiamo ai nostri compagni di vita di umiliarci e vilipenderci, specie davanti ai figli. Lasciamo ai padri l’interezza del ruolo paterno, senza gelosie e senza esercitare diritti di proprietà sui figli, specie in caso di separazione.

Aiutiamo figlie e figli a crescere stimandosi e volendosi bene: diventeranno cittadini del mondo migliori di noi.

C’è tanto lavoro da fare per arrivare a quella parità di diritti e di doveri alla quale abbiamo titolo nel rispetto della diversità dei generi: solo allora avremo modo di agire in totola nostra parte di altra metà del cielo.

Sarà dura, molto dura e ancora molto lunga, ma l’uscita della farfalla dalla crisalide, cominciata tanto tempo fa, non può essere fermata.

Parliamo, comunichiamo, uniamoci!

lavinia dnp

 

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