domenica, 18 agosto 2019
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PROBLEMI OSPEDALIERI ESTIVI

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In questi giorni, oltre a tutto il peggio che brulica tra le strade di Modica e dei paesi limitrofi, e come pure in ogni strada italiana, dove il caldo afoso dell’estate ha preso le nostre menti rendendoci tutti irrispettosamente folli da causare miriadi di incidenti trasformati in stelle premature, si è aggiunta anche la mancanza di rispetto per chi ha bisogno di cure in ospedale.

Infatti, il 5 agosto, la notizia che ha fatto più scalpore è stata quella del reparto di chirurgia dell’ospedale Maggiore di Modica che, nelle ore notturne, a partire dalle ore 20,00, non effettuerà interventi di emergenza, per mancanza di personale medico (anche l’Ospedale Garibaldi di Catania ha lo stesso problema).

E’ nato così un botta e risposta fra politici, assessori regionali e direttori sanitari, più che un interessamento vero e proprio; tutto appare, come ormai ogni cosa che succede, una campagna elettorale che serve a chi più può mettere in cattiva luce l’altro.

Il problema più grande è proprio questo, un comune come Modica (come pure tutti i comuni della Sicilia e dell’Italia) dovrebbe essere in grado di elaborare progetti eloquenti per tutte le istituzioni sociali, regionali, sanitarie, senza distinzione di partito politico ma semplicemente distinguendo i migliori in ogni campo lavorativo e offrendo loro la possibilità di migliorare il nostro paese.

E’ arrivato il momento in cui la politica la smetta di mettersi al primo posto, usurpando posti di lavoro che spettano ai più meritevoli (in questo caso, giovani laureati in infermieristica o medicina di qualsiasi settore), che partono per studiare, vincono la loro partita migliore, ma se vogliono lavorare, devono restare fuori dal loro paese perché non hanno qualcuno che li raccomanda.

Bisogna fare piazza pulita di tutti quelli che sono stati piazzati dalla politica in ogni luogo per svolgere un ruolo competente senza essere stati scelti da una commissione e grazie alle proprie attitudini professionali.

Già, sin da piccola, i discorsi che ho sempre sentito sono stati questi: mio figlio lavora al Comune, è entrato come netturbino (magari gli è costato un suo voto e quelli di tutta la famiglia), perché con la terza media si può fare questo, ma fra 6 mesi lo metteranno in un ufficio, magari un ufficio dove si riscuotono tasse, o turistico, o culturale, e se c’è da lavorare col computer, nessun problema, ad ogni computer ce ne stanno almeno quattro di impiegati che si aiutano l’uno con l’altro (e quando, per caso, le scuole mandano i giovani studenti a fare stage al Comune, li tengono lontani da loro e li mandano al bar). Oppure: entro come bidella ma poi nel tempo divento insegnante. O ancora: entro come donna delle pulizie in ospedale e poi… Per carità, è un lavoro più che onesto, ma anche per questo ci vuole passione per farlo bene, se invece si aspetta di far parte di un laboratorio di analisi o lavorare dentro a un reparto ospedaliero sentendosi chiamare infermiere o dottore, lo si fa di malavoglia e, raggiunto lo scopo, si disprezza chi lo svolge onestamente e si ripudia di averlo mai fatto.

Ci vorrebbe, dunque, innanzitutto un censimento di tutti i nostri laureati che già lavorano fuori e sono altamente apprezzati nel loro lavoro che arricchiscono col loro sapere.

Ci vorrebbe un censimento delle università italiane e siciliane, entrare direttamente nei loro siti, cercare e farsi aiutare nel trovare giovani che si stanno laureando a pieni voti e già ricevono offerte di lavoro da parte delle università stesse o da grandi aziende che li aspettano a braccia aperte.

Ci vorrebbe un censimento nel cuore del nostro Comune, trovare una coscienza e dedicarla al futuro del nostro paese, mettendola in buone mani che di politica conoscano solo l’amore per lo studio di ogni cosa.

L’ospedale, le scuole, le istituzioni tutte, senza politica ma solo rispetto per ogni singolo cittadino, sono certa funzionerebbero molto meglio e guarderemmo al futuro del nostro paese con più amore.

Una cosa ancora… preghiamo tutti perché ciò accada davvero, altrimenti saremo i primi ad annegare nelle nostre stesse acque inquinate da tempo ormai, iniziamo a pulirle con coraggio e forza, usciamo dallo stagno e diventiamo fiume.

In men che non si dica il caso della chirurgia notturna è stato risolto lo stesso giorno grazie all’onorevole Orazio Ragusa che, dopo aver appreso le notizie riguardanti tale chiusura, ha trovato un punto d’intesa con il direttore generale dell’Asp, Angelo Aliquò, e con il direttore sanitario Raffaele Elia e due medici che si sono resi disponibili, uno per la chirurgia dell’ospedale di Ragusa e uno per quella di Vittoria. Anche per Modica pare che il problema sia superato. Staremo a vedere.

Sofia Ruta

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