lunedì, 16 settembre 2019
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MATTARELLA INCARICA CONTE DI FORMARE IL GOVERNO

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Nel bel mezzo del mese d’agosto siamo caduti in piena crisi di governo e non voglio dire grazie a uno solo ma a tanti che complottano da tempo alle sue spalle.

In questi pochi giorni di attesa per sapere come e chi avrebbe continuato a governarci, ci siamo tutti, ma proprio tutti, prodigati a dare giudizi e a cantare disprezzo gratuitamente pur di non essere disprezzati noi stessi da noi stessi prima che dagli altri.

Strano questo nostro popolo che grida allo schermo di un computer o di un televisore con scherno!

Strano, perché ha dato un solo nome al razzismo, a un solo politico il disprezzo per aver dato la sfiducia a un uomo (il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana) e a tutti gli altri anche.

Ed è strano, perché sempre questo popolo ha gridato all’orrore di aspettare o vedere collaborare un tale partito con un altro o viceversa, senza saper attendere l’esito dei colloqui programmati col Presidente della Repubblica che ha il potere dell’ultima parola sulle proposte presentate.

Strano anche perché parte di questo popolo ha gridato più forte mettendo in cattiva luce chi con destrezza ha saputo tenere al gioco, abbassandosi a collaborare con elementi che negli ultimi vent’anni ci hanno portato al soffocamento e che negli ultimi tempi, stando all’opposizione invece, ci hanno insegnato a disprezzare la qualunque e ad incolpare e ad addossare colpe proprio a chi invece, con grande destrezza, li ha saputi screditare, facendoci guardare tutto quello che ad occhi chiusi non abbiamo mai voluto vedere. L’opposizione e questa parte di popolo infatti, pur di fermare lo scempio nei loro riguardi che ha svelato le bassezze di cui si sono appropriati economicamente ma ingiustamente nei nostri riguardi, ci hanno istigato, in questi giorni di attesa, all’odio, il più brutto, perché è un odio che va contro noi stessi.

E quindi, questo popolo manipolato in particolar modo da una scorretta e sgradevole informazione giornalistica che di giornalismo non ha neppure il titolo ma solo facce di uomini con sopra scritti messaggi di disprezzo e critica purchessia quell’altro, disprezza chi lotta e apprezza chi mente.

Normale amministrazione la nostra, questa: poiché negli ultimi vent’anni ci siamo lasciati rubare la libertà vendendo la nostra Italia, la nostra vita, la nostra esistenza di essere onesti.

Adesso, per non mostrare la nostra umiliazione, la svendiamo col disprezzo, perché chi disprezza facilmente un altro simile, secondo me, ha imparato a disprezzare per primo sé stesso.

E sì, c’eravamo abituati a farci cullare, a dormire e a fare finta di non sentire le umiliazioni ma adesso, anziché migliorare noi stessi nel linguaggio prima e poi con le azioni il nostro paese, seduti dietro a un computer dettiamo giudizi pensando essere in piena rivoluzione.

Ma la rivoluzione è un’altra cosa e io, da quando sono nata, l’ho vista mostrata sulle strade di tante Nazioni e su quelle strade ho visto tanti uomini con famiglia al seguito, lottare per i propri diritti. 

Le nostre strade, quando sono piene di uomini che credono in qualcosa, non ce le mostrano o se sì, ci mostrano vicoli con forme umane stravolte dal razzismo, magari messe lì appositamente per confonderci le idee e per farci apparire tutti uguali. Per il resto, sono vuote come vuota è la nostra mente.

Oggi, 29 agosto 2019, il Presidente Mattarella, dopo vari incontri verbali con le delegazioni dei vari partiti, ha dato l’incarico di formare il nuovo governo a Giuseppe Conte, a seguito della formazione di una nuova maggioranza parlamentare composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e altri gruppi con rappresentanza a Camera e Senato, Conte che ha accettato con riserva e oggi stesso avvierà le consultazioni con tutti i gruppi e poi elaborerà un programma assieme alle altre forze politiche.

Parte del discorso di Conte alla fine del colloquio col presidente Mattarella: “Non sarà un governo contro, ma un governo “per”, un governo nel segno della novità, perché questa sarà un’ampia stagione riformatrice di speranza e rilancio, per costruire un Paese migliore”. Poi ha aggiunto: “La prospettiva di avviare un nuovo governo con una maggioranza diversa mi ha sollevato più di qualche dubbio, ma li ho superati nella consapevolezza di aver sempre lavorato per servire e rappresentare il mio Paese guardando sempre al bene comune. E vorrò sempre coerenza ai principi non negoziabili che sono scritti nella Costituzione, il valore della persona, il rispetto del lavoro, l’uguaglianza formale e sostanziale, il rispetto delle istituzioni, il principio di laicità e libertà religiosa e la difesa degli interessi nazionali”. 

Riusciremo noi, popolo italiano, ad accettare la decisione presa dal Presidente e il coraggio e la determinazione costruiti sulla base della passione per il Paese che ci offre Giuseppe Conte o continueremo con disprezzo a contestare tutto, senza capire che unendo l’onestà al suo peggior nemico (punto di vista naturalmente, in base all’appartenenza politica, sia da un lato che dall’altro) renderà più facile tenerlo a bada, migliorarlo e migliorarsi insieme in consistenza, in valori e soprattutto in fiducia, ridando dignità umana a tutti noi cittadini?

Ripuliamo le nostre piazze radendo al suolo il disprezzo e seminando invece gratitudine umana, e a chi non vuole sentire ragione per un’unione forse sbagliata ma umiliata e ricreduta per la nostra salvezza, si dimetta, per favore, senza offendere chi sta lottando per il bene del Paese, sedendosi comodamente su una poltrona a casa sua a godersi non una pensione d’oro ma semplicemente una pensione da cittadino lavoratore e senza infastidire ulteriormente chi, lavorando onestamente, aiutato dalla nostra buona volontà di attesa, ascolto, pazienza e fiducia, vuole rimetterci tutti in piedi camminando a testa alta dentro al nostro grande e insuperabile Stivale.

Sofia Ruta  

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