venerdì, 30 Settembre 2022

TEMPO DI SCIROCCO (a cura di Ermes)

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Nonostante la crisi e la conseguente contrazione dei consumi, un modicano che andrà a svernare dall’altro capo del mondo, in questo ultimo scorcio di stagione fredda, ci sarà; è un signore, anzi un eroe direi, anziano, con parecchi secoli sulle spalle, ma ancora forte e vigoroso. Un signore che ama farsi guardare tutto il giorno seminudo, anzi coperto solo da una pelle di leone, e che vive in una teca a prova di furto, vicino ma irraggiungibile ai comuni mortali, facendo onore alla sua origine semidivina.
Di chi si tratta? Ma dell’Ercole di Cafeo naturalmente; di quella preziosa statuetta che affonda le sue origini nella notte del tempo, che per molti secoli riposò nei presi dell’omonima fonte e che da qualche lustro adorna la sala principale del Museo Civico di Modica, attirando turisti e visitatori da ogni dove per la sua bellezza e per il suo perfetto stato di conservazione.
Dove andrà? Emigrerà, come hanno fatto prima di lui migliaia di modicani, varcando l’oceano e raggiungendo la lontana America. Qui sfuggirà alle normali destinazioni degli emigranti, e si trasferirà immediatamente nella calda e accogliente California, attirato, lui che è simile ad un culturista del suo tempo, dalla procaci ragazze in bikini che scorrazzano lungo Ocean Drive a Miami.
Ad organizzare il suo viaggio di lavoro una straordinaria “intuizione” dell’Amministrazione Comunale, di concerto con la Soprintendenza Archeologica, che poi a Modica sono un po’ la stessa cosa, vista la professione che l’assessore alla Cultura, protagonista della “brillante iniziativa”, continua a svolgere presso la struttura tecnica dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali.
Nel frattempo, in assenza del protagonista, che potrebbe anche restare in America per oltre un anno, il Museo Civico resta mestamente vuoto, senza nessun appeal per i turisti, in spregio alla storia degli uomini che lo hanno fatto grande, a partire al compianto Duccio Belgiorno, affondando un ulteriore colpo mortale al turismo in città; dopo la cancellazione di fatto di Chocobarocco, la fine di ogni politica di promozione e programmazione, l’incapacità dell’amministrazione a proporsi sui mercati che contano, agli operatori turistici della città mancava quest’ultima chicca: l’Ercole che fugge via, lontano, in America. O meglio che viene cacciato dalla sua città, all’inseguimento di piccole ambizioni personali sull’altare delle quali viene piegata una storia millenaria.
Mandare un reperto archeologico così importante oltre oceano è inutile e persino dannoso se non si ha la forza di accompagnarlo con una campagna di comunicazione e promozione che determini un effettivo ritorno per la città che lo ospita; ce lo insegna Mazara del Vallo cui da anni è stato scippato il “Satiro” che langue tra Londra e gli Stati Uniti, o il gruppo argenteo di Morgantina, per 4 anni lontano dal suo museo. Nel frattempo lentamente muore Aidone e la sua “Venere” con una media di visitatori giornalieri inferiori ai 100 e tutto il sistema museale siciliano non riesce a decollare, scosso da scandali, incapacità gestionale e la scarsa professionalità di chi lo dovrebbe condurre e promuovere.
Avremmo di gran lunga preferito che fossero stati gli americani a venire a Modica per vedere l’Ercole e non costringere “lui” al lungo viaggio in America. Chissà che magari non ci sarebbe scappato anche qualche turista in più per alleviare il disagio dei nostri operatori turistici.

 

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