mercoledì, 16 giugno 2021
l'editoriale di Luisa Montù

LA MODERNA AGORA’

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Internet è un crogiolo di vita: dalle notizie più strane alle balle spaziali, ma anche un cassetto dal quale emergono verità che l’informazione ufficiale ha sempre tentato di tenere nascoste. E’ il mezzo più evoluto che la tecnologa abbia messo a disposizione dell’uomo di oggi, che gli permette di conoscere e comunicare come mai in passato. E’ un po’ come vivere in una grande città, dove s’incontrano degli amici, si consulta la biblioteca, si va al cinema, si ascoltano concerti e si va in piazza, ma non si va in piazza per incontrare gli amici e decidere insieme a loro dove passare la serata, si va in piazza come anticamente si andava nell’agorà, il luogo in cui si discuteva, ci si confrontava, si faceva politica.
Anche il linguaggio su internet ha i suoi termini particolari, com’è normale che sia, per questo stupisce, e stupisce piacevolmente, incontrare su un social network tanto frequentato dai giovani qual è face-book discussioni e addirittura gruppi che difendono la lingua italiana.
E’ questo un argomento che abbiamo affrontato altre volte in passato e sul quale ci piace tornare anche oggi che La Pagina è cambiata trasferendosi sul web. Forse per confermare che è sempre la stessa, forse per riaffermare un principio che ci sta a cuore. Leggere su face-book di un gruppo costituito a difesa del congiuntivo o di una pagina dedicata a “conoscere la differenza tra HO (verbo avere) e O (con-giunzione)” o ancora a “basta parole straniere, sì a un italiano chiaro” arriva a commuoverci. Non è chiusura a tutto ciò che è straniero la nostra, tutt’altro! Crediamo nell’enorme importanza, per crescere, dell’interazione fra le culture, riteniamo sia fondamentale conoscere le lingue straniere ma non, come troppo spesso succede oggi, per sfoggiarne qualche parola qua e là per darsi un tono, quanto piuttosto per approfondirle, comprenderne la bellezza e, attraverso di esse, aprirci verso gli altri, verso le altre culture. Mai però rinnegando la nostra. Siamo profondamente convinti che solo attraverso il rispetto per la nostra lingua e la nostra cultura sia possibile, anzi facile, accostarsi alle altre culture con il rispetto necessario e capire e non sentirsi diversi.
E’ vero che l’inglese (o, per esser più precisi, l’americano) sta diventando un po’ la lingua comune del nostro pianeta, quella che ci consente di comunicare più o meno a qualsiasi latitudine, quindi non si può fare a meno di studiarlo e cercare di parlarlo il meglio possibile, ma dobbiamo convincerci che questa conoscenza rappresenta un’opportunità o un’utilità che ci consente di muoverci agevolmente in un mondo divenuto sempre più piccolo mentre lo sfoggio di qualche parola buttata qua e là in un italiano impoverito e bistrattato non sottolinea la nostra cultura, semmai svela la nostra ignoranza.
Non dimostra conoscenza delle lingue pronunciare “midia” anziché “media”, ma solo che s’ignora che “media” è una parola italiana, non inglese, tanto che gli anglosassoni colti pronunciano “media”! O parlare di “forums” dimostra solo che non si sa che “forum” è una parola latina (al plurale, volendo proprio farlo, diventerebbe “fora”) e che a questa parola, quando è al plurale, gli stessi americani non aggiungono la “s”. Quanto alle parole veramente straniere, la nostra grammatica insegna che, se inglobate nella lingua italiana, restano invariate sia nel genere che nel numero.
L’italiano è una lingua bellissima, della quale dobbiamo essere fieri, non dobbiamo permettere che venga svilita. Tutte le lingue sono lingue bellissime e devono essere custodite, protette. Sono una ricchezza della quale nessuno si deve privare, fanno parte delle nostre radici che nessuno deve mai rinnegare, ma piuttosto far conoscere e condividere.

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