lunedì, 16 settembre 2019
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FACCIAMO MUSICA COI NOSTRI RAGAZZI!

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Ieri sera, 30 agosto, in Piazza Matteotti a Modica, in un contesto quasi surreale, abbiamo vissuto e ascoltato un bellissimo concerto musicale che ci ha fatto viaggiare negli ultimi cinquant’anni di storia del Rock, portandoci dal passato al presente, fino ad arrivare al futuro delle nostre generazioni.

La band, nata nel 2017 su idea di Dario Novara, che suona la chitarra e dà voce alle canzoni, e Gionata Guglielmetti, che suona la batteria, è composta da altri tre artisti, Paolo Fatuzzo alla chitarra, Salvo Antoci alla tastiera e Giuseppe Dell’Albani al basso.

Insieme, uniti da questa grande passione, hanno alternato grandi classici di artisti come Beatles, Eagles, e Pink Floyd a pezzi della scena rock più recente dei Muse, Coldplay e Red Chili Peppers, senza disdegnare la musica italiana con pezzi di Battisti, Bennato e Litfiba.

Questa piacevolissima ed euforica band musicale, “I Roomors”, ha fatto sognare i presenti in piazza (me compresa) con la sua musica, regalando carica e adrenalina allo stato puro, insieme ad energia fisica e musicale, per quasi due ore. Un sogno dunque per un mondo e un paese rivolto a un futuro migliore costruito dalla musica nel cuore e dai nostri giovani che lottano per conquistarsi un posto, oltre che per il lavoro, anche per la vena artistica.

E ho scritto “sognato”, perché, se guardo in faccia la realtà, mi rendo conto sempre di più che Modica, il nostro paese, riguardo alla nuova generazione, è assente.

E’ ferma a tutto quello che appartiene al passato, ai veterani della cultura, degli spettacoli, delle canzoni, infatti, in quest’estate, il programma è stato vasto sì, sia per il paese che per le zone al mare. Abbiamo visto pubblicità specifica e locale, il “Summer Fest”, su complessi, poeti, artisti o vita culturale e musicale modicana ma anche personaggi venuti da fuori che hanno portato il loro contributo estivo musicale e teatrale. Tutti pagati (forse) in base all’altezza e poi diviso due o tre o in chissà quanti altri numeri, ma per i nostri figli, i nostri giovani, i nostri sogni futuri, non abbiamo visto degna pubblicità ma silenzio e solo pochi spiccioli che non oso menzionare, dico solo che la retribuzione per una serata così, ho scoperto tra piccole parole non dette esplicitamente, è uguale a un fine settimana per una persona ad un villaggio turistico delle nostre zone, ma che andrà divisa tra cinque persone più i collaboratori del montaggio, strumentazione, mixer e amplificazione (calcoliamo anche che, oltre alle due ore di musica, i ragazzi hanno impiegato almeno altre tre ore per il montaggio e smontaggio di tutta l’attrezzatura sopra e sotto il palco), e solo dopo quasi un anno dalla loro esibizione. Vergognoso!

Questo è il trattamento particolare che ricevono un po’ tutti i nostri “piccoli artisti”, come vergognoso è il trattamento che il nostro paese dedica a tutti i giovani che lottano per definire un loro spazio meritevole, facendo finta di aprire loro le porte ma tenendole ben chiuse per chi osa oltrepassare la linea dei veterani in campo.

Questo è il neo che per tutta la serata, mentre assistevo alla gioia dei “Roomors”, che si esibivano semplicemente per stare e far stare bene chi la musica la porta nel cuore, mi ha lasciata turbata e dubbiosa riguardo alla mia bellissima città.

I nostri figli meritano trattamenti migliori e non dico superiori agli altri, semplicemente equi.

Sofia Ruta

 

 

 

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