mercoledì, 29 Giugno 2022

FISCO E PREVIDENZA: CHIARIMENTI PER IL CITTADINO (a cura di Giovanni Bucchieri)

image_pdfimage_print

Nonostante gli sforzi del governo Letta, molto c’è ancora da fare per far uscire l’Italia dal baratro, infatti le  notizie non  sono per nulla rassicuranti. E’ di queste ore il dato calcolato dalla Banca d’Italia, la quale afferma che la pressione fiscale in Italia nel  2012 è salita al 44%, quasi un punto e mezzo in più rispetto al 2011.  Se poi guardiamo l’incidenza effettiva sul PIL d’imposte e contributi al netto del sommerso, questa sale il 52,9%. Facendo  poi bene i calcoli, il prelievo complessivo sugli utili di una piccola e media impresa, e queste sono tante, addirittura sale  al 68,3%.   A queste condizioni non si può più lavorare, anzi quei pochi imprenditori e professionisti che hanno un po’ d’entusiasmo lo perdono senz’altro. Un esempio tra le tante disposizioni (decreto stabilità) che incidono in negativo sull’operatività di un’azienda è la deducibilità dei costi per le auto aziendali che dal 2013 si riduce drasticamente dal  40% al 20%. Viene inoltre ridotta dal 90% al 70% la deducibilità per le vetture assegnate ai dipendenti. Quindi, seguendo una logica di convenienza aziendale, sarà preferibile effettuare il rimborso delle spese  ai propri  dipendenti e agli  amministratori per le trasferte effettuate fuori dal comune della sede dell’azienda. Questo consente la deduzione piena del 100% sia delle spese auto che delle trasferte sostenute,  di conseguenza  l’operazione si presenta molto più conveniente  rispetto all’auto assegnata al dipendente  e all’utilizzo dell’auto  aziendale.

Un’altra norma che inciderà sulle  tasche delle famiglie e delle aziende è la modifica dell’importo dell’imposta di bollo che, a decorrere dal 26 giugno scorso,  è aumentata da 1,81 a 2 euro e da 14,62 a 16,00 euro. Anche questo aumento si è reso necessario  al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi per la ricostruzione privata nei territori della Regione Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009. Cambia quindi l’imposta di bollo sulle varie certificazioni, sulle istanze da presentare alla Pubblicazione Amministrazione, sulle domande di iscrizioni, sul rilascio delle copie autentiche di documenti ed atti, sulle scritture private, sulle ricevute e quietanze nel caso in cui la  somma supera le 77,47 euro.  Fortunatamente l’imposta di bollo, dovuta in modo forfettario, per l’invio telematico delle pratiche al Registro delle imprese, non è aumentata e rimane ferma a 17,50 se presentate da imprese individuali, a 59,00 se presentate da società di persone e da 65,00 euro se presentate da società di capitali.

Condividi