lunedì, 16 settembre 2019
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FEMMINILE PLURALE, UN PUNTO DI VISTA DIVERSO

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Dal 21 al 26 agosto a Modica, organizzata dal “Centro Studi della Contea” presso la loro sede, bassi del Palazzo de Leva, è approdata la mostra d’arte di Fausta Cardilli, Krizia Galfo, Daniela Romagnoli, tre artiste di diverse età e con differenti background che intendono raccontare la loro visione e sensibilità attraverso la pittura ad olio, ovvero la tecnica che è forza, bellezza e rappresentativa, attuale ed antica, evocativa e realista.

Le autrici, pur agendo il canale della pittura ad olio, il più noto in assoluto, propongono con i loro dipinti un punto di vista diverso, un punto di vista colto con gli occhi di una donna.

E’ bastata un’occhiata sulle opere esposte per cogliere lo sguardo femminile sulla realtà del mondo, è apparso evidente immediatamente, già dalla visione dall’alto, mentre si discendeva la scaletta che conduce ai bassi del palazzo, i dammusi, nati granai, ma ora adibiti a luoghi di esposizione e di altre manifestazioni culturali.

Una volta giù, terminata la discesa, percorrendo con lo sguardo ciascuna delle opere esposte, al di la della diversità di stile delle tre espositrici, il filo rosso accomunante si è palesato evidente: l’umanità come soggetto.

L’umanità ora gioiosa e creativa, ora dolente, ora rabbiosa, ma sempre al centro, perché le donne la cura e l’attenzione per l’altro l’hanno sempre all’ordine del giorno, momento per momento della propria esistenza come una sorta di motivo dominante. Uno sguardo sull’anima di ogni singolo soggetto raffigurato, ogni soggetto ritratto una comunicazione di stato dell’anima.

Per il visitatore della mostra ogni quadro si dimostra essere un aggancio, una sorta di uncino invisibile che, impercettibilmente, gli trattiene l’anima, gli rallenta il respiro.

Un’esposizione impossibile da attraversare frettolosamente, perché ogni dipinto aggancia, trattiene, è come se richiedesse quell’amore che gli è stato negato, come se implorasse quella giustizia che solo la compassione può realizzare.

Questo prevale dagli sguardi e dalle espressioni di questi volti incorniciati: bisogno di essere visti, ma con lentezza, per ritagliare un frammento di relazione attenta e partecipe, come quella materna che ci accoglie alla nostra venuta al mondo.

Le tre artiste propongono un punto di vista che dice della essenzialità della differenza di genere, contributo assai prezioso in un’epoca sorda e distratta in cui ce n’è bisogno più che mai per ribaltare, e scardinare, la struttura di genere che si è sedimentata nei millenni e che ci ha proposto un solo modello, quello maschile, proponendocelo come universale quando in effetti è essenzialmente parziale.

La mostra è stata concepita sia come spazio di confronto, ma anche di incontro tra il tempo, il luogo, l’altro, gli oggetti e le emozioni, ed è dalla forza di questo incontro che nasce l’atto performativo di “real time composition” del danzatore Giacomo Galfo che prendendo ispirazione da eventi legati al territorio per la sua esibizione/improvvisazione di danza contemporanea che ha realizzato l’aspetto più innovativo e direi straordinario dell’evento. Questo magnifico artista, utilizzando il suo malleabile e prestante corpo, e una serie di teli di diverso colore (azzurro, rosso, nero e blu) ha saputo interpretare ora la Madonna prostrata per il dolore del figlio crocifisso, ora il Cristo in croce che, esausto, si lascia cadere esanime, straordinario interprete, capace di regalare suggestioni fortissime, a tratti sconvolgenti.

Il danzatore Giacomo Galfo si è ispirato all’evento del luogo per eccellenza, la “Madonna vasa vasa” evento della nostra tradizione territoriale, filmato, proiettato ed illustrato dalla talentuosa regista Alessia Scarso.

Insomma, l’evento ha avuto un solo neo, è durato pochissimo, meritava di essere visto da un pubblico più vasto, anche se nella serata d’inaugurazione i locali del Palazzo de Leva si sono riempiti tanto da non lasciare spazio alla caduta di un ago. L’accennato neo però non è un neo perché la mostra “Femminile Plurale” si è annunciata “migrante” e ha indicato anche il tragitto: Ascoli Piceno, Pozzallo, Modica.

Carmela Giannì         

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