martedì, 16 luglio 2019
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“MUNNIZZA” OSPEDALIERA

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Che tra il comune di Modica e l’ospedale Maggiore non corra buon sangue, si era già visto nella gestione del parcheggio in terra battuta all’interno dell’ospedale, chiuso e mai riaperto da tre anni a questa parte. Inutili le pressioni del sindaco Abbate sulla sistemazione del parcheggio, ma nulla è cambiato.

Sono cambiati gli interlocutori, ossia i manager aziendali dell’ASP di Ragusa, tutti sordi alle richieste dell’ente municipale, oggi, con il nuovo manager, l’architetto Aliquò si riprova a risolvere gli attriti tra i due enti.

Ad aggravare la situazione, però, è la questione dei rifiuti prodotti dall’ospedale e non raccolti dal servizio IGM, che ha l’appalto della raccolta nel territorio modicano.

Causa del disservizio è nella mancata differenziazione dei rifiuti che si producono nei vari reparti, dall’umido dei residui di cibo dati ai ricoverati, alla carta degli uffici amministrativi, alla plastica e a quant’altro fino ai rifiuti speciali, tipici degli interventi di carattere sanitario, dalle fleboclisi fino alle garze delle operazioni. Conclusione, tutto in unico calderone nei sacchi senza logo dell’ASP, ossia anonimo. Sono pochi i reparti che si sono attivati nella raccolta differenziata, come il dipartimento di salute mentale con annessi bidoni tipici colorati della ditta IGM posti proprio a lato della struttura.

IGM, che ha raggiunto un buon risultato in città con oltre il 60% di raccolta differenziata, ponendo il nostro Comune tra i più attivi della Sicilia. Per questo la situazione dell’ospedale Maggiore stride con i buoni numeri del resto della cittadinanza ad onta del nosocomio che dovrebbe essere per destinazione l’avanguardia dell’igiene pubblica.

A questo punto è chiaro che qualcosa non funziona a livello di dirigenza dell’ospedale modicano, sarebbe sufficiente un ordine di servizio che dia direttive ai direttori di struttura in primis fino all’ultimo ausiliario di attivarsi per risolvere il problema. Nel caso in cui siano partiti gli ordini di servizio è necessario attivarsi perché siano rispettati e risolvere quei problemi di personale o di capacità nel caso in cui questi vengano meno.

Il risultato è sotto gli occhi e l’olfatto di chiunque si rechi nella parte interna dell’ospedale, dirimpetto alla sala mortuaria, con montagne di rifiuti (vedi foto) non raccolte, situazione che può portare ad una vera e propria bomba ecologica, con l’aggravante della calura estiva che tocca i 40 gradi.

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