lunedì, 16 settembre 2019
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BASTA FARCI MANIPOLARE!

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Siamo diventati facilmente e troppo presto delle macchine che il capitalismo si era prefissato diventassimo.

Troppo facilmente ci siamo fatti e ci facciamo manipolare dentro alla nostra testa e fuori dal nostro cuore.

Troppo facilmente ci siamo fatti rubare i valori che tengono alta la nostra vita all’interno della società: la famiglia in primis, poi il lavoro e le istituzioni tutte.

Troppo facilmente abbiamo smesso di lottare per i nostri diritti.

Troppo facilmente abbiamo dimenticato i nostri doveri di cittadini del mondo.

Ci hanno insegnato a nostra insaputa (forse) che il tempo libero non esiste più, tutto è diventato un circolo vizioso che ci imprigiona fino all’interno delle mura della nostra casa.

Siamo controllati, non abbiamo più il nostro nome ma siamo diventati semplicemente dei numeri.

Numeri senza sentimenti, numeri da moltiplicare senza risentimento.

Numeri senza via d’uscita e non infiniti.

Numeri sconosciuti alla libertà di parola e di pensiero e monitorati dal potere che è chiamato “tecnologia”.

Numeri e basta.

Abbiamo imparato presto ad accettare qualsiasi situazione tragica come normale e naturale, anche la morte di un figlio (purché non sia il nostro) che viene sottratto spesso dalla superficialità o da regole non messe in atto e non rispettate per un fine ignoto a noi stessi e senza limite, perché quando invece il figlio è nostro, ci fermiamo, ascoltiamo il dolore, lo gridiamo al mondo intero addossandogli tutte le colpe e diventiamo forti nei riguardi dei più deboli, non sempre però, il più delle volte viviamo senza respiro, da morti.

Abbiamo dimenticato troppo presto che nulla accade per caso ma che tutto, da tempo, viene pianificato e studiato nei minimi particolari affinché lo crediamo e soprattutto affinché ci illudiamo di essere comunque liberi nella nostra vita, ma in realtà non lo siamo. Siamo sottomessi al volere di altri, uomini incoscienti e approfittatori che hanno deciso se non di azzerare la popolazione e tutti gli esseri viventi, di annientarne almeno la metà.

E lo fanno proprio iniettandoci il peggio come una droga, nella nostra mente.

Sapere infatti, nei minimi dettagli come si fa ad uccidere i nostri simili, ci rende padroni di poterlo fare come chiunque altro. E così, se vedi il fuoco bruci tutto, se ti mostrano un coltello usato per ammazzare un congiunto, ammazzi il tuo, se la pedofilia ti fa schifo, fai schifo anche tu, perché se altri si approfittano dei più deboli, puoi farlo anche tu.

Siamo arrivati al disprezzo totale per tutto e per tutti, ci hanno alimentato con l’odio, l’avarizia e il niente, il tutto non ci appartiene più, siamo caduti nella “rete” tecnologica dell’universo, la più sporca e cattiva, ma se la rete è la più alta forma di controllo e sorveglianza usata nei nostri riguardi, non è detto che sia la nostra condizione di esistenza. Svegliamoci da questo torpore!

Io ho fiducia nella nuova generazione che sa resistere meglio di noi adulti al marketing capitalistico che ci viene offerto a nostra insaputa e pagandone gli interessi con cattive conseguenze, perché che siamo ignoranti, noi adulti, in questa materia, oramai è appurato.

Ho fiducia nella nuova generazione che ascolta anche se non parla, che non prende cattivi consigli, che si sacrifica nello studio per la prospettiva di poter vivere, grazie a se stessa, un giorno in un mondo migliore. Un mondo che noi tutti ci siamo lasciati scappare di mano.

Non siamo noi l’esempio migliore per i nostri figli, sono i nostri figli l’esempio migliore per noi, per questo dovremmo ricominciare ad apprezzarli sempre di più e credere in loro e nella loro resistenza creativa, capaci di scappare da qualsiasi cosa imposta dal potere. E’ così che nasce la creazione del nuovo e non solo con la partenza da un capo all’altro del mondo.

Non esiste miglior futuro per noi, se non quello dell’arrivo dei nostri figli e della consapevolezza, da parte nostra, di esserci cullati troppo a lungo dentro a un torpore inesistente.

Sofia Ruta 

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