martedì, 16 luglio 2019
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TEMPO DI LEGGEREZZA?

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Tempo di mare e di sole, di vacanze e di leggerezza, di frenetici spostamenti dalla città alle località balneari, lidi che sembrano uscire di colpo dal lungo letargo invernale. Anche le nostre spiagge si sono animate in questi giorni e in particolare Marina di Modica è stata invasa dai modicani, e non solo, che anche quest’anno hanno scelto questa frazione di mare per trascorrere l’estate. Molti inaugurano lieti con i primi bagni la bella stagione, mentre schiamazzi e risate invadono le piccole vie della frazione, tutto sembra rinascere a Marina. I piccoli negozietti riaprono, i ristorantini e le pizzerie si preparano ad accontentare tanti nuovi palati, la piazza si colora e tutto riprende vita, in quella striscia blu di mare tutto sembra così festoso, così leggero, così vivo…

Ma ecco che nell’ultima domenica di giugno, verso mezzogiorno, all’orizzonte si intravede una piccola imbarcazione insolita; di domenica, tra le feste giulive dei giovani, nell’aria musica da intrattenimento, drink e risate, ecco che all’improvviso anch’io scorgo qualcosa. Mi guardo intorno e mi accorgo che parecchi hanno rivolto lo sguardo là in direzione di quella barca insolita, ed è come se trattenessero il fiato in attesa di qualcosa, in attesa di qualcuno che arrivi dal mare, ad un tratto avverto come la sensazione che tutti continuano le loro chiacchiere un po’ più preoccupati da quella presenza, e pare che con la coda dell’occhio cercano di seguire i movimenti di quel natante sospetto, di quell’imbarcazione non turistica di certo che sta transitando troppo vicino alle nostre coste, troppo vicino alle nostre belle vite…

Ma poi ecco che l’imbarcazione si allontana all’orizzonte, tra gli sguardi indispettiti e gli occhi indifferenti di chi in fondo sa cosa sta accadendo a poche miglia di distanza…

Tutti sappiamo che questo Mare Nostrumporta ben altro da pescare… Questo blu accecante di luce non genera solo frescura e sollievo, questo mare nostro è un ponte adesso, è un immenso varco per molte vite che si aggrappano a lui per rinascere da quel niente a cui sono state destinate, anime straziate da una vita di privazioni e guerra, persone che sperano di ritrovare un senso alla loro esistenza affrontando ogni attesa e agonia pur di cavalcare le onde di questo nostro mare blu di pace, di speranza, di vita.

Sono occhi come i nostri quelli che lo contemplano al di là delle onde, sicuramente occhi più stanchi ma certamente pieni di speranza e di coraggio.  E allora rispettiamolo questo nostro mare di sole e di vita, e magari durante le nostre vacanze interessiamoci di più a ciò che accade continuamente a poche miglia nautiche dalle nostre affollate bianche spiagge, magari potremmo capire meglio e renderci conto di quanta responsabilità tutti noi abbiamo in quello che succede ogni giorno in un luogo non molto lontano dalle nostre frenetiche esistenze… Concludo la mia riflessione con le parole di una grande donna che ha sofferto sulla sua pelle questa lama tagliente dell’indifferenza: “L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa, la democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi” (Liliana Segre).

Graziana Iurato

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